Vai al contenuto
Erotika
Una bella famiglia · Cap. 3
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 3 di 4 19 min di lettura

Una bella famiglia 3 La cena a quattro

Alfredo e Livia accettano l'invito di una collega ad una serata particolare con due assatanate con mariti solo guardoni e buoni glottologi; si adeguano, specialmente lei, e danno vito ad una scopata memorabile; si accenna ai figli libertini.

geniodirazza
1 anno fa · 465 letture · 0

Mentre ammirava il suo compagno che elargiva sesso alle due facendole sbavare, aveva ordinato ai mariti di tirare fuori gli uccelli, senza spogliarsi, e di masturbarsi; si sdraiò sul divano, di tre quarti e prese uno dei due per portarselo sui seni a succhiare i capezzoli eccitati; fece inginocchiare l’altro tra le cosce e gli offrì la figa da leccare; si sentì trasportare in paradiso, tra i risucchi sul clitoride e quelli sui capezzoli; osservò per caso che sborravano anche, ma un liquido incolore, forse seminale.

Perse di vista Alfredo, presa dal godimento che due bocche e quattro mani le producevano su tutto il corpo; quando si riebbe per un attimo, vide che il compagno aveva montato in figa Mirella, in una stupenda pecorina; invitò Concetta ad approfittare della lingua del marito dell’altra, assai abile, per dare requie e dolcezza alla sua figa inoperosa; l’altra venne a sedersi con lei e i due si inginocchiarono a leccarle e farle godere.

Quando Mirella si abbatté sul divano per un orgasmo superiore alle aspettative, Concetta si precipitò a prendere il suo posto sul cazzo instancabile di Alfredo; invitò l’altra a farsi leccare da suo marito, per alleviare stanchezza e violenza; Mirella prese posto sul divano e, mentre si abbandonava al languore della leccata, chiese a Livia se aveva sperimentato molte volte quella situazione.

Lei le rispose che era stata sempre fedele a suo marito, anche dopo il divorzio, e che adesso era fedelissima ad Alfredo, da quando stavano insieme; quella era l’unica trasgressione che si erano consentiti; poi si corresse e confidò che aveva scopato con suo figlio, assai più notevole del padre e che, in armonia totale, sperava di scoparselo ancora; per precisione, confidò che Gianluigi, il figlio di Alfredo, era il ragazzo di sua figlia Livia e che tutto era avvenuto in perfetta sintonia ed armonia tra loro.

Mirella era strabiliata dalle rivelazioni, ma soprattutto intrigata dalla notizia che Alfredo aveva un figlio forse più valido di lui a letto; quasi inevitabilmente le chiese se, in un futuro qualsiasi, sarebbe stato possibile organizzare anche con i figli; non sapeva risponderle perché non dipendeva da lei; poteva solo darle una speranza, perché Gianluigi era solito prendersi tutto quello che era di suo padre; informato dell’accaduto, forse avrebbe potuto essere lui stesso a chiederlo; lo stesso valeva per sua figlia.

Mirella si fece promettere che avrebbe parlato coi ragazzi per cercare di organizzare una serata corposa, con due stalloni di rara qualità; prima di precipitarsi al posto di Concetta, stremata dal cazzo di lui, le chiese se per prenderlo nel culo doveva prendere precauzioni, vista la mole; le confidò che ora ci si era abituata, ma all’inizio il gel lo aveva usato largamente; vide l’altra dirigersi ad un mobiletto per prendere il lubrificante.

Alfredo fino a notte tarda quasi non si fermò dal penetrare fighe e sfondare culi; si fece succhiare l’uccello, molto spesso dalle due insieme, per lunghissimo tempo e riuscì a sborrare solo due volte per ciascuna, in figa e nel culo; poi dovette cedere le armi e arrendersi; Livia rimase ferma sulla volontà di guardare e di lasciarsi sollazzare; rifiutò categoricamente il ricorso a giocattoli e vibratori, sborrò un’infinità di volte e si trovò languida quasi a dormire, alla fine.

Tornarono a casa con molta difficoltà, perché lui non era al massimo per guidare; naturalmente, dovettero rinunciare alla scopata che si erano ripromessi; Livia gli parlò dell’ipotesi fatta da Mirella per coinvolgere i ragazzi; lui rinviò tutto a dopo una buona dormita; gli chiese un giudizio sulla serata; lui si limitò a commentare che erano stati grandi e che avevano messo un nuovo mattone alla stabilità del loro rapporto che poteva reggere anche alle trasgressioni più dure, se tra loro erano leali.

Il venerdì pomeriggio, quando andarono ad accogliere alla stazione Gianluigi e Roberta, avevano stampate chiare sul viso le tracce della serata trasgressiva e, soprattutto, quelle della enorme scopata che avevano fatto, per tutto il mercoledì, quasi per riconciliarsi con il loro amore fisico che per un poco era stato ‘dato in prestito’ ad altre persone; in particolare, Livia, che aveva con la ragazza un rapporto di comprensione immediata, non resistette a lungo a mantenere il segreto.

