La moglie inizialmente non si era quasi resa conto di quel che avveniva davanti ai suoi occhi; quando cominciò ad accertarsi che l’assenza dei due si prolungava oltre il lecito, ne chiese conto a sua madre, che fece il pesce in barile e le obiettò che neanche dei problemi suoi si era mai occupata, lasciandola libera di gestirsi la vita; se sua sorella tradiva il marito con suo cognato, era nell’umano ordine delle cose e forse era anche un sano risarcimento, visto che lei non gli concedeva sesso.
Anna si rivoltò contro Emilia con una ferocia che non aveva mai dimostrato; l’altra, molto candidamente, le chiese perché si preoccupasse dei rifiuti che lasciava in pattumiera e che agli altri risultavano ristoratori e salvifici; non amava più suo marito, aveva deciso di tradirlo e l’aveva fatto con suo cognato, giudiziosamente, così tutto restava in famiglia.
Naturalmente, se la prese anche con Giorgio che le chiese se per caso avesse deciso di fare sesso matrimoniale; gli rispose di no; allora doveva accettare che lui avesse un’amante; perché non divorziava se si sentiva offesa? Forse perché sapeva bene che, in regime di divisione dei beni, lei doveva lasciare la casa di proprietà del marito e trovarsi un altro uomo abbastanza paziente da consentirle di imporre i suoi modi arroganti?
“Ho bisogno di certezza; un’ameba come te mi sta bene, finché non trovo l’alternativa.”
“Quindi, hai già un amante?”
“No, non ce l’ho; ma aspettati una sorpresa!”
“Sorpresa per sorpresa, attenta a te; ne vedremo delle belle!!!!”
L’incidente della domenica fu presto dimenticato; Anna naturalmente non partecipò più ai pranzi rituali, anche perché era chiaro che il dopopranzo era il momento in cui suo marito e sua sorella si scatenavano in un sabba di sesso le cui urla si sentivano per tutto il palazzo, in certi momenti; l’unica occasione conviviale era ancora rappresentata dall’aperitivo del sabato sera con Nicoletta e Claudio coi quali l’amicizia rimaneva intatta.
Tra i tanti discorsi spesso vacui, saltò fuori l’idea di avere un figlio, per ambedue le coppie; Giorgio affermò categoricamente che per Anna quel discorso era tabù; il suo prezioso corpo non sarebbe mai stato sformato da una banale maternità; i figli li facessero gli altri, lei rinunciava anche a scopare per non rischiare e, poiché non sopportava il preservativo, a suo marito era proibito scopare; il culo non l’aveva dato e non l’avrebbe dato, in bocca non se ne parlava; qualche masturbazione … forse …
I due trasalirono perché Claudio amava moltissimo scopare e lo faceva spesso e volentieri; Nicoletta era abbastanza disinvolta nel sesso e ne aveva fatte di tutti i colori; loro però non rischiavano la maternità indesiderata, perché lui sin da piccolo era risultato sterile per una malformazione non curata; Giorgio vide a quel punto brillare negli occhi di sua moglie un certo interesse, ma non vi volle dare peso; se ne accorse anche Nicoletta che glissò allo stesso modo.
La ‘bomba’ esplose una mattina che Giorgio cercò di comunicare con Anna per un piccolo problema familiare; sapeva che in quell’ora era libera dalle lezioni e provò a telefonare; quando si stabilì il contatto, prima che parlasse, udì nettamente la voce di lei; per qualche strano inghippo, si erano intrecciate due chiamate e lui sentì tutta la chiacchierata degli altri due.
“Dai, non preoccuparti; il cornuto non arriverà mai a pensare che noi due scopiamo. Non lo vedi come è pacifico e serafico quando ci vediamo?”
La voce dall’altra parte era quella di Claudio, che vedeva alla sua scrivania parlare al telefonino personale.
“Sì, è cornuto e stupido; ma mi fai tremare ogni volta, quando gli telefoni mentre mi stai facendo un ricchissimo pompino o quando ti sto scopando a pecorina; temo sempre che possa scoprire che stai facendogli le corna anche mentre lui ti proclama amore e tu lo tratti da straccetto … “
Si dilungarono molto sulle loro abitudini adulterine e quasi descrissero le loro scopate nelle quali Anna esprimeva il massimo dell’abilità, della goduria e del piacere nel pompino che per suo marito era diventato un tabù assolutamente intoccabile; gli aveva però negato il culo senza possibilità di equivoco perché qualche piccola prova che avevano fatto agli inizi del matrimonio le aveva provocato del dolore e lei aveva giurato che quel buco non l’avrebbe violato nessuno.
Fece scattare il tasto di registrazione e quasi non seguì più il dialogo, interessandosi piuttosto alle occhiate e alle smorfie di Claudio che evidentemente godeva nel considerarlo cornuto; per un attimo, fu tentato di scoprire le carte; ma si calmò e rifletté che sarebbe bastato far sapere a sua moglie che, oltre alla sorella, si scopava anche la madre; però, il divorzio per il momento non gli stava bene; per lo meno doveva prima sostituirla con un’altra, che non poteva essere Emilia.
Sapeva che le insegnanti terminavano le lezioni alle due circa; chiese un breve permesso e andò all’uscita della scuola; attese che le due amiche, venute fuori insieme, si dividessero per tornare a casa e avvicinò Nicoletta che lo accolse con sorpresa; senza parole, le fece ascoltare la registrazione della telefonata intercorsa tra i coniugi; al termine, si guardarono negli occhi con l’aria di chiedersi che cosa potessero fare, in conseguenza della rivelazione.
“Senti, Giorgio, proprio in questi giorni sto discutendo molto con Claudio perché voglio un figlio e lui non è in grado di darmelo; a questo punto, la lezione più dura è che facciamo l’amore io e te … “
“Fermati, Nicoletta; questi due scopano come scimmie; io non sono capace; se non c’è amore, non riesco a fare niente; è da questa convinzione che dobbiamo partire.”
“Senti, stupido; l’abbiamo vista insieme la scintilla che ha acceso tua moglie; quando ha saputo che Claudio è sterile, ha deciso che ci avrebbe scopato; io non mi sogno neppure per errore di scopare con te; lo faccio già troppo col mio compagno, che ormai non amo più; io da te voglio amore e a te darei, insieme al sesso, tutto l’amore di cui sono capace; credo proprio che ci sia una mano del destino, in questa intercettazione involontaria.
La mia ipotesi è che, in primo luogo, rendiamo pane per focaccia e facciamo l’amore quanto e più di quanto loro fanno sesso; in secondo luogo, non mi hai fatto finire; io e Claudio stiamo dibattendo perché lui vorrebbe che ricorressi all’inseminazione artificiale ed io ho detto chiaro che la voglio, ma per via naturale; con le trasgressioni che si deve far perdonare, non può obiettare niente se mi faccio mettere incinta da un altro.
La terza cosa che non sai, è che io ho deciso che il figlio lo voglio e, se necessario, mando al diavolo Claudio e me lo tengo solo per me; l’altra cosa che non puoi sapere è che sarei felice se, in ogni caso, il figlