Vai al contenuto
Erotika
Nonno maniaco mi esamina la figa
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

Nonno maniaco mi esamina la figa

Il nonno depravato regala alla nipote un fantastico orgasmo

DarkSideOfTheMoon
10 mesi fa · 3.6k letture · 1

“scusate, in che senso nonno sta da noi?”

Sono seduta sul sedile posteriore dell’auto dei miei, che sono venuti a prendermi in stazione, e mi hanno appena comunicato questa notizia.

“Valeria, non c’è molto da capire. Nonno ora vive con noi” risponde mia madre dal sedile anteriore, senza nemmeno voltarsi.

La sua risposta mi lascia inebetita, ho mille domande, ma riesco a farfugliare solo un “...perchè?”

“Perchè non può stare da solo. Sai benissimo che a malapena si regge in piedi, non abbiamo più la badante, e prima ancora che tu lo proponga, NO. Non manderò mio padre in un ospizio” taglia corto mio padre, lanciandomi un’occhiataccia dallo specchietto retrovisore; avevo la bocca aperta proprio per proporre l’ospizio, ma la richiudo immediatamente.

Con un inebetito sfarfallio di ciglia, chiedo “si ma… dove?” e ho paura di sentire la risposta.

“in camera tua, è ovvio” risponde mia madre, esattamente come temevo. E il mondo mi crolla in pezzi.

“ma… e io?” vorrei protestare, ma so già come andrà a finire. E come per la precedente domanda, anche questa ha una risposta altrettanto ovvia.

“starai sul divano” risponde infatti mia madre, quasi piccata dal fatto che abbia fatto una domanda così sciocca.

“quindi ora non ho più nemmeno il possesso della mia stanza” mi lamento

“non fare la bambina…” mi rimprovera mio padre “...hai 20 anni, studi fuori. In quella camera ormai ci avresti passato si e no qualche giorno quando sei qui. Fare il sacrificio di passare qualche giorno sul divano non mi sembra una tragedia, soprattutto perchè lo stai facendo per tuo nonno. Neanche avessimo affittato la tua stanza a un estraneo”

Incrocio le braccia sotto il seno, guardando fuori dal finestrino “potevate almeno dirmelo prima” obietto

“non serviva la tua autorizzazione e non sarebbe cambiato nulla. Ora sei qui, e lo sai” taglia di nuovo corto mio padre.

Passo il resto del tragitto in auto completamente immersa nel silenzio.

Arrivati a casa, con mia madre entro nella mia -ormai ex- camera a salutare mio nonno. Ha più di 80 anni, e passa la maggior parte del tempo steso a letto. So che recentemente ha cambiato diverse badanti, anche se i miei non hanno mai dato spiegazioni a riguardo.

“guarda chi è venuto a trovarci! La riconosci, la tua nipotina?” gli dice mia madre, restando dietro di me, e invitandomi - con un’occhiata tutt’altro che gentile- ad avvicinarmi

“ciao nonno, come stai?” lo saluto, avvicinandomi e chinandomi al letto per dargli un bacio sulla guancia

“ah! guarda guarda che bella signorina!” risponde lui, stampandomi le sue labbra umidicce sulla guancia, e dandomi una pacca sul sedere.

Io avvampo e mi ritraggo immediatamente indietro “magari le mani no eh…” gli dico cercando di non sembrare troppo infastidita. Già mi hai fottuto la stanza, e sono abbastanza nervosa solo per quello.

Le mie parole sembra non averle nemmeno sentite, “beh!? e che sono sti pantaloni?” dice stizzito, fissando me e i miei jeans. “che ci avete insegnato a sta signorina, niente!? I pantaloni il maschio li deve portare, mica la femmina”

“veramente siamo…” sto per rispondergli a modo, ma mia madre mi prende sottobraccio e si frappone fra e me nonno

“Valeria ha fatto un lungo viaggio ed è stanca, adesso va a farsi una doccia e a cambiarsi. Andiamo, facciamo riposare il nonno” e mentre nonno continua a borbottare, mi trascina via e chiude la porta.

“ma ti rendi conto!?” sbotto furente verso di lei

“shhhh, fai piano” minimizza lei

“fai piano un cazzo, mamma! Ma hai visto che mi ha palpata?”

“ti voleva solo abbracciare, avrà preso male le misure” lo difende lei

“invece le ha prese benissimo, dato che ha puntato a toccarmi il culo! e mi fissava anche la scollatura!”

