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Erotika
Una bella famiglia · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 19 min di lettura

Una bella famiglia 3 La cena a quattro

Alfredo e Livia accettano l'invito di una collega ad una serata particolare con due assatanate con mariti solo guardoni e buoni glottologi; si adeguano, specialmente lei, e danno vito ad una scopata memorabile; si accenna ai figli libertini.

geniodirazza
1 anno fa · 465 letture · 0

Non impiegò molto tempo, Mirella, prima di tornare alla carica; di lì a qualche settimana, la incrociò nel solito bar e le chiese se aveva parlato coi ragazzi della sua ipotesi di cena con barbecue; le disse che in linea di massima si erano dichiarati disposti; solo Roberta chiedeva di evitare incontri che avessero di mira la penetrazione; la rassicurò categoricamente che le coppie sarebbero state le quattro che sapeva.

Le disse che si poteva fare un venerdì sera, quando i ragazzi tornavano dall’università ed avrebbero avuto poi il sabato e la domenica per le loro cose; come previsto, le propose il primo venerdì di luglio, quando il clima era già buono ed adatto a preparare la carne alla brace sul barbecue; dovevano non preoccuparsi di niente e lasciare fare a lei; chiese solo se i ragazzi bevevano vino; le disse che erano anche degli intenditori; ‘mamma fortunata’ chiosò; e fu tutto.

Quando ne parlò ad Alfredo, lui le avanzò un nuovo dubbio; come si sarebbe comportata se, alzando ancora l’asticella, si fosse trovata di fronte ad una proposta, per esempio, di scambio di coppia con sconosciuti e con inevitabile penetrazione; Livia gli fece presente che, dopo le ingenue esperienze adolescenziali, in tutta la vita aveva scopato solo con tre cazzi, quello del primo marito, il suo e quello di Gianluigi; l’idea di affrontarne altri e sconosciuti non le entrava in testa.

Ma aggiunse anche che il loro rapporto era decisamente di fiducia, di lealtà e di dedizione; se lui avesse trovato un vero interesse in un’avventura di quel tipo, ne avrebbe parlato molto volentieri apertamente e fattivamente con lui; se alla fine si fossero convinti che il gioco valeva la candela, forse le remore potevano cadere e tutto poteva rientrare nella logica dell’amore a lui e del sesso a un altro; ma era necessario trovarsi di fronte ad ipotesi concrete e parlarne lealmente.

Colse l’occasione per ricordagli la sua vecchia richiesta, più volte ribadita, di avere per un’intera notte Gianluigi tutto per sé, per provare l’emozione di dargli amore attraverso quello che Roberta aveva definito il ramo della sua quercia; la sua passione per il figlio era davvero un’emanazione del grande amore al padre e voleva consumarla in una notte al calor bianco; il compagno le ribatté che era deciso e giusto, ma lui avrebbe proposto a Roberta la stessa cosa, perché il discorso valeva anche per loro due.

I rapporti tra i quattro, nel corso dell’anno trascorso, si erano decisamente modificati; Gianluigi e Roberta erano diventati una coppia di fatto assai solida, che si gestiva la vita nel monolocale comprato nella città sede dell’Università; dipendevano economicamente dai genitori, ma per il resto era stato sufficiente l’acquisto di alcuni elettrodomestici; il loro viaggio settimanale dai genitori era quindi l’occasione per stare insieme e per rinnovare il cordone ombelicale inalterato.

Alfredo e Livia avevano costruito una solida base di intesa che faceva guardare all’ipotesi del matrimonio come ad una soluzione equa e giusta, vista l’intesa che avevano raggiunto anche su un terreno scivoloso come la sessualità e la trasgressione; la frequentazione settimanale coi figli era divenuta così una sorta di cameratesca necessità di sentire la vicinanza e la possibilità di organizzare, talvolta, giochi comuni al limite del lecito.

Una volta che si sedettero a chiacchierare per esaminare le prospettive di un futuro prossimo e remoto, saltò evidente agli occhi che la distanza si stava segnando; per l’estate successiva, più o meno per la prima volta, progettavano vacanze separate, i ragazzi in tenda in Istria, seguendo un sogno diffuso al tempo, possibilmente in un campo nudisti per fare un’esperienza nuova e senza dubbio stimolante.

