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Una bella famiglia · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 17 min di lettura

Una bella famiglia 4 La cena ad otto

Genitori e figli scopano tra di loro e con i familiari; saputo della serata matta con le due donne, Gianlugi e Roberta chiedono di partecipare; organizzano in otto, con le colleghe e i mariti passivi; è un'apoteosi di sesso; a fine serata, i ragazzi avvertono che stanno per spiccare il volo senza genitori; Alfredo e Livia si trovano a preparare una maturità da sposati trasgressivi e gaudenti

geniodirazza
1 anno fa · 426 letture · 0

Alfredo aveva voglia di risentire la figa della sua compagna; mentre stava sdraiata su sua figlia, le andò dietro e le infilò il cazzo nella figa, provocando il broncio della padrona di casa; Livia lo lasciò montare per un poco, poi lo spinse via a fare il suo dovere, rinviando a dopo, a casa, la loro scopata; Mirella e Concetta erano turbate dalla scena d’amore di quei due che, in una situazione di orgia infinita, si amavano e si cercavano.

Roberta, che non voleva mai essere da meno di sua madre, aspettò un momento il cui il cazzo del ‘suo’ Gianluigi era libero, per sedersi sopra e farsi procurare un piccolo orgasmo; poi tornò veloce a farsi leccare e masturbare dal marito di Mirella; le ore correvano in un crescendo di libidine in cui Alfredo sfondava figa e culo due volte per ciascuna a Mirella e a Concetta, imitato da Gianluigi che le smantellava letteralmente picchiando come un ariete, come non era abituato a fare con Roberta.

A notte ormai fonda, i maschi avevano sborrato almeno quattro volte, due per ciascuna delle erinni, in figa e nel culo; Alfredo specialmente era al limite estremo della resistenza; Gianluigi aveva distribuito altrettante sborrate, era ancora valido ma capì che per suo padre era meglio fermarsi; voleva scoparsi a lungo Roberta, durante il resto della notte; fu Livia ad assumersi il compito di porre fine ai giochi; andò in bagno, si rinfrescò e si rivestì.

Roberta ne seguì l’esempio; con lo sguardo invitarono i maschietti a ritenere conclusa la serata; anche Mirella e Concetta, in definitiva, non erano più al massimo, sfondate in culo e in figa molte volte da due mazze nerborute; andarono a rinfrescarsi e si prepararono a concludere la cena; quando Mirella chiese se ci sarebbe stata un’altra occasione, Alfredo espresse i suoi dubbi, perché i ragazzi andavano a vivere da soli, allentavano i rapporti e si sarebbero visti raramente, anche per pensare alla laurea.

Livia, come sempre più conciliante, chiese se erano tutti soddisfatti della serata; tutti ammisero di essere stati bene; avvertì quindi che non bisogna mai chiudere alla speranza; il tempo avrebbe deciso le cose; per il momento, l’ideale era godersi la kermesse e tenersi dentro il meraviglioso ricordo; i più felici erano i mariti slave che avevano goduto come mai era loro capitato, con due donne meravigliose a cui asservirsi con tutta la libidine del mondo.

Uscirono dalla casa di Mirella alquanto storditi dagli eventi ma decisamente contenti dell’esperienza fatta; Livia, che guidava, fece la prima tappa alla sua vecchia casa, dove i ragazzi scesero; prima di andare via, Roberta abbracciò sua madre con un calore inaspettato; avrebbero dormito forse tutta la mattina, poi sarebbero andati via; non era necessario che li accompagnassero alla stazione, avrebbero usato l’autobus; in pratica si stavano salutando.

Ma Roberta aggiunse anche che, per lei, era ora di uscire dal nido e imparare a volare; Livia aveva una vita piena e ricca di gioia; non poteva più legarsi ad un cordone che rischiava di soffocarla; lei stava tagliando, adesso, quel cordone e stava dicendo a sua madre che, alla fine delle vacanze, le loro strade si sarebbero divise; lei era vicina alla laurea e doveva pensare ad un lavoro e ad una vita sua; sapeva che il discorso era amaro, ma era anche quello necessario e giusto.

“Lasciami almeno la libertà di un magone; lo so che è giusto e che è anche bello che tu vai da sola, ma io ho difficoltà a chiudere il capitolo più importante della mia vita.”

“Tu hai aperto un altro capitolo e quello è oggi il tuo percorso; hai un uomo stupendo che ti ama; resti sempre la persona che amo di più al mondo, ma devi sganciarti; paradossalmente, sei tu che devi volare da sola, con Alfredo. Ci vedremo spesso, più di quanto immagini; ma devo camminare per la mia strada. Ti abbraccio qui e ti saluto, perché adesso devo volare.”

“Ciao, passerotto; buona fortuna.”

“Gianluigi non mi recitare la predica; si sta poco a capire che dobbiamo andare ciascuno per la sua strada; qualunque sia il vostro destino, non perdete i contatti con chi vi ama. Adesso filate e lasciateci al nostro magone o, forse al nostro amore ancora insoddisfatto!”

Li guardarono varcare il portone, risalirono in macchina e andarono a casa; Livia si dovette sforzare per rimanere lucida e non piangere; Alfredo le prese una mano e le trasmise il suo amore.

“Che ne dici se pensiamo al matrimonio, adesso?”

“Per essere certi che invecchieremo insieme?”

“Anche per questo, è ovvio; ma stavo pensando ad una coppia più stabilizzata, formalmente, ma anche più aggressiva e trasgressiva, in realtà. Da sposati, le trasgressioni sono più piccanti e sono meno a rischio di fratture improvvise; lo sai che il divorzio pesa; se mi sposi, avremo meno voglia di pensare alla rottura e ci godremo di più la bella vita.”

“Serate come quella di stasera?”

“Questa è fatta, c’è un intero mondo da esplorare … “

“ … Che prevede penetrazioni a cui sono ostile.”

“Hai presente Corinna la responsabile delle casse?”

“Dimentichi che io sono spesso alle casse?”

“Era solo per indicare. Lei ha saputo delle nostre scorribande con Mirella; è sposata con un pezzo di Marcantonio assai bello; lei mi intriga molto; nelle sue confidenze, mi ha detto che praticano lo scambio di coppia … “

“Stai per chiedermi di farmi scopare da suo marito mentre tu ti scopi lei? … Non ti entra in testa che oltre te non voglio nessuno?”

“A meno che non si tratti di omuncoli senza palle o di un cazzuto come Gianluigi; è mio figlio, ma è pur sempre un maschio e non ti è dispiaciuto scopartelo; anche i cuckold non avevano il cazzo adatto, ma ti hanno fatto godere … e quanto!”

“Mi dici chiaro dove vuoi arrivare?”

“Roberta ha detto che comincia una nuova vita, tua e mia insieme; io voglio che venga certificata da un matrimonio; come già ti ho detto, forse, tu sei lenta a carburare ma quando prendi un percorso, ti ferma solo l’esercito. Io ti sto solo prospettando situazioni di convivenza, di complicità, di amore, di correità, insomma di essere un blocco unico anche se siamo due persone; se conosco la mia donna, e ti conosco lo sai, adesso tu ci rimugini un poco, ti studi le sfaccettature e, quando avrai deciso, non ci saranno santi.

Ti ho dato gli ingredienti, la cuoca sei tu; vedi se è possibile cucinare le stesse cose in salse diverse; se decidi che sia sempre carne arrosto, per me va da dio; se decidi di fare qualche esperienza garantita o anche qualche esperimento incerto, io sono con te; basterà che i nostri occhi si incontrino, che le nostre dita si stringano e il monoblocco reggerà sempre; lo abbiamo visto e ormai ne abbiamo la certezza; siamo capaci di rimanere soli io e te in una folla al mercato. Tu pensaci.”

“Io penso meglio quando ho scopato bene; stasera mi hanno riempito di preliminari, ma la mazza la sto ancora aspettando. Non è meglio se mi fai rilassare, prima che mi metta a pensare?”

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