“Stavolta, è meglio da dietro; racconta a lei tutto quello che fai, momento per momento; io le racconto le mie sensazioni … “
“E io?”
“Guardi, impari e ti masturbi fino a godere con noi, nello stesso momento.”
Si era sistemata carponi sul letto e Giorgio si era collocato dietro di lei; le accarezzava le natiche con movimento avvolgente che culminava nello spacco; gli indici si soffermavano sul buchino e lo dilatavano verso l’esterno; si chinò dietro di lei e affondò il viso nello spacco; Anna, in ginocchio accanto a lui, osservava stupita e curiosa; quando lui passò la lingua sulle pieghe brune, lei passò la lingua sulle labbra, vogliosa; aguzzò lo sguardo e vide la lingua penetrare nel buchetto che cedeva.
Suo marito interruppe l’operazione e si voltò a invitarla, con lo sguardo, a continuare lei; si abbassò timidamente sul culo dell’amica e infilò timorosamente la punta della lingua; improvvisamente, Nicoletta gemette ed esclamò.
“Anna, amore mio, sei tu che stai preparandomi all’inculata? … si … continua amica mia … come sei dolce … affonda, ti prego, non farti scrupoli, allarga il buco con le dita … hai visto che diametro ha la mazza di Giorgio … aprimi al massimo … infila un dito … ecco … fallo ruotare … bagnalo un po’ in bocca … ti piacerà … ora mettine due e ruotali.”
Lei era sconvolta dalla novità, ma ci trovava un gusto straordinario e sentiva di colare; infilò le dita, come richiesto, e le fece ruotare; sentendo che lo sfintere cedeva, portò un terzo dito e i gemiti dell’amica le dissero che godeva; ruotava e spingeva; suo marito la spostò e proseguì con la lingua che entrava per un tratto; lo spinse via e cominciò a leccare lei, spingendo la lingua fin dove poteva; sentiva il piacere inondarla.
Giorgio si allontanò, andò in bagno e tornò con una boccettina che le consegnò; a gesti, la invitò a raccogliere il gel su un dito, poi ad inserirlo nel culo; lo fece, spingendo il dito come un piccolo cazzo, avanti e indietro; capì che aveva sbagliato tutto, che non aveva preparato il suo culo e la sua prima esperienza non solo era fallita ma l’aveva condizionata per tutto quello che era derivato da un’esperienza non corretta; infilò tre dita e sentì che non solo scivolavano bene ma che davano piacere.
Suo marito le fece cenno di ungere il cazzo; lei si spremette il gel sulla destra, afferrò la mazza ed avviò, per la prima volta, una spontanea masturbazione, passando il gel su tutto il batacchio di cui avvertiva lo spessore e la lunghezza; non si sarebbe fermata prima di farlo esplodere; ma Nicoletta stava aspettando di sentire la mazza nel culo; esitando, appoggiò la cappella al buco, prese l’asta a mano piena e la spinse nel retto.
Sentiva l’amica gemere di piacere evidente mentre le pieghette si aprivano facendo apparire il rosa dell’interno e la mazza entrava, millimetro per millimetro.
“Giorgio, perché sei così lento? E’ meraviglioso ma mi mette ansia!”
“Amore, è Anna che sta facendo tutto, ha lubrificato ed ora spinge il cazzo nel culo; è lei che gode a penetrarti lentamente; forse sta godendo con te.”
“Tesoro, amica carissima, è vero che mi stai inculando con il cazzo di tuo marito?”
“Si, Nico; e mi sto masturbando, sto godendo con te e con il rimpianto dei miei errori.”
“Quelli, mandali affanculo; godi soltanto; non sai quanto piacere; tra poco, quando si stringerà il canale, allo sfintere, mi farò un po’ male; tu non farci caso e riempimi; dopo sarà solo piacere, per me ed anche per te, forse.”
“Scusa, Nicoletta, vuoi che prenda una zucchina e la usi al posto del cazzo? Mi pare che il mio fallo per voi non conti niente, figuriamoci poi il piacere infinito, mentale e fisico, che mi sta dando non solo la penetrazione, ma soprattutto la partecipazione di mia moglie, finalmente; qui c’è davvero amore e sesso insieme.”
“Dai, non fare il geloso; poi sarai tu a dovermi montare e a farmi godere con te … “
“Vi amo; non sono geloso; sono felice, fuori di me per la novità … “
Cominciò la cavalcata vera e propria; Nicoletta si limitò ad urlare godimento e lussuria, Giorgio la montava con una violenza che sua moglie ignorava; lei si masturbava con forza inusitata; lo spettacolo del bastone di carne che entrava ed usciva dal culo, ormai disinvoltamente e provocando nei due evidente piacere, era tale che anche la sua figa si contraeva ferocemente e le provocava spasmi di piacere che non aveva mai avuto; allungò la mano a carezzare il cazzo e trovò due coglioni gonfi di sperma e d’amore.
“Nico, ti invidio; un giorno voglio anch’io questa gioia immensa!”
L’altra non poté fare a meno di esplodere in una risata che si trasformò subito in un urlo di piacere perché era arrivato un orgasmo forte; quando si fu calmata, rispose all’amica.
“Credimi, Anna; è solo la punta dell’iceberg; sotto, ci sta l’enorme qualità delle scopate con tuo marito, che è un amante straordinario; e c’è tutto un mondo di piacere che devi esplorare, con noi, se vuoi, ma che devi conoscere e imparare a frequentare.”
“Giorgio, ce la farai a pazientare finché io prenderò coscienza di certe verità?”
“Te l’ho detto già prima; siamo in un bel casino; il mio progetto era divorzio da te e matrimonio con Nicoletta; ora proprio voi mettete tutto in crisi; come farò a compenetrare le esigenze di una moglie, della madre di mio figlio, per non parlare di quello che qualcuno ha definito il mio harem?”
“Senti, amore; intanto pensa a sfilarmi dal ventre questo tuo mostro; ho bisogno di rinfrescarmi e di riposare un momento; poi parleremo anche di te, del tuo harem, dei tuoi amori e del destino comune; ma anche di certificati inutili e di sentimenti dominanti.”
Cominciò da quel momento uno strano menage che vedeva nello stesso appartamento due donne, di cui una in attesa di un bambino, ed un uomo che le amava disinvoltamente e indifferentemente, senza considerare le attenzioni che continuava a dedicare ad Agnese e ad Emilia tornate ambedue all’abituale rapporto, in qualche modo, di trombamica con il genero e cognato, rispettivamente; Giorgio chiaramente gongolava del suo ruolo di pascià con l’harem personale.
I quattro mesi ulteriori di gestazione trascorsero in allegria, con Nicoletta impegnata ad illustrare all’amica i basilari del sesso e dell’amore, naturalmente nella sua chiave preferita, quella libertà della donna di godersi il sesso in tutte le sue implicazioni fisiche e mentali; Anna assorbiva avidamente i consigli e si decise a farsi prescrivere la pillola e ad assumerla serenamente, rassicurata anche dalla sua ginecologa che si impegnò a controllare eventuali disturbi.
La conseguenza fu che negli ultimi due mesi Nicoletta, sempre più in difficoltà a scopare, cedette spesso e volentieri il posto ad Anna nel letto matrimoniale e si accontentò di raffinate manipolazioni e di leccate dolcissime che l‘amica le dedicava, quasi convertita ormai all’amore saffico che per lei rappresentava il punto di forza della libidine che si era scoperta dentro; a Giorgio questa intimità un poco rodeva, perché turbava la sua illusione di supremazia, ma poi si accontentava dell’amore che riceveva.
Anche i primi mesi dopo la nascita del bambino, che Nicoletta, all’insaputa di Giorgio, aveva registrato come figlio suo e di padre non dichiarato, filarono lisci sulla falsariga dei coniugi che vivevano intensamente la loro sessualità favorita dal ‘disvelamento’ che Nicoletta aveva operato all’amica dei piaceri del sesso; poiché allattava al seno ed era spesso quasi fuori uso, la neo - madre non avvertì molti e grandi stimoli a fare sesso; poi riprese pian piano a alternarsi o affiancarsi nella scopata.
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