Marina aveva deciso di iscriversi all’Accademia di Belle Arti, a Brera; Giorgio ne era felice e la assecondava in tutto; quando gli comunicò che, via chat, aveva concordato coi due amici di trovarsi, per due settimane in agosto, a Rimini, in una determinata pensione, non trovò nulla da obiettare; avvertì la compagna del momento che si offrì di passare qualche giorno anche lei nella stessa località per continuare la loro piccola vicenda amorosa.
Splendente nel bikini molto ridotto che aveva scelto per l’occasione, Marina incontrò i suoi amici sin da quando raggiunsero la pensione dove avevano prenotato; si precipitò a girare con loro la spiaggia e si raccontarono tutto quello che tre ragazzi possono raccontarsi in un breve incontro; nei giorni seguenti si videro spesso; Marina si sentiva fortemente attratta da Edoardo, fisico imponente ma non palestrato, volto aperto e leale, occhi splendenti; neanche Nicola le dispiaceva, più minuto e scuro, capelli ricci non pettinabili, spirito vivace ed arguto, pronto alla battuta in ogni momento; suo padre si limitò a raccomandarle molta prudenza perché, in amore, è assai facile commettere gravi errori, come lui stesso aveva sperimentato; Marina lo baciò e lo accarezzò su una guancia; sapeva quasi tutto di lui.
Una mattina andò a bere una bibita al bar del lido che frequentavano; Edoardo, che era già lì, le chiese se avesse piacere di conoscere sua madre e la guidò verso il tavolo occupato da una signora smagliante in un costume ridotto che copriva un corpo da favola; fece le presentazioni; quando Marina precisò il nome di suo padre, vide la signora impallidire e chiedere qualcosa di forte; Edoardo si precipitò a prendere un cognac.
“Marina, è un momento delicato; non so se chiederti di lasciarmi sola con mio figlio o parlare davanti a te. Credi di poter reggere una notizia assai forte?”
“Dopo avere vissuto, con mio padre, giorno per giorno, l’interminabile agonia di mia madre consumata dal cancro, non credo che ci possa essere qualcosa di così forte da spaventarmi.”
“Caro, sto per farti una confessione che potrebbe risultarti dolorosa; spero non me ne vorrai. Non ve ne dispiacete, ma tra voi non può esservi altro che affetto fraterno, perché il padre di Marina è l’uomo che ho amato follemente e dal quale ho avuto te; sono stata molto egoista perché a lui ho negato il diritto di riconoscerti e a te l’ho sempre nascosto; il caso fa giochi strani … “
“Perché non mi racconti finalmente qualcosa della tua vita? Io mi ero convinto di essermi innamorato della più bella ragazza del mondo; ora mi dici che sono il suo fratellone; tuo padre è qui, adesso? Posso conoscerlo? Perché non mi ha mai cercato?”
“Edo, ti posso raccontare io, perché papy non mi ha nascosto niente; Giorgio, si chiama così, a quel tempo era sposato; per una strana storia di corna, fini per innamorarsi della collega di sua moglie, notoriamente libertaria e femminista; litigarono su questo e lei se ne andò con suo figlio; da allora non si sono più cercati, né loro due né la prima moglie che non so dove sia finita.
Al di là di tutto, io tra fidanzato e fratellone, ti assicuro che preferisco di gran lunga fratellone, perché mi garantisci affetto e sicurezza; non ti nego neppure che se avessi l’affetto anche di tua madre riuscirei a riempire qualche vuoto; se vuoi incontrare il mio e tuo papy, è in barca e torna fra poco; lo conosco; so che toccherà il cielo con un dito; visto che a Milano abbiamo una casa grande, che tua madre conosce, non hai bisogno di stare a pensione; il mio fratellone viene a stare con me e il papy se la fa addosso dall’emozione!”
“Quindi, tuo padre quando Anna se ne andò, sposò Elena; e tu sei proprio figlia di tutti e due, dolcezza di tua madre e determinazione di tuo padre … “
“Edoardo cosa ha di mio padre?”
“Non te ne sei accorta? Non hai capito perché ti sentivi innamorata? Determinazione, serietà, eleganza, bellezza anche; lui ricorda Giorgio quando era il mio amore!”
“Mamma, ma perché vi siete allontanati?”
“Dovresti prima capire cosa erano quegli anni, poi basterebbe dirti tigna, voglia di combattere mostri che non esistono smania di libertà che diventa libertinaggio … “
“Mio padre riassume così; lei usava la libertà per diventare libertina, lui si attaccava alle tradizioni per essere tiranno; a suo dire, ha distrutto il matrimonio e l’amore per Nicoletta col suo atteggiamento talebano; ma tua madre ha ucciso il principe azzurro con la sessualità spinta. E’ più o meno così?”
