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Il principio di lealtà · Cap. 3
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Capitolo 3 di 5 23 min di lettura

Il principio di lealtà 3 Francesca e Isabella si intendono e attuano la spartizione

Cristiano e le sue due donne si lasciano travolgere dalla passione e danno vita progetti ed attività di sesso libero che coinvolgono anche l'vvocato di lui e sua moglie; Francesca ed Isabella si accordano perchè si incontrino, a Perugia o a Genova, il più a lungo possivbile.

geniodirazza
1 anno fa · 278 letture · 0

Il principio di lealtà 3

Quando Isabella scese dal treno, apparve quasi come una visione angelica, nel suo abito blu di velo, tutto trasparenze, che sottolineava, quasi senza coprirlo, il suo corpo armonioso per le gambe scultoree che sostenevano i fianchi pieni e compatti, un sedere disegnato col compasso tanto era morbido e pieno, il seno matronale e, soprattutto, l’ovale perfetto del volto che inquadrava due occhi grandi e vivaci, una bocca lussuriosa, da fellazioni goduriose, il nasino delicato.

Tutt’intorno, la massa dei capelli scuri, lunghi, lasciati svolazzare all’aria; era una meraviglia tutta da guardare, anche per una donna, anche per l’ex moglie del suo compagno che lei era venuta ad accompagnare per la sentenza di divorzio; il bacio che si scambiarono avrebbe dovuto farmi diventare verde di gelosia ma, stranamente, mi sentivo partecipe della loro gioia, forse anche della lussuria che si trasmettevano con le lingue intrecciate.

Per non restare a fare la guardona, mi dedicai alla carrozzina e al bambino che portava con sé; gli occhi mi si riempiono di lacrime, quando vidi la bellezza angelica della madre trasferita su quella creatura meravigliosa, tutta riccioli e sorriso, nella quale i tratti di suo padre emergevano in alcuni dati fondamentali come il disegno particolare del mento, le orecchie leggermente a sventola, ma soprattutto l’aria sbarazzina di scugnizzo indisponente.

Questo era stato da sempre il dato connotativo e affascinante del mio ex marito; lo sollevai tra le braccia e lo sommersi di baci, quasi a compensare quello che i due si stavano scambiando con tanto entusiasmo; riuscii a malapena a dire la prima cosa stupida che mi venne sulle labbra.

“E’ bellissimo … è adorabile … proprio come voi!”

“Certo che ci sai fare coi bambini …”

“Già … mi piacciono molto … Peccato non aver pensato che uno potevamo farlo, forse … “

“Dai, acqua passata … non pensiamoci più.”

Ci dirigemmo a casa e mi resi conto immediatamente che l’intesa tra Cris e Isa era perfetta; i loro movimenti sembravano quasi artificialmente sincronizzati, tanto erano precisi; eppure, era evidente che in un ambiente tanto nuovo, almeno per lei, non era possibile aver deciso prima come muoversi; comunque, in breve erano padroni della casa come se l’avessero abitata da sempre; ed io non sapevo se essere gelosa o felice di quest’armonia che con mio marito non ero mai riuscita a realizzare.

Eppure era quello stesso uomo che ora si muoveva in sintonia con la sua compagna; ma non solo; stetti poco ad accorgermi che addirittura lei anticipava anche me nelle scelte, nei desideri, nei gesti anche piccoli; forse qualcosa avrei dovuto rileggermela nella nostra storia; perché quell’armonia era sfociata in quest’odio-amore che adesso ci perseguitava? Isa si dedicò immediatamente al bambino, a cambiarlo, a pulirlo, a preparargli la pappa e a farlo mangiare; rivolta a noi, ci fece.

“Perché non approfittate della sosta? Si vede che avete tanta voglia!”

“No, Isa, se non ci sei anche tu, io non consento niente al mio ex; hai detto che venivi per me e ti voglio; sto cominciando ad amarti e voglio impossessarmi di te, della tua lucidità, della capacità che hai di tenere sotto controllo le cose, di essere avventata e razionale, lussuriosa e romantica, di essere tutto, insomma. Faccio l’amore solo con te, adesso; e ti aspetto perché è meraviglioso anche guadarti fare la mamma; se abitassi vicino, vorrei essere la tata di tuo figlio, per amore tuo e suo.”

