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Erotika
La supplente di matematica · Cap. 4
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Capitolo 4 di 10 16 min di lettura

AI-powered sex

"Arriva, lo capisco da quel senso di crampi nei polpacci e il rilassamento di qualcosa appena dietro i coglioni: porca puttana, perché così presto! Voglio ancora essere dentro di lei! “Sei troppo figa, troia!”, è colpa sua che mi eccita troppo. Stringo i denti, il primo schizzo di sborra esce dal meato, seguito subito dagli altri, come colpi di cannone di puro piacere."

William Kasanova
1 anno fa · 373 letture · 0

Sorride. «Cazzo, è proprio lei! Non ricordavo fosse così gnocca… va’ che tette!» Solleva le mani a coppa come se le stesse davvero palpando.

«Ecco! Ti sei scopato anche questa, e per vendetta perché l’hai lasciata mi tratta come una merda! Grazie, eh!»

«Cosa?» Daniele pare distogliersi da un sogno ad occhi aperti. Mi guarda sbattendo le palpebre, poi un’espressione addolorata appare sul suo volto. Si passa una mano sulla bocca come se vi fosse sopra qualcosa dal sapore disgustoso. «No… no, non me la sono fatta… cazzo, quanto avrei voluto scoparmela, nanetto, non ne hai idea… Stavo con Anna, a quei tempi…»

Non mi sembra il momento adatto per mettersi a parlare di un’altra che si è scopato. «Chi? Scusa, ma non riesco a ricordarmi tutte quelle che ti sei fatto». Cazzo, sembra che non possa evitare di ricordarmi quanto ha scopato, in particolare quando aveva la mia età. E, soprattutto, per essersi scopato un paio di volte la divina Francesca…

Lui ignora la mia frustrazione. «Ma sì, Anna. Era una delle partecipanti della gara di pompini: ero il suo giudice e me ne aveva fatto uno mica male, e, dopo che Francesca mi ha lasciato, mi sono messo con lei. Sandra è sua sorella, ed era, ed è,» indica lo schermo del portatile, «molto più figa di Anna: quando l’ho incontrata la prima volta, aveva appena dato gli esami ed era diventata una prof anche lei”.

Sollevo le sopracciglia, stupito dalle coincidenze. «Davvero? E com’era?»

Daniele scuote la testa. «Una stronza come lo è adesso, faceva l’antipatica, ma si capiva che non voleva altro che farsi scopare da me».

«E perché non l’hai fatto? Forse, adesso, Sandra non mi tratterebbe come una merda davanti a tutti».

Mio fratello fa spallucce. «Anna mi piaceva, faceva dei bei pompini. E poi Sandra è rimasta a casa solo un paio di giorni, prima di andare via. Credo si era trasferita da qualche parte a fare lezioni di recupero per qualche ragazzino tordo, e non l’ho più vista».

Emetto un gemito di assenso. «E con Anna, com’è andata?»

Il gemito di Daniele è di disprezzo. «Dopo che Sandra è diventata maestra, i suoi hanno iniziato a rompere i coglioni ad Anna che doveva rimettersi a studiare anche lei, che anche se era stata bocciata agli esami di quinta superiore perché era stata beccata alla gara dai professori e dal preside aveva la possibilità di fare qualcosa di utile nella vita. Hanno continuato a pomparle la testa, lei è andata in paranoia, ha smesso di fare pompini e io l’ho lasciata».

Sento un tuffo al cuore.

Lui continua. «L’ultima volta che ho visto Anna si era trasferita a Belluno con uno che sembra un tossico. Vedessi come si è ridotta…» Dalla smorfia che fa sospetto che la situazione della ragazza è ben peggiore di quanto lasciano intuire le parole di mio fratello. «Mi sembra impossibile era la stessa che mi succhiava l’uccello…»

«E pensi davvero che Sandra mi tratti male perché si aspetta che per vendetta vai a scopartela?»

Un sorriso lascivo affiora sulle labbra di mio fratello. «Può essere,» dice, mentre nella sua mente si svolge probabilmente la scena in cui lui ripara i torti subito dal fratellino, aprendo le gambe di Sandra, sdraiata sul letto, e punendola con il suo cazzo. «Una così figa se lo merita…»

Mi sta prendendo in giro o è serio? Come se niente fosse, torna all’armadietto, prende una bottiglia a caso e se la mette sotto un braccio, accostando poi le ante con un rapido movimento dei piedi.

Mi saluta con un sorriso. «Ma, in fondo, sei ormai un uomo, nanetto. Dovresti rimettere a posto le cose da solo, con Sandra». Il movimento ripetuto del bacino lasciò pochi dubbi su cosa intende. «Fossi al tuo posto, Sandra, che è una figa come Francesca, non me la farei scappare». Mi fa l’occhiolino. «Ricordati cosa ti ho detto qualche giorno fa: se beve la tua sborra, sarà tua per sempre, come io sono sempre nei pensieri di Francy», mi assicura, per quanto non capisca come continui ad esserne convinto.

 

Rimango solo, di nuovo in compagnia dei compiti da terminare e del computer. Per quanto avessi poca voglia di riprendere il mio lavoro di studente prima dell’arrivo di Daniele, ora la voglia è scomparsa completamente. Rigiro il portatile verso di me.

Sbuffo, mentre il mio sguardo cade sulle foto della mia nuova insegnante. «”Dovresti scoparti Sandra”, certo, come no: la metti facile, Daniele. Tu sorridi e la donna davanti a te apre le gambe o piega le ginocchia, ma con me non funziona così bene…»

Sandra sorride nelle foto, in varie ambientazioni all’esterno e all’interno di edifici. Uno dev’essere un teatro, un altro un museo di arte moderna, e quell’altro una spiaggia.

Chissà se pensa mai a sua sorella, a che fine abbia fatto. A chi le ha fatto fare quella fine…

Com’era Anna prima della gara di pompini? Frequentavamo entrambi la N. Sandrini, ma quando si è svolta la gara io ero in prima, e come tutti quelli non invitati, ignaro su cosa stesse accadendo nei boschi di Carega. Lei doveva essere nella quinta di qualche indirizzo di studi che non provo nemmeno ad indovinare; poteva essere anche una che passava le giornate sui libri, sognando un lavoro con una buona paga e molta soddisfazione, ma dopo lo scandalo lei, come tante altre, ha abbandonato gli studi e si è trovata con la vita rovinata.

Sandra cosa ne pensa a riguardo? A sentire mio fratello sembra che tutte abbiano nei suoi confronti solo voglia di strappargli le mutande, ma sono pronto a giurare che la mia supplente vorrebbe strappargli qualcos’altro, e forse non solo gli occhi.

E, ciò nonostante, le foto di Sandra non fanno altro che accrescere in me un appetito nelle mutande. «Questa figa si vendica con me perché sono suo fratello…» Al pensiero di come ero stato trattato nella mattina, l’idea di scoparla cresce sempre più, sottometterla e poi farle davvero ingoiare la mia sborra.

Le parole “una figa come Francesca” di Daniele risuonano nella mia mente, facendomi nascere un’idea. Apro un’altra scheda di Brave con le immagini di Internet salvate, la mia scorta di immagini erotiche per le seghe, e clicco sull’album con i migliori scatti della dea. Ne trovo uno del set del calendario sexy: Francesca è seduta ad un tavolino di un bar, completamente nuda, una gamba sopra l’altra a nascondere la figa, per quanto un accenno di ciuffo dimostri quanto un po’ di pelo ben curato possa essere ancora più erotico, e un braccio sollevato per sostenere una flûte di spumante mette bene in vista il grandioso seno.

Passo diversi secondi a contemplare la dea, i miei occhi che non sanno se fermarsi sulle grosse tette o sul ciuffo di pelo. Devo costringere la mia volontà a non infilarmi una mano nelle mutande e a lasciarla appoggiata sul mouse. Scarico l’immagine e scopro di non sapere come proseguire…Ho un simil Photoshop gratuito che ho lanciato un paio di volte e non saprei nemmeno come iniziare a modificare quella foto. Come potrei fare, quindi?  Schiocco le dita al ricordo di messaggio su Telegram.

Prima di andare avanti…

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