“Si, all’incirca; il ridicolo e che, trasferita a Perugia, sono diventata monaca, non ho cercato maschi perché mio figlio mi bastava; se non proprio casta, sono diventata morigerata … “
“Parlate esattamente lo stesso linguaggio; mio padre dice sempre, con molta convinzione, che ha imparato da te a rispettare la mia individualità, a lasciarmi fare, che sono cresciuta con i tuoi principi senza esagerare. Peccato che non vi siate intesi … Nicoletta, ti andrebbe di incontrarlo o ti fa paura?”
“Lui cosa ne penserebbe?”
“Dopo sua figlia, i suoi amori veri sono il figlio che non ha conosciuto e sua madre che l’ha abbandonato. Può essere solo felice di ritrovarti … “
“Hai detto che torna tra poco? Possiamo pranzare insieme?”
“Nico, io non ti mollo; ho perso l’uomo che volevo amare, mi rifaccio con la donna che amava papy … “
Risero di gusto.
“Adesso siamo al completo, ecco Nicola; quelli devono essere i genitori … “
“Oh, dio mio, non è possibile …. “
“Cosa, mamma?”
“Marina, resisti ancora un poco; quella signora, la mamma di Nicola, è la mia amica Anna, la prima moglie di tuo padre.”
“Per papy sarà un colpo; per me è una curiosità; comunque, almeno Nicola non è mio fratello e posso farmi corteggiare.”
Le donne si abbracciarono con autentico, profondo affetto e Anna le presentò il marito, una figura decisamente scialba, certamente assai più anziano di lei; Nicoletta ebbe un lampo di commiserazione.
“Mamma, questa è Marina la mia meravigliosa amica …”
Era stato Nicola a fare la presentazione; Nicoletta chiosò immediatamente.
“ … nonché stupenda figlia di Giorgio. Hai bisogno anche tu di un cognac, per caso?”
“No, no, non serve; quindi, se non ho capito male, lui è Edoardo ed è … “
“E’ il mio fratellone; guai a chi dice fratellastro! Ciao, grande amore di mio padre!”
“Vivace, la ragazza; sai tutto, quindi?”
“E’ la più bella rimpatriata del mondo; il mio papy toccherà il cielo con un dito.”
“Mamma, che significa?”
“Significa semplicemente che suo padre è stato il mio primo marito; non c’è niente di particolare … “
“Si … ma … Edoardo?”
“A te pare strano, ma è semplice; era sposato con me ed ha avuto un figlio con Nicoletta che non gli ha lasciato il diritto di riconoscerlo … “
“Perché?”
“Studiati il femminismo e le sue degenerazioni e conoscerai in parte la mamma del tuo amico; poi ti studi l’estremismo cattolico imbecille e ci trovi dentro tua madre; in mezzo mettici un uomo incerto tra passato e futuro; la conseguenza, come vedi, è il paradosso fatto quotidianità.”
Il marito di Anna si era allontanato; Nicoletta ne approfittò.
“Anna, perdonami, quello sarebbe il tuo principe azzurro?”
“Sta zitta, maledetta! Non lo hai visto quando l’ho conosciuto! Tuo padre com’è conciato, adesso?”
“Se pranziamo tutti insieme, potrai rimpatriare anche tu; per ora è impegnato con l’ultima fidanzata … “
“Ne ha parecchie?”
“Almeno un paio al mese, da quando morì mamma; ma adesso si ferma.”
“Perché?”
“Perché ho deciso che del mio fratellone voglio anche la mamma, a qualunque condizione … “
“Marina, ma che dici?”
“Che sono stata educata come avresti fatto con tua figlia; tu torni a Milano, al vecchio Liceo, e vieni a vivere con noi; non devi né sposarlo né andarci a letto, ma vieni a vivere con tuo figlio e con sua sorella. Non accampare scuse; al tuo amato ci penso io; lo conosco bene e so quali tasti toccare.”
Giorgio comparve all’improvviso, bello come Apollo; si bloccò, liquidò la sua bella accompagnatrice; Marina lo abbracciò.
“Papy, conosci già la tua ex moglie; ti presento tuo figlio Edoardo; Nicoletta, come sai, è sua madre, che ami tanto, ed è la donna che da oggi vivrà con noi, con te, con me e con mio fratello. Siediti che ti spiego … “
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