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Il principio di lealtà · Cap. 4
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Capitolo 4 di 5 14 min di lettura

Il principio di lealtà 4 Letto a tre piazze

Francesca, Isabella e Cristiano si organizzano perchè, alternativanmente, si possano incontrare a Genova, dove i due amanti hanno una bella villa, o a Perugia dove gli ex coniugi hano un bell'appartamento; passano anni di intense e goderecce scopate.

geniodirazza
1 anno fa · 259 letture · 0

Alla fine, girammo tutto in ridere e Isa promise di non farsi trascinare; preparammo tre bistecche con insalata e ci sedemmo fuori, nel giardino, di fronte al mare, a gustarci la sera di primavera; Isabella non era allegra come qualche ora fa, quando mi sommergeva d’amore e di lussuria; era chiaro che qualcosa la turbava; glielo chiesi e mi disse semplicemente che la faceva star male l’idea di lasciare me e Cristiano a fare l’amore senza neanche potersi permettere di toccarsi e masturbarsi.

Le avevano proibito le emozioni forti, soprattutto quelle sessuali, perché la radice dei suoi malesseri poteva essere dappertutto, anche se l’opinione più convincente era quella che attribuiva i problemi al cervello e che avrebbe potuto trovare provocatorie le emozioni sessuali in primo luogo; nel giro di una settimana, sperava di avere risposte e intanto prese un sonnifero per addormentarsi prima che noi due dessimo il via al nostro desiderio creandole disagio.

Crollò addormentata nel giro di pochi minuti e la adagiai sul letto singolo che aveva nella camera per Vittorio, sistemandola al meglio e baciandola in fronte prima di tornare da Cristiano che aveva preso una bottiglia di cognac e aveva versato in due bicchieri.

“Cris, non ricordi cosa mi provoca il cognac?”

“Eccitazione sessuale, se non ricordo male! E tu di cosa credi che io abbia voglia adesso?”

“Sei un porco! Cerchi di farmi eccitare per fare sesso più intensamente?”

“Vieni amore; scatenati e lascia le ubbie a casa!”

Mi scatenai sul serio; non avevo bisogno di spogliarmi perché ero rimasta in accappatoio da quando ero arrivata; spogliai invece lui, con una frenesia che a malapena mi riconoscevo per l’amore che gli avevo sempre portato; lo spinsi supino al centro del letto e m’inginocchiai accanto a lui prendendo in mano il bastone che si ergeva dal suo ventre in tutta la sua possanza; cominciai a leccare dall’ano e risalii attraverso i testicoli sino all’asta.

Solo quando lo ebbi percorso tutto, appoggiai le labbra sulla punta e accennai a prendermi dentro la cappella; con un colpo di reni infilò metà dell’asta in bocca e mi sentii aprire le mascelle in maniera innaturale; giocai con la lingua a indirizzarlo verso la guancia e leccai mentre mi penetrava fino in gola, quasi soffocandomi per la dimensione straordinaria che il manganello andava assumendo forse per una particolare eccitazione.

Cristiano mi sbalzò quasi brutalmente dalla fellazione che stavo praticando, mi stese sul letto e mi penetrò in vagina con una forza che non avevo mai registrato; lo guardai incuriosita e gli lessi uno sguardo dolce come non lo ricordavo.

“Hai fatto sesso in questi giorni?”

“No, da quando siete andati via, non ho avuto più voglia di vedere maschi.”

“E Mariano? E Andrea?”

“Non ci ho più pensato; credi che debba continuare a frequentarli?”

“Franci, io posso parlare per noi; non me la sento di dare consigli o suggerimenti; io so che con Isabella non ci fermiamo mai; lei oggi ha fatto l’amore con te e adesso tu lo fai con me; ma se le capita di incontrare qualcuno che le piace, mi avverte e non si trattiene; se è lecito a me copulare con te, anche lei ha diritto ai suoi amplessi privati; per questo, credevo che avessi addirittura fatto qualche nuova esperienza con l’avvocato e la moglie.”

“Nuove esperienze!?!?”

“Sì, Mariano e Andrea sono frequentatori abituali e grandi protagonisti nei privè della vostra zona; lì si prendono le più grandi e belle soddisfazioni del mondo; roba da ingelosire Epicuro; credevo ti avessero proposto qualcosa.”

“Non mi hanno detto niente; posso sempre informarmi; per ora l’unica cosa che voglio è la tua mazza dappertutto; vedo che sei particolarmente in tiro e non voglio perdermi quest’occasione per sentirti profondamente in me. Domani parleremo; ora copula!”

Non se lo fece ripetere e rimasi sveglia per quasi tutta la notte, con la sua verga piantata in corpo, nella vagina, per lo più, ma spesso usciva per incunearsi profondamente nel retto e tenermi stretta come imprigionata al suo sesso; non riuscivo più a capire fin dove arrivassero la libidine e la lussuria e da dove invece cominciasse una sorta di perversione che mirava a tenermi incatenata a lui col sesso, proprio come io avevo sempre rifiutato che fosse.