“stai ingigantendo le cose. sei stanca e nervosa per aver saputo all’ultimo di questa novità”

“no è che lui è un cazzo di porco misogino! Ma l‘hai sentito almeno? Ora deve dirmi anche come vestirmi?”

“figlia mia, cerca di calmarti e di capirlo. Ha una certa età, e a volte crede… di essere nell’epoca in cui era giovane, negli anni 40. So che può sembrarti difficile, ma dobbiamo assecondarlo”

“non se ne parla nemmeno!” sbotto

“senti, anche il dottore ha detto che la sua mente mischia ricordi ed epoche. Cercare di correggerlo lo confonde, lo disorienta. Per favore…”

Sbuffo, ed incrocio le braccia “quindi che dovrei fare?”

“fà come dice. Hai tante gonne, tesoro. Dimentica in che anno siamo e comportati da ragazzina devota e remissiva. Vedrai che il suo atteggiamento nei tuoi confronti cambierà” conclude, dandomi un buffetto sulla guancia

“comportati da ragazzina devota e remissiva…” borbotto guardando la mia immagine riflessa nello specchio in bagno. Non sono una ragazzina, ho 20 anni, e di certo non sono devota. Remissiva poi!

Ma se voglio evitare di impazzire mentre dovrei riposarmi, e se voglio evitare di strozzare quel vecchio porco di mio nonno, l’unica alternativa è sopportarlo. Dopotutto, che sarà mai una toccatina o un commento misogino.

Indosso una gonna a palloncino nera. Le mie gonne non sono propriamente anni ‘50, e questa mi arriva poco sopra il ginocchio, eppure ho come l’impressione che la apprezzerà comunque. Sopra invece indosso un semplice maglioncino bordeaux, con un leggero scollo a V.

La porta della mia/sua stanza ora è aperta, lui è seduto sul letto, con i cuscini dietro la schiena a tenergli il busto sollevato, e non appena mi vede passare, mi chiama

“dove vai? vieni qui!”

Roteo gli occhi, sbuffo, ed entro.

“vieni qua, siediti vicino a nonno”, mi ordina, e io mi siedo sul bordo del letto, accanto a lui.

Appoggia la mano sulla mia coscia, appena oltre il bordo della gonna, io gliela sposto sul materasso, ma un istante dopo è di nuovo sulla mia gamba. Al terzo tentativo, le parole -devota e remissiva- mi ricordano che è il caso di ignorarlo.

“ma quanto sei bella, signorina mia!” dice, avvicinando il suo volto al mio petto, e inspira profondamente, con il naso vicino alla pelle esposta poco sotto la clavicola.

“mmmh, e che buon odore! Questo sì che è odore di femmina” continua, senza smettere di annusarmi, e senza togliere la mano dalla mia coscia.

“non come quella figa di legno di tua madre! Gliel’avevo detto io, a tuo padre, che doveva scegliersi un’altra! Troppo secca, sciapita!” borbotta, fissandomi le tette.

Sentirlo inveire contro mia madre suona come una soddisfacente vendetta. Chissà, forse un giorno le dirò che suo suocero l’ha sempre trovata sciapita.

“e mio padre che dice?” gli domando

“uh?” solleva appena lo sguardo, mi fissa negli occhi con aria perplessa, poi torna a fissarmi le tette.

“ah! mia moglie, quella sì che era una gran femmina!” continua in tutta risposta.

Inarco un sopracciglio, è evidente che non ha minimamente ascoltato la mia domanda, tutto perso in chissà quale schema mentale. Meglio, posso rilassarmi e ridurre al minimo l’interazione.

La sua mano, ruvida e callosa, striscia contro la morbida pelle della mia coscia, coperta solo dal sottile tessuto dei collant. io non faccio alcun tentativo di allontanarla, e lentamente la insinua sotto il bordo della gonna, risalendo verso l’alto a piccoli movimenti circolari.

“otto figli mi ha dato, otto! gran femmina…” continua a commentare, con la testa vicina al mio seno.

Faccio un piccolo movimento con il bacino, per sedermi più comodamente sul bordo del letto, e mi ritrovo a strusciare con la tetta contro la sua faccia, mentre la sua mano risale verso la parte più interna, più calda, delle mie cosce.

Sento il mio battito accelerare, assieme ad una crescente sensazione di calore che dal ventre si irradia per tutto il corpo.

E mi ritrovo a fissare la parte del corpo di mio nonno nascosta dalle coperte, cioè dalla vita in giù: ci sarà del movimento, lì sotto?

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 2 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista