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Erotika
Il principio di lealtà · Cap. 5
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Capitolo 5 di 5 13 min di lettura

Il principio di lealtà 5 Tutto è bene quel che finisce bene

Improvvisamente, Isabella sparisce e se ne va con un nuovo amante; Cristiano e Francesca decidono di tornare insieme; dopo qualche anno di piaceri in libertà, Isabella li sorprende ancora tornando all'improvviso molto ricca ma perseguitata dall'ultimo amante . Francesca fa intervenire il padre capo do una loggia massonica e tutto si raddrizza; Isabella chiede di ripristinare l'armonia tra loro; decidono di provare.

geniodirazza
1 anno fa · 265 letture · 0

Il principio di lealtà 5

La verità esplose con la deflagrazione di una bomba, inattesa, imprevedibile, quasi assurda; da un giorno all’altro, senza neppure avvertire nessuno, Isabella scomparve e Cristiano si trovò a badare da solo a Vittorio, assolutamente impreparato a questa nuova incombenza per la quale io invece mi ero abbastanza esercitata; fu quasi naturale che mi chiedesse di occuparmi di suo figlio e di tenerlo a casa mia, anche quando lui doveva stare per forza a Genova.

Bastarono solo pochi mesi perché Vittorio diventasse sostanzialmente mio figlio e Cristiano il padre che ogni tanto compariva a casa e si fermava come se il nostro rapporto scivolasse lungo un fiume non limpido ma sicuramente calmo e navigabile e non ci fosse stata tra noi la rapida di un divorzio; ci comportavamo come forse avremmo dovuto essere sin dall’inizio, persone innamorate che cercano i percorsi per crescere insieme e fare ‘famiglia’.

Molto prima di quanto sperasse, Cris riuscì ad ottenere precise notizie su Isabella, che aveva intrecciato, negli ultimi mesi prima di sparire, una storia con un personaggio particolare, in bilico tra l’avventuriero e il gaudente, che le aveva imposto un duro aut aut; non avviare nemmeno una storia oppure lasciare tutto e andarsene con lui, sul suo yacht, in un’isola tropicale e scomparire definitivamente dal mondo.

Isabella, presa in un vortice di passione incontrollabile, aveva deciso di rinunciare a tutto, compagno e figlio compresi, e di vivere la sua vita strana in viaggio per i mari del mondo; l’unica notizia ufficiale Cristiano la ebbe da Mariano al quale era pervenuta una dichiarazione autografa e autenticata di Isabella, con la quale affidava al padre naturale il loro bambino, rinunciando a qualunque diritto materno, se lui avesse scelto una nuova compagna e quindi una matrigna per Vittorio.

Per rispetto della privacy, l’avvocato non poteva nemmeno rivelare dove fosse stato steso il documento e a Cris non restò che accettare e tacere; si poneva, per molti aspetti, il problema di una nuova compagna; ma sia io che il mio ex ci guardavamo fin troppo spesso negli occhi, in particolare quando dovevo badare al bambino e lui era presente; e alla fine la proposta fu naturale.

“Senti, Cris, quando ho parlato l’ultima volta con Isa, lei sembrava stesse malissimo e parlò come se non dovesse sopravvivere alla malattia; neanche per errore avrei potuto immagine che invece si riferisse alla determinazione di abbandonare te e il bambino; lei mi fece giurare che non ti avrei abbandonato se fossi rimasto solo; io l’ho promesso. Te la senti di chiedere a Mariano se esiste una pratica di revoca del divorzio o se dobbiamo di nuovo scambiarci il giuramento davanti al sindaco?”

“Qualunque sarà la risposta di Mariano, tu te la senti di sposarmi di nuovo e di essere, a questo punto, veramente mia moglie com’è nei desideri tuoi ma anche miei?”

“Se ti chiedessero chi sono io oggi, per te e per nostro figlio, che diresti?”

“Beh, se dici ‘nostro’ figlio, allora hai già risposto tu ed è inevitabile che lui ti chiami mamma, come peraltro mi risulta che già fa; ed io posso solo continuare a vivere con te, ad amarti e a chiederti di coprire tutti gli spazi che Isabella occupava, compreso quello che lei ha ignorato, la fedeltà all’amore, bada non al sesso, all’amore.”

“Che cosa proponi per celebrare la decisione?”

“Né brindisi, né copule eccezionali per festeggiare; stasera Mariano e Andrea vogliono andare in un privè e mi hanno già chiesto di essere con loro, io e te; te la senti di affrontare anche questa esperienza, che per te è assolutamente nuova, con me e per me?”

“Se mi garantisci che sarai tu a guidarmi e a impedirmi di fare stupidaggini come io ho già fatto e come adesso ha fatto Isabella, io sono con te. Però, se registriamo che funziona, il prossimo impegno sarà che, quando lo decideremo, smetterò la pillola e avrò da te un figlio mio non solo idealmente ma anche fisicamente. Va bene?”

“Stasera, al privè, chiederemo a Mariano dell’eventuale nuovo matrimonio; adesso, però, mi anticipi qualche coccola da mogliettina amorosa!”

La serata al privè non mi entusiasmava particolarmente, per lo meno non quanto si sarebbero aspettato i miei amici; entrati nel locale, ci dirigemmo subito all’area discoteca dove ci sedemmo a bere un alcoolico, forse per alzare la temperatura già notevole; poi Cristiano e Mariano ci portarono sulla pista, a coppie scambiate, e ci mettemmo a pomiciare un poco al ritmo dei lenti.

Me la cavavo poco a ballare, ma l’unica preoccupazione era sentire tra le cosce la mazza di Mariano, che già avevo conosciuto, e che mi solleticava assai dolcemente, anzi mi faceva salire lentamente di tono, finché lui abbassò le nostre mani, infilò la sua sotto il mio ventre, e portò la mia ad afferrare il suo nerbo da sopra al vestito; lo trovai già al massimo dell’erezione e lo manipolai un poco; mi bloccò.

“Non vorrai che godo qui, subito? Giochiamo un poco, intanto!”

Ci dilettammo per circa una mezz’ora a baciarci, a strusciarci, a succhiarci finché decidemmo di occupare una delle sale libere; ci stendemmo sull’unico letto ed ebbi modo di copulare sia con Cris che ormai consideravo solo mio, sia con Mariano assai bravo a strappare orgasmi e lussuria, sia anche con Andrea che si sbizzarrì in tutte le varianti possibili dell’amore saffico; mi venne spontaneo di chiedere se una serata così, a quattro, non avremmo potuto realizzarla stando a casa, nostra o loro.

Cris m’invitò a osservare gli spettatori che da spioncini vari seguivano le nostre evoluzioni e alcuni che, in piedi lungo le pareti della sala, nudi, ci osservavano e si masturbavano con gusto; mi fece osservare che anche il mio narcisismo, così controllato, era però stimolato dallo sguardo di quei guardoni; Andrea chiese a Mariano se poteva assaggiare in bocca una mazza notevole che un nero esibiva lungo la parete; lui la autorizzò e lei andò a imboccarlo con difficoltà.

Cristiano mi disse che io non mettevo in conto quelle ipotesi.

“Amore mio, lasciamelo dire adesso, io dietro la tua mazza vedo tanto amore; se non ce lo metti, me ne accorgo e ti respingo; sono cambiata dentro, io; e non è più lo spessore di un fallo a impressionarmi; Mariano e Andrea sono più che sufficienti a darmi il senso dell’alternativa trasgressiva. Personalmente, starei bene anche così, ma ti assicuro che con te sto bene dovunque mi collochi; vuoi vedere come tratto un sesso che non m’ispira amore?”

Quasi per sconfessarlo, raggiunsi Andrea, la spostai un attimo, presi in bocca l’enorme cappella, senza quasi dovere fare sforzi, cominciai a succhiarla e in quattro leccate lo feci esplodere nella gola; il poveretto, preso alla sprovvista, fu quasi costretto a scaricare per terra, così avevo orientato la sua asta, una lunga e ricca eiaculazione che lasciò perplessa Andrea, che forse aveva sperato di giocarci più a lungo; Cristiano mi accolse con un sorriso.

“Hai visto che regina della fellatio è diventata mia moglie?”

Mariano lo guardò perplesso e accennò a correggere con un ‘ex’; Cristiano lo bruciò sul tempo.

“Dobbiamo risposarci o si può revocare la sentenza di divorzio?”

“Non sapevo che aveste in animo di risposarvi; ne sono felicissimo; tecnicamente, se tenti di far revocare una sentenza, ci impieghi una vita; se ripetete il matrimonio fate anche una cerimonia più bella. Risposatevi, senti a me.”

Andrea accolse la notizia con gioia ma m’impose di rendere diversa e ricca la serata copulando e lasciando i due liberi di copulare liberamente; dissi a Cristiano che se anche lui era d’accordo, avrei fatto quelle esperienze, ma sempre col pensiero a lui e che, se poteva rimanere nel campo visivo mentre ci scatenavamo, gli avevo provato di cosa ero capace, mi sarei sentita più motivata e più innamorata; passammo lunghe ore scatenando i sensi in tutti i modi.

Nella sala del glory hole mi feci possedere a lungo a pecorina da Cris, sia in vagina che nel retto, mentre ne succhiavo una decina; poi, succhiai anche lui, fino a disseccargli i testicoli, mentre m’impalavo di vagina e di retto su mazze notevoli che emergevano dai fori sui muri; tornammo a casa disfatti ed ebbi bisogno di dormire tutta la mattina di domenica, prima di riavermi.

Ripetemmo varie volte l’esperienza del privè e ogni volta tornai a casa più innamorata di mio marito, ex, ma solo all’anagrafe, e certamente più determinata a essere me stessa; nel corso dei mesi successivi, diverse volte Mariano ci aggiornò sulle vicende di Isabella; pare che avesse contratto uno strano matrimonio col miliardario con cui era scappata; ubriacatosi, a Las Vegas, si era fatta sposare di corsa e aveva in tutta fretta registrato il matrimonio nei due paesi di origine, Italia e Brasile.

Prima di andare avanti…

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