Qualche volta si ‘riposava’ facendomelo succhiare a lungo; e continuammo così finché, verso l’alba, caddi in un languore vicino al sonno e cominciai ad avvertire persino la presenza del suo corpo contro il mio come qualcosa che avvenisse fuori e lontano da me, eppure registravo tutte le reazioni del mio sesso alle sue provocazioni; più volte nel sonno lo pregai di smettere e di lasciarmi dormire.

Ogni volta m’invitò a dormire lasciandolo fare perché godeva molto a possedermi e credo che si riferisse al possesso mentale più che a quello fisico; il suo fallo, infatti, ormai non lo sentivo più e non riuscivo a capire se lo tenessi stretto nel retto, chiuso nell’utero, appoggiato fra le natiche o dietro al corpo, sul lenzuolo; sentii che si staccava e si alzava qualche momento prima che una sveglia gracchiasse per chiamarlo al lavoro.

Avvertii anche, nel mio strano dormiveglia, che Isabella si alzava e spignattava in cucina, forse per preparare la colazione; fu solo allora che caddi in un sonno profondo da cui mi svegliai solo verso le undici, derisa scherzosamente da Isa che celebrava il tour de force con cui, diceva, avevo distrutto il suo gigante; mandai al diavolo svogliatamente lei e il mio ex marito; ma poi dovetti convenire che era stata la prima notte in cui Cristiano si era comportato da grande innamorato, ma che purtroppo era arrivato fuori tempo massimo per salvare il matrimonio.

La tre giorni di vacanza fu per me una tre giorni di sesso ad ogni costo, in ogni momento, in tutti i modi, dovunque e in qualunque situazione; Cristiano si era preso il week end di libertà e lo passò praticamente dentro di me; ero anche un poco spaventata che Isa potesse risentirsi del sequestro che operavo, praticamente, del suo uomo, tenendolo stretto in tutti i modi, facendomi penetrare come e quanto non avevo mai concesso a nessuno, attaccandomi a lui come alla boa di salvezza.

La domanda cosa avrei fatto se lei fosse di colpo scomparsa mi venne da Isa come una mazzata; mi sbracai a rassicurarla che certi discorsi non andavano neppure pensati, perché nessuno avrebbe mai attentato al suo posto al fianco di Cristiano, specialmente dopo che si fossero sposati; mi chiese con forza, comunque, di prometterle che, se il mio ex marito fosse rimasto solo, io mi sarei fatta in quattro per essergli vicina e per prendermi cura del ‘nostro’ bambino.

Per un attimo mi sfiorò il dubbio che le analisi mediche nascondessero qualcosa di più grosso di quanto mi diceva; ma fu solo un attimo e mi sforzai di farla sorridere assicurandole che sarei stata sempre un sostegno per lei, per Cris e per Vittorio; mi abbracciò con amore.

Da quella volta, per quasi un anno ci scambiammo ospitalità per fare in modo che almeno due volte al mese, da loro a Genova o a casa mia, potessimo vivere almeno un week end tutti e quattro insieme; dopo il tourbillon della prima volta, Cristiano dosò bene le forze e quando stavamo insieme si faceva scrupolo di distribuire il suo amore e le sue prestazioni sessuali tra me e Isabella con un certo equilibrio, senza scatenare gelosie o altro.

Molte volte, in quelle occasioni, mi chiesero se avevo contattato Mariano e Andrea per sperimentare novità; risposi fuori dai denti che io ero innamorata di loro due e che le esperienze nuove le avrei fatte solo se e quando fossimo stati tutti e tre insieme; con loro avrei dato anche l’anima al diavolo, perché li amavo con tutta me stessa; con altri, non me la sentivo; il sesso di Cristiano, anche preso solo due volte al mese, mi soddisfaceva più di qualunque copula che potessi immaginare con chiunque.

Isabella mi abbracciò con un’enfasi che non capivo; ma la sentii particolarmente amica, vicina e innamorata come nessuno era mai stato; la grossa novità, nel corso di quell’anno, fu rappresentata dal processo di assorbimento, da parte dell’Azienda di Cristiano, della piccola fabbrica vicino alla mia città e dal contemporaneo acquisto, a nome mio e del mio ex, dell’appartamento contiguo al mio che rendemmo subito comunicante, con una semplice apertura in una parete non portante.

Qualche volta, nel corso degli incontri che realizzammo da me, abitammo il nuovo appartamento semplicemente dotandolo di reti e materassi per amarci fino allo sfinimento; in quel modo, la dimensione del rapporto mutava leggermente e diventavamo una ‘famiglia allargata’ tra ex moglie, ex marito, figlio e ‘fidanzata o amante’, non si sapeva bene cosa fosse Isabella, che rifiutò per tutto il tempo, l’ipotesi del matrimonio che pure Cris insisteva a proporre e che io caldeggiavo spesso.

Prima di andare avanti…

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