“Giorgio, ho già la valigia pronta; se sei d’accordo, da questa sera prendo il posto di tua moglie; lei, se vuole, può prendere il mio, visto che al cazzo di Claudio ci ha fatto l’abitudine!”
“Tu sapevi?”
“Lui sapeva ed ha informato me; non sei stata capace di vedere al di là del tuo naso; ho conosciuto tua madre e tua sorella, donne meravigliose, calde, appassionate; ho incontrato tuo padre, un uomo di grande senno e qualità umana; perdonami, se lo dico ad una collega ed amica, ma non hai nessuna delle loro qualità.”
“E tu quale qualità avresti? Quella di farti fecondare dal marito di un’altra?”
“Nicoletta, ti prego di non scendere al suo livello; tu non hai mai tradito alle spalle il tuo partner, non l’hai mai chiamato e fatto chiamare cornuto dal tuo amante, cose che la signora ha regolarmente fatto. Esimia professoressa Anna, ha capito che lei da stasera a casa mia non ci potrà mai più mettere piede? Le consiglierei serenamente di trovarsi un alloggio, dal suo amante se la accetta, dai suoi genitori se la prendono o dove diavolo crede di poterlo fare.”
“Io abito una casa e vado là … “
“Quella casa è di mia unica proprietà; tu hai imposto il regime dei beni separati; su quella casa non hai nessun diritto; adesso ti cerchi un alloggio. Chiaro o devo far intervenire la forza pubblica per dire che non ti voglio più né come moglie né come amica né come conoscente?”
“Mi disprezzi fino a questo punto? Claudio ha già detto che se si rompe l’equilibrio lui non mi vuole più; i miei genitori lo sai bene che mi vedono come il fumo negli occhi dopo che mi sono comportata malissimo; dove vuoi che vada? Sotto i ponti? Alla Caritas? Non puoi aspettare che trovi una qualche soluzione?”
“Per quanti anni la cercherai senza trovarla?”
“Non ci dovrebbe voler molto a trovare un miniappartamento … “
“Anna, da amica e da collega; hai presenti i supplenti che arrivano? Come ti risulta che fanno?”
“E’ vero; ci sono problemi; ma voi potete tenermi ospite nella casa che è stata mia per tanti anni … “
“Per la casa è vero, ma dalla mia vita, dal nostro matrimonio, quando sei fuggita? Dopo le nozze o una settimana più tardi?”
“Sono scappata, ma solo dal tuo sesso … “
“Poi hai trovato quello che ti piaceva e ti sei scatenata!!!!!”
“Non vuoi proprio cercare di capire il mio punto di vista? Volevo scopare con te, ma non volevo assumere la pillola che fa ingrassare e non mi andava di farlo col preservativo; con Claudio questi problemi non li avevo … “
“Ma prenderlo in bocca, per esempio con lui l’hai fatto e con me nisba!”
“Cosa vuoi che faccia? Devo mettermi a piangere e ad implorare perché ho sbagliato? Devo coprirmi la testa di cenere perché ti ho trattato da cornuto? Mi pare che su un certo terreno siamo pari … “
“Tutto quello che pare a te deve essere giusto. È così? Quello che pensano gli altri, quello che gli altri soffrono per colpa tua non ti interessa, non esiste; l’unica cosa che conta è la tua linea. Ma vaffanculo, per favore; e neanche quello puoi perché il tuo culo, come tutto quello che ti riguarda, per te è sacro e inviolabile, salvo darlo a chi ti pare, poi.”
“Okay; è finita; è chiaro; mi concedi un po’ di tempo?”
“No, rivolgiti a tuo padre, è l’unico che può salvarti dal crollo totale.”
“Non posso; proprio oggi, per telefono gli ho dato del cornuto … “
“Complimenti, gioco partita e incontro, si dice a tennis.
Aveva preso il telefonino e stava chiamando Agnese.
“Ciao, stronzo, hai detto alla troia di noi?”
“No, non ne dovrebbe sapere niente.”
“Ha dato del cornuto a suo padre che sta male.”
“Sentimi, signora cretinetti, perché hai offeso tuo padre al punto da farlo star male?”
“Papà sta male? Per colpa mia? … Dio mio, non volevo, ho detto così, per dire un’offesa qualsiasi … “
“Agnese, hai sentito? E’ assai più cretina di quanto sospettiamo; non so come abbia fatto a laurearsi e come faccia ad insegnare una cretina così conclamata! Senti, io la sbatto fuori da casa mia e ci porto Nicoletta che amo e che aspetta da me un figlio; puoi indurla a ricucire col padre e tenerla lì finché trova un alloggio ed una dimensione suoi?”
“Nicola sta male, assai male; se viene a chiedere sinceramente perdono, forse lo aiuta anche; ma deve essere sincera; sai quale sensibilità abbia il mio uomo per queste cose … “
“Se devo dirti la mia, non credo che si renda neppure conto che ha distrutto un amore, un matrimonio, anni di vita comune ma anche una famiglia, grandi affetti, una madre e una sorella meravigliose, un padre che stravede per lei. Ho la sensazione che in lei non funzioni qualcosa, visto che a qualche filo di grasso presunto sacrifica la vita di tutti. Non ti giuro che è sincera; se non l’accettate voi, la spedisco alla polizia e la sistemano in una casa di ricovero per indigenti.”
“Accompagnala qui, per favore; la farò visitare da uno specialista; forse è un po’ matta.”
Anna era sul punto di un crollo pericoloso; si rivolse a Nicoletta con occhi colmi di lacrime e invocava aiuto.
“Nico, per favore, sii ancora per qualche minuto mia amica; non ho nessuno a cui rivolgermi se non alla mia vittima; non sono pazza; ho sbagliato tutto ma non credevo di offenderti; tu mi avevi parlato di libertà di costumi, la sterilità di Claudio mi sembrava opportuna per il desiderio di sesso; ho seguito una logica di presunto buonsenso; non mi rendevo conto di umiliare mio marito; aiutami; tenetemi con voi per un po’ di tempo; non appena farò chiarezza, sparirò dalla vostra vita.
“Anna, non è della mia casa che parli ma di quella di tuo marito, tu continui ad essere arrogante contro di lui che si è mosso sempre senza aggressioni, senza tradimenti; tu sei stata sleale, parziale, prevenuta; ora sembra che ti rivolga a me ignorando che è lui la tua vittima; dove vuoi arrivare? Ad escluderci da ogni capacità di pensiero e di azione? Mi sono fatta ingravidare da lui perché lo amo; al contrario di te, gli ho dato tutto e gli consentirò tutto, perché siamo leali e ci amiamo.”
“Ma io mi vergogno! Perché non lo vuoi capire? Non è orgoglio, è vergogna, è stata sempre quella la molla; la timidezza fraintesa come arroganza mi ha fatto diventare anche troppo arrogante; non ho il coraggio di parlare a Giorgio e spero che tu possa intercedere per me; lo dicevo a lui, non a te; ma non riesco più a guardarlo in faccia; per pietà, aiutami.”
“No, Anna; questo stesso problema lo hai con tuo padre e con i tuoi; hai detto cose terribili; per vergogna le copri con altre ancora più terribili; hai torto marcio e cerchi di dimostrare che la colpa è degli altri. Solo un consiglio; vai dai tuoi, cerca di ricucire con loro; tua madre ha indicato la medicina; sincerità; se vai per essere sincera, risolverai; se continui a recitare, finirai male.”
“Giorgio, per favore, mi puoi accompagnare a casa?”
“Si, mi fa piacere per vedere come sta tuo padre.”
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