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Erotika
Farsi una famiglia · Cap. 2
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Capitolo 2 di 5 20 min di lettura

Farsi una famiglia 2 Nonna Rina

Vanno a fare chiarezza con la madre e Vittoria fa incontrare l'uomo che ama, ex marito di sua madre, alla nonna Vittoria che cambia i suoi costumi arcaici con una sessualità nuova che il 'genero' le fa scoprire e sfogare con grande entusiasmo.

geniodirazza
1 anno fa · 525 letture · 0

Superato un leggero imbarazzo che la proposta mi creava, riconobbi che sarebbe stato giusto accontentare la mia donna, che sperava di passare qualche ora di serenità non solo e non tanto con la madre, alla quale aveva decisamente perdonato tutto il male commesso, fino a dichiararsi pentita di quello che le aveva detto nell’ira; ma soprattutto con sua nonna Vittoria, detta Rina per distinguerla dalla nipote, della quale io avevo solo vaghe memorie e che Vittoria non vedeva da anni.

L’incontro con la ex suocera mi sorprese; nei pochi mesi che durò il matrimonio, l’avevo incrociata solo poche volte e non mi ero quasi accorto della sua presenza, solitamente defilata e totalmente cancellata dall’invadenza tirannica del marito; ora che potevo guardarla da vicino e con attenzione, mi accorgevo che nel corpo e nel volto ricalcava esattamente la figlia e la nipote; come loro aveva una linea slanciata molto elegante; nonostante avesse più di sessant’anni, risultava tonica e ben carrozzata.

Mi trovai a riflettere che, cromosomicamente, figlia e nipote si avviavano ad avere una maturità assai appetibile, se avevano preso della nonna; l’abbraccio tra lei e Vittoria fu davvero commovente e versarono non poche lacrime di gioia; molto più accorato fu l’incontro tra figlia e madre, fortemente preoccupata della gravidanza e dei pericoli connessi; si rasserenò alquanto, quando seppe che la figlia aveva smesso di fare sesso, perché temeva che potesse danneggiare il nascituro.

La domanda rimase sospesa, ma la mia compagna risolse con pochi gesti la risposta spinosa, indicando mani e bocca; inevitabilmente, la confidenza provocò in Nilde un rigurgito di dolorose memorie; scappò via; Rina, più disinvoltamente, osservò che, se si è bravi in cucina, si trovano molti modi per cuocere la stessa pietanza; il sospiro di rimpianto chiarì che lei non aveva mai potuto variare la dieta; Vittoria l’abbracciò con affetto quasi consolatorio.

La nipote riuscì a scusarsi anche col nonno, che aveva cacciato in malo modo; lui apparve molto invecchiato, più di quanto giustificassero i suoi sessantacinque anni; ma gli era piombata addosso una tegola terribile; non provai compassione e mi limitai a sfiorargli la mano per cortesia; invece Rina volle abbracciarmi con più affetto di quanto mi aspettavo; si strinse a me e qualcosa di erotico passò nei suoi gesti.

Su richiesta di sua madre, Vittoria spiegò che aveva preso un anno sabbatico dal lavoro, perché voleva partorire, sposarsi e venire a vivere, in Italia, nella nostra città; alla fine avrebbe deciso se riprendere il lavoro o, diventata mia moglie, ritirarsi in casa e vivere del mio, da perfetta parassita; uscendo dalla celia, le spiegò che stavo cercando di avviarla ad un lavoro di imprenditoria che le concedesse più autonomia, che la proposta la allettava e che stava pensandoci.

Io invece non dovevo rendere conto a nessuno, lavoravo solo telematicamente e mi bastava il mio computer per fare tutte le scelte e prendere le decisioni; subito dopo l’arrivo, infatti, mi appartai e mi misi a smanettare sul mio portatile; Vittoria passò un certo tempo con la nonna, confabulando di non so che; d’un tratto, mi si sedette vicino e fece sedere anche la nonna.

“Senti, Elio; Rina mi ha chiesto di guardare queste carte; qualcosa ci ho capito; ma vorrei la tua opinione e anche nonna ha dei dubbi da sottoporti; possiamo disturbarti?”

“Amore, non mi disturbi né tu né quella femmina affascinantissima che é tua nonna; peccato che vesta così trasandata; dovresti educarla un poco!”

“Hai deciso di fare il lumacone anche con lei? Sei in crisi di astinenza?”

“No; diciamo che come sostituta temporanea della nipote non la vedrei male! … “

Rina si schernì ed arrossì; la nipote le fece segno che dopo ci avrebbe pensato lei; mi dedicai alle carte e scoprii che c’era qualcosa di marcio, sotto; spiegai alle due che la nonna risultava proprietaria di tutti i beni di famiglia ma che, con un’abile manovra, suo marito si era fatto nominare amministratore ed esecutore unico di tutto; la nonna, che questo sospetto lo aveva, mi chiese se poteva fare la stessa manovra nominando sua nipote proprietaria e scegliendo lei l’esecutore.

“Posso chiamarti Rina? Mi sembra più comodo e affettuoso.”

“E non sai come mi fai felice; mi chiamava così solo il mio grande amore, l’unico ragazzo che conobbi prima di mio marito.”

