“Anna, non è in discussione l’amore; ormai sono un poligamo di fatto, con quattro donne che amo e che mi amano, ciascuna nei suoi limiti e con le sue caratteristiche; siamo in un casino nero ma in qualche modo ne usciremo, credimi; ci serve solo calma e buona volontà; so che ce la faremo; adesso, sbrighiamoci perché non so come si possa essere trovata Nicoletta da sola a casa nostra … “
“Fossi in te, non mi preoccuperei; io forse la conosco un po’ meglio; non si perde mai d’animo; io mi sarei fermata incerta e imbarazzata di fronte alla novità; lei, sta pure certo che si è adattata e ha reso suo l’ambiente; è assai più forte di quel che immagini.”
“Anche tu, in certe situazioni, sei assai più forte di quel che mi aspetterei; è in altre, più intime, che non riesco a capirti.”
“Forse perché ti preoccupi più delle analisi e delle soluzioni, spesso anche della ricerca delle colpe, più che della comprensione dei miei perché; mio padre ha visto giusto; sto pagando traumi per avere saltato tanti passaggi, se trovo qualcuno che mi guida e mi insegna, sono certa di uscire dal cul de sac in cui mi sono infilata … “
Erano arrivati ed effettivamente Nicoletta era già padrona dell’appartamento di cui aveva visto talvolta solo la camera dove scopavano; quasi sapesse che sarebbero tornati insieme, aveva preparato una cena per tre ed aveva sistemato le sue cose utilizzando razionalmente gli spazi; non sembrava avere voglia di parlare ancora e invitò Anna ad aiutarla ad apparecchiare; si muovevano come se da sempre avessero fatto le cose in armonia; c’era più intesa che tra la moglie e sua sorella.
Sistemò alcune cose nello studiolo e andò a cena; parlarono di tutto, anche del sesso degli angeli, ma non toccarono il tasto del ‘che fare’, come se il problema non li riguardasse o addirittura non esistesse; dopo cena, andarono in bagno, uno per volta disciplinatamente, e si prepararono per la notte; Anna andò allo studiolo e sistemò il lettino d’emergenza; Claudio e Nicoletta occuparono il letto in camera; si erano appena accostati e ci stavano baciando, quando Anna entrò e salì direttamente sul letto.
“Giorgio, Emilia mi ha detto che hai scopato con lei e con mamma insieme nel letto grande; ce la fai a farlo anche con me e con lei, sempre che tu voglia, Nico?”
“Certo che voglio; io amo tuo marito, ma amo anche te e ti voglio senz’altro nel letto con me; al massimo ti insegnerò qualcosa sull’amore saffico e ti farò scoprire un’altra faccia della tua sessualità!”
“Davvero lo faresti? E se ti chiedessi di ‘svezzarmi’ da capo? Pare che mi siano mancati i preliminari e questo abbia generato traumi non superati.”
“Cavolo! Ora è chiaro; tu hai paura di cose che da ragazzina non hai fatto; ci aggiungi la fisima della linea del tuo corpo e hai fatto stupidaggini a non finire; non ti preoccupare, ti sono troppo amica per lasciarti sola in un momento così; poi mi piace l’idea di sverginarti dovunque.”
“Amore, non ti turba che le tue due donne decidano per te?”
“Che cavolo stai a chiedere? Lui ha un harem con quattro donne eccezionali; è peggio di un pascià; può solo trattarle con tutto l’amore di cui è enormemente capace; ma deve lasciarsi amare e coccolare; non può stare a giudicare e certamente tu non devi chiedergli il permesso, se intendi fargli conoscere le uri del suo paradiso. Vieni qui, piccolo amore mio … ”
Prima ancora che potesse muoversi, le aveva sfilato la camicia da notte ed aveva rivelato il corpo nudo, elegantissimo, senza un filo di grasso, con il seno compatto, non grande ma eccitante specialmente per le aureole delicate che si stagliavano al centro come disegnate coi pastelli e i capezzoli piccoli, più bruni, che aspettavano di essere succhiati; la figa completamente rasata sembrava quella di una bambina e il clitoride appena si intravedeva tra le labbra piccole aggruppate a bocciolo.
Se la tirò addosso e l’accolse in un bacio sensuale; Anna quasi d’istinto reagì tirando indietro la testa, poi fu lei ad accostarsi di più, ad aprire le labbra e a farsi penetrare dalla lingua sottile e guizzante dell’amica; Giorgio, abituato a vedersi nel letto due donne che lo amavano e si amavano, ma quasi sfiorandosi solo per caso, rimase turbato dalla scena delle amiche lanciate in un rapporto saffico autentico e ormai quasi completo.
Seguiva le movenze dei seni contrapposti che si titillavano a vicenda e si eccitava, ammirava i ventri che vibravano strusciandosi lussuriosamente e le cosce che si contrastavano, ciascuna cercando di aprire quelle dell’altra per arrivare alla figa; vide con languore le mani che sfioravano schiene e lombi fino ad accarezzare golosamente le natiche asciutte di Anna, mentre lei forse stringeva quelle dell’amica nascoste alla vista dalla posizione supina sotto di lei.
“Si fa anche questo tra donne?”
La domanda di sua moglie sembrò quella di una bambina curiosa e, per la prima volta diede il senso del candore che aveva scatenato l’inferno; non rispose, si limitò a tirarla per un fianco fino a che le rovesciò e Nicoletta finì sopra l’amica esponendo alla vista il culo meraviglioso; si accostò alle spalle e, mentre le guardava ammirato che si baciavano, accostò il cazzo alla figa, da dietro, e la penetrò; avvertì che sua moglie reagiva come fosse lei a ricevere la mazza; Nicoletta finalmente rispose.
“Dolcissima Anna, si fa questo e molto altro; dal tono della tua domanda si capisce che non sai niente di sesso, anche se ti sei comportata da adultera e troia; forse sarà bene che tu prenda qualche lezione, soprattutto di piacere e di godimento, perché propria quell’ignoranza ti condiziona; guarda con quanta gioia Giorgio mi prende e mi fa godere con lui!”
Quasi obbedendo ad un ordine implicito, lui prese a montarla da dietro, infilò una mano tra le cosce ed artigliò la figa di sua moglie, sotto quella di Nicoletta; accompagnò le spinte di penetrazione con movimenti forti sul clitoride dell’altra e sentì l’orgasmo che cresceva incontrollato; si abbassò a baciare la donna sul collo, all’attacco della spina dorsale, e lungo le vertebre; lei reagì come fosse attraversata da scosse elettriche; Anna, istintivamente, prese tra le mani il viso del marito.
Nicoletta obbligò Giorgio a stare fermo nella sua vagina ed accarezzò con libidine i fianchi della donna sotto di lei, soffermandosi sui seni e sui lombi; anche Anna sentì le scosse attraversarle il corpo; Giorgio si ritirò dalla scopata e lasciò che Nicoletta si staccasse da Anna, per tornare poi a montarle addosso, ma con la testa fra le cosce, offrendo alla bocca dell’altra il cazzo grondante; poi si spostò in testa alla moglie e rientrò in figa, da dietro, col cazzo che la moglie lambiva stupita.
Le due si succhiavano golosamente e rumorosamente i clitoridi; lui prese la testa di Nicoletta e le impose uno stop, mentre Anna succhiava la figa; poi fu l’amica a fermare con le cosce il risucchio di Anna e si dedicò lei al clitoride, strappandole urla disumane di godimento; si fermarono insieme e Giorgio montò la sua amante con tutta l’irruenza che la situazione gli dettava; sua moglie assisteva estasiata e, ogni tanto, leccava l’asta che entrava e usciva dalla figa che lei stava leccando.
Quando sentì che l’orgasmo era irresistibile, avvertì Nicoletta che con un gesto improvviso sfilò il sesso e lo poggiò sulla bocca dell’amica; lo sperma sprizzò violento nella bocca di sua moglie che non poté sottrarsi per la presa delle cosce dell’altra; mentre l’orgasmo si scaricava nella sua bocca, lei scoprì di avere esplosioni di goduria ad ogni spruzzo che entrava in gola.
“L’hai bevuto tutto? … Ti è piaciuto? … Ecco, ora sai che, se stai già godendo, concludere in bocca un pompino è solo un momento di entusiasmo lussurioso!”
“Mi stai portando per mano all’asilo?”
“Sì; e adesso ti insegneremo la gioia di una bella inculata. Amore, vuoi?”
“Voglio tutto quello che volete voi, senza remore, senza limiti; preferisci che ti prenda da dietro o vis a vis?”