Gli adulti, invece, avevano già prenotato in agosto due settimane di soggiorno in Spagna, in una località alla moda dove avrebbero potuto scatenarsi nel giovanilismo che caratterizzava il loro modo di vita; al termine dell’estate, ci sarebbero state le ultime sessioni d’esame e la laurea, dopo di che si apriva l’incognita del lavoro; in ogni modo, il cordone si sarebbe allentato, se non spezzato, e le strade si sarebbero divise fatalmente.

Ne erano coscienti tutti e quattro e senza parlarne decisero di diradare gli incontri alternando i week end, prima, e affidandosi alle necessità del momento, poi; la scelta pesò non poco, specialmente a padre e madre che avevano coltivato il legame con maggiore intensità; ma trovarsi alla fine a dover rendere conto a se stessi delle scelte fatte in piena coscienza rese più facile la risistemazione della vita.

L’idea che stavano per dare una svolta ai rapporti sembrava rendere più frenetica la voglia di Livia di prendersi una notte di passione con Gianluigi, prima che la vita lo portasse altrove; ne parlò in privato con Roberta e incontrò la sua comprensione; decisero di fare una sorpresa ai maschi di famiglia e, al primo fine settimana utile, di porli di fronte alla scelta di dividere le coppie, se non per il week end, almeno per una notte.

Quando scesero dal treno che li aveva portati a casa, i due trovarono solo Livia ad attenderli; montati in macchina, si diressero subito a casa di Alfredo, dove Roberta li salutò e scese; Livia impose a Gianluigi di restare in auto; ‘stanotte sei solo mio, tu. Ti va?’; si limitò a prendere posto sul sedile del passeggero e l’avvolse in un bacio appassionato; Alfredo, aprendo la porta, si trovò di fronte a Roberta che gli gettò le braccia al collo e lo trascinò verso il divano.

Sapevano tutti quello che doveva accadere e non si meravigliarono che il momento fosse arrivato; Livia, da brava massaia, aveva preparato la cena fredda per quattro e ne aveva distribuito due per appartamento; il programma era cenare in casa, meglio se a letto, e restare fuori dal mondo fino al sabato mattina, quando avrebbero deciso se riunire il nucleo familiare allargato o continuare separati fino alla domenica pomeriggio.

La voglia era tanta e l’attesa l’aveva portata al limite dell’esasperazione; il cazzo di Gianluigi scattò immediatamente, non appena sentì il corpo di lei schiacciarsi dolcemente contro il suo facendogli sentire la morbidezza del seno e del ventre; le mani scattarono da sole sul culo statuario che lui aveva sempre amato e sognato; il cazzo titillò la figa da sopra al vestito e per Livia cominciò l’estasi di una goduria da tempo sognata.

Si diressero alla camera grande tenendosi per mano e furono nudi in un attimo; Gianluigi non si stancava di ammirare, carezzare, leccare il corpo pieno e sensuale della donna desiderata a lungo; il bacio che si scambiarono valeva tutta una scopata, coi sessi che si strusciavano provocavano intensi brividi di libidine; fermando l’impeto, lui la carezzò voluttuosamente su tutto il corpo, mente lei gli succhiava con amore i capezzoli.

Prese in mano il cazzo duro e grosso e non lo masturbò, si limitò a perlustralo tutto, dalla punta ai coglioni, quasi impossessandosi di ogni centimetro della pelle che cominciò a mandare su e giù voluttuosamente per sentirlo crescere ancora, al di là dei limiti del possibile; amava quel cazzo che tanto le ricordava quello di Alfredo, il suo uomo; lo accarezzava con le mani mentre nella testa e nel cuore erano due quelli che sentiva perforarle corpo e anima.

Lui addirittura scherzò con la donna di suo padre, dicendo che sentiva quasi di compiere un gesto omosessuale, scopandosi suo padre mentre faceva l’amore con la sua donna; poi si corresse e precisò che l’amore lo stava dando a lei; in quello stesso momento, pensò Livia, nell’altro appartamento un analogo transfert veniva operato tra Alfredo, con Livia, e Roberta, col suo Gianluigi.

La ‘notte brava’ si avviò sui presupposti che Roberta aveva definito, dell’amore assoluto che tracimava dal familiare al sessuale senza intaccare niente, ma arricchendosi.

Prima di andare avanti…

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