“Allora, aggiudicato; per me sei Rina e sei il mio amore, dopo Vittoria; allora, basta andare da un notaio, fare un atto di donazione di tutto a tua nipote con la riserva dell’usufrutto vitalizio; poi lei sceglierà l’amministratore; solo, devo avvertirti che tuo marito non la prenderà bene; in pratica, lo metti sul lastrico e lo fai dipendere da te e da tua nipote … “

“… e da te, perché l’esecutore unico non potresti essere che tu; dopo il matrimonio, passo al ruolo di imprenditrice, lavoro fianco a fianco con te e ti consumo come una candela sull’altare … “

“Ma fate davvero tanto sesso?”

“Rina, noi facciamo l’amore e ne facciamo fino a consumarci e senza i limiti assurdi di Nilde … “

“No; in questo sbagli e attribuisci colpe che non ci sono; è mio marito che ha imposto le leggi, anche quelle del sesso, a me prima che a sua figlia. In tanti anni di matrimonio ho fatto l’amore in un solo modo e certe volte vorrei tanto poter recuperare. “

“Rina, che dici, anche tu non hai mai usato un sesso per godere? Ed avresti ancora voglia di farlo?”

Lo sguardo che mi rivolse Vittoria era di quelli che mi preoccupavano, in genere; ma sapevo anche che le sue ipotesi, le sue idee, le sue proposte non erano mai da respingere, anzi quasi sempre da abbracciare; quasi preso da curiosità, aprii il camicione che copriva gli abiti di Rina e ammirai il seno prosperoso; Vittoria con un gesto brusco le scoprì le gambe e le rivelò eleganti come le sue.

“Nonna, se hai deciso, domani andiamo dal notaio e facciamo quello che va fatto; però adesso vieni con me nella nostra stanza e cerchiamo di aggiornare questo corpo da Milf per adattarlo alla realtà del mondo, non a quella del nonno.”

Sparirono in camera ed io mi dedicai alla verifica ed all’archiviazione dei documenti che mi erano stati forniti; si avvicinò Nilde e diede uno sguardo.

“Sono i documenti di mamma, questi?”

“Si, me li ha fatti guardare perché vorrebbe fare delle scelte e pare che tuo padre si imponga anche in questo col terrore e forse con l’inganno.”

“Scusa, Elio; so che non ti fa piacere parlarmi; ma puoi spiegarmi meglio questi concetti?”

“Nilde, non è vero che non voglio parlarti; mi pare strano dover decidere se sei la mia ex moglie, la madre della mia futura sposa o l’amica con cui da sempre avrei voluto parlare. La proprietaria di tutto è tua madre; ma tuo padre è riuscito a farsi nominare esecutore escludendola da ogni decisione; ora tua madre vorrebbe fare una donazione di tutti i suoi beni a tua figlia. Se ho capito chi è tuo padre, si prepara una guerra all’ultimo sangue, peggiore di quella che hai combattuto contro di me.”

“Si può fare questa donazione? Se Vittoria diventa proprietaria tu accetti di essere esecutore?”

“Nilde, è folle quello che dici; ti rendi conto che vorresti fare affidare a me, al suo peggiore nemico, il patrimonio che ha fatto sentire tuo padre onnipotente?”

“Elio, ti ricordi una sera di vent’anni fa sulla spiaggia? L’amore che provavi per me quella sera è maggiore, minore o uguale a quello che provi per mia figlia adesso? Non per la tua compagna, per la figlia di chi ti ha massacrato?”

“Nilde, ti ho amato quella sera e per due anni come nessuna donna è stata amata; ma amo Vittoria assai più di quanto amavo te quella sera; e considera che tu eri pura come un giglio, eri tutta e solo mia, eri l’ideale per un maschio prepotente come sono io; bene, Vittoria per me rappresenta anche quella vergine che non ho potuto tenermi accanto; è la madre di mio figlio; la amo come non puoi immaginare; me la sono trovata accanto mentre dovevo solo scegliere con chi andare a letto.

Da allora, non voglio nel letto altro che la mia donna, la madre di mio figlio. Suocera, ti basta come dichiarazione d’amore?”

“Elio, fai per Vittoria tutto quello che senti di dover fare; non badare a mio padre, dimentica anche me, se vuoi; stai a sentire lei e sua nonna; sono le uniche persone che abbiano un’anima; ti sono molte affezionate; Vittoria ti ama alla follia e sono felice per lei; se ti riesce, perdona a una stupida che ha sbagliato tutto; ma fai felice mia figlia e, se è possibile, dai una mano a mia madre; tu lo puoi; adesso ti porto delle carte riservate che mio padre nasconde in un posto che conosco solo io.

In fondo, l’unico che si avvantaggerà di tutto questo è il nascituro, guarda caso il mio nipotino che però è figlio del mio ex marito; se non avessi avuto la mente ottenebrata, quel bambino avrebbe ora venti anni e si chiamerebbe Vittoria, ma sarebbe un’altra persona; anche questo ti ho rubato; ma forse è stato un bene, almeno per mia figlia.”

Prima di andare avanti…

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