“Tu e tuo marito non riuscite e rendervi conto di una verità semplice che state vivendo; un certificato è solo una carta al comune; il vostro amore va molto al di là e vale tanto, tanto, tanto di più; se tu davvero volessi continuare a essere l’amante di Cris e la tata di Vittorio, il viaggio non è lungo, fino a Genova; e, se m’innamoro di te, non escludo che potrebbe essere breve anche l’inverso, da Genova a qui, perché io non sto molto a soffermarmi sulle carte.

Io guardo alle persone e, se m’innamoro di te, non è certo per portarti davanti a un prete o davanti a un giudice ma per sbatterti a letto com’è giusto. Domani si recita un altro copione in tribunale; ma la nostra vita la decideremo sempre noi e sono sicura che, se scopri cosa c’è oltre la porta di casa, entri in un’altra dimensione, eventualmente, perché no, anche in quella di una famiglia allargata.”

Non reggevo più, approfittai del fatto che aveva poggiato il bambino nella carrozzina e la andai ad abbracciare con una passione che non avevo mai provato per nessuno.

“E’ vero … non ci siamo salutate affatto, io e te! … “

Mi sussurrò e intanto mi stampava sulla bocca un bacio più sensuale di quello che le avevo visto dare a Cristiano; le mani si muovevano automaticamente e dopo un attimo ci stavamo percorrendo il corpo, da sopra i vestiti; ero affascinata dalle sue tette piene e carnose, di una che aveva già un bel seno ma che aveva anche allattato fino a poco tempo prima suo figlio; le tirai fuori dal vestito, a stento riuscendo a non strapparlo.

Mi fiondai sui capezzoli che presi a succhiare alternativamente riuscendo a strapparle alti gemiti di goduria; ricambiò afferrandomi la vulva a piena mano, da sopra al vestito e al perizoma, facendomi sbrodolare dal primo momento, tanto era abile il tocco sul clitoride, che rispondeva con energia e fortissime scosse di piacere che mi scuotevano tutta.

“Andate sul letto e fate con comodo; al bambino penso io … “

L’atteggiamento di Cristiano mi risultava persino sconvolgente; non avevo mai conosciuto nessuno, e non mi aspettavo certamente che fosse proprio lui, così attento, disponibile e pronto ad armonizzarsi coi desideri della sua donna; quello che però finì per sconvolgermi di più, fu il modo in cui Isabella intuiva anche i miei pensieri reconditi.

“Se non aveste combinato i casini che avete fatto, anche tu avresti raggiunto con lui lo stesso tipo d’intesa; Cristiano è una persona di grande disponibilità e di grande cuore; forse avresti dovuto contare fino a mille, prima di lasciarti andare … Ma tutto questo è storia passata; ora ci sono io qui con te e non ti mollo; sembri troppo saporita per lasciarti ad altri … “

Mi aveva già distesa supina sul letto e mi stava sfilando scarpe, pantaloni e calze; quando restai solo con lo striminzito perizoma, spostò di lato la fettuccia che copriva la vulva e si fiondò con la bocca sul mio sesso; la lingua che passava sulle grandi labbra mi dava angeliche sensazioni di piacere; quando un dito premette il mio ano e si fece largo nel retto, mi contrassi violentemente, passò a leccare le piccole labbra e, subito dopo, le sue labbra si chiusero intorno al clitoride.

Urlai di piacere e cominciai a gemere mentre sentivo il suo dito penetrarmi nel retto e forzarlo torcendosi ad allargare la dimensione dell’ano che cedeva dolcemente alla penetrazione; al primo, seguirono altre due dita; mi trovai in breve a sentirmi succhiare l’anima dalla vagina mentre la sua mano a pugno forzava il sedere e lo sfondava dolorosamente.

“Attenta che puoi farle male; non mi pare abituata al fisting e può darsi che non sia abbastanza aperta.”

“Franci, ti faccio male al sedere se lo forzo un poco? O sei abituata al sesso anale?”

“L’ho fatto, qualche volta, ma abituata non direi; il massimo che ho preso è stato quello di Cristiano … “

“Vedi, amore, che non ha problemi; sei tu che ti fai eccessivi scrupoli; anche a Francesca il sesso piace e fa bene!”

Non riuscii a trattenermi, la presi per le spalle e me la feci piombare addosso in un bacio straordinario, che oltretutto mi eccitò terribilmente e mi diede ancora più vivo il senso della stimolazione che stava portando alla mia vagina, alla ricerca di quel punto G che stentava a riconoscere; Cristiano, che aveva messo a dormire il bambino, si avvicinò, spostò la sua mano, mi penetrò con un solo dito e in un attimo mi fece urlare alle stelle il più sazio degli orgasmi.

Prima di andare avanti…

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