Il sabato mattina, mentre si affaccendavano in cucina per preparare il pranzo speciale, Roberta la incalzò lungamente con  domande a tradimento; Livia vacillò spesso; l’intervento di Alfredo fu risolutore, quando dichiarò ai ragazzi che avevano da confidare cose di una certa serietà perché tenerle nascoste produceva solo sofferenza; anche Gianluigi a quel punto fu coinvolto e ribadì con forza che fra loro quattro si erano sempre detti tutto; rinviarono i chiarimenti a dopo pranzo.

Preparato il caffè, Livia li invitò a berlo in camera, seduti sul letto con l’avvertenza che stavolta non ci sarebbe stata passione dominante; fu Alfredo a raccontare le proposte fatte dalla dirigente di Livia e le particolari condizioni in cui si erano svolti i fatti; abbondò pesino nei particolari quando descrisse gli accoppiamenti suoi ed i sollazzi che la sua compagna si era concessa coi mariti cuckold; le domande furono molte ed incalzanti.

Roberta volle sapere da Livia se la mancata penetrazione poteva davvero considerarsi esenzione dalla colpa di tradimento; Livia cercò di spiegarle che amore e sesso appartengono a due diverse facoltà, che si può anche provare piacere con uno strumento ma amare un’altra persona; ovviamente, dovette ammettere che, se lo avessero deciso d’amore e d’accordo, non avrebbe esitato a violare anche quel limite, ma solo se Alfredo lo avesse chiesto e incentivato.

Gianluigi, più concretamente, rimproverò ad Alfredo che gli aveva concesso sempre tutto quello che era suo e che suo figlio desiderava avere allo stesso modo; persino Livia e Roberta erano state condivise in quello spirito; l’episodio creava un precedente perché lui non poteva accedere, né sapeva se volerlo, a quel rapporto di passione che lui aveva realizzato con grande entusiasmo, a giudicare dai risultati.

Livia anticipò sua figlia, dichiarando che l’intesa valeva anche tra loro e che lei si sentiva in colpa per avere fatto qualcosa di nuovo che Roberta forse poteva non desiderare; in compenso, quasi a risarcimento, confessò che la stessa persona aveva proposto di ripetere l’esperienza allargandola ai figli, del rapporto particolare coi quali le aveva fatto cenno; a quel punto, i ragazzi si guardarono con aria complice e interrogativa.

“Livia, ma io potrei porre le stesse tue condizioni, nessuna penetrazione?”

“Chiaro che sì; a loro interessa il cazzo, meglio se forte e ben usato; Alfredo e Gianluigi sono in grado di mandarle in quel paradiso che sognano; tu puoi stare solo a guardare, farti stuzzicare e manipolare dai due maschi guardoni o meglio ancora, dare una botta a tutti e fare l’amore con me, visto che non ti è dispiaciuto … “

“ … e che non mi dispiacerebbe fare capitare ancora …. Ma di farmi scopare da Alfredo?”

“Per quello avrai altre occasioni; in quel clima le Erinni ti contenderebbero a morte il cazzo … “

“Livia, sai che ci faccio un pensierino? Quando si potrebbe realizzare una cosa del genere?”

“Non credo prima della primavera avanzata; Mirella ha un attico superbo con uno spazio adattato a barbecue; credo che la prossima volta mi proporrà un barbecue con quattro coppie, le due nostre e le due loro. Ma tu davvero accetteresti di stare a guardare Gianluigi che si scopa due tardone allupate?”

”Amore mio immenso, quando ti scopa cosa faccio?”

“E’ vero; qualche volta perdo il senso delle cose. Insomma, per te potrei anche accettare?”

“Per me sì, a patto che i due siano innocui e che tu fai l’amore con me come mi piace da sempre. Gianluigi, che ne dici?”

“E’ da mezz’ora che affermo, con notifica notarile, che voglio tutto quello che è di mio padre; è il mio modo di amarlo fino al sangue; queste due sono un debito che deve pagarmi; comunque, se le due vecchiette poi non mi avessero soddisfatto, noi ci rifaremo la sera stessa … e con tutto l’amore che in quelle ore avremo dovuto comunicarci solo con gli occhi!“

“Livia, amore mio, ti rendi conto che stiamo traviando due giovani di ottimi principi morali?”

“Robertina mia, pare che il mio uomo capisca poco e male; gli vuoi ricordare, per favore, la tesi dell’amore che tracima senza argini? Alfreduccio bello, io verrei a farmi titillare da due ragazzini, in quanto a potenza sessuale, guardando negli occhi il mio grande amore e comunicandoglielo con tutto il corpo; verrei a fare l’amore con mia figlia che desidero fino a stare fisicamente male; non mi scoperei il mio Gianluigi, ma solo perché impegnato con le ospiti e in attesa di averlo tutto per me. Se hai remore, parla ora o taci per sempre; se non ne hai, lascia che mi occupi io degli approcci, una volta tanto.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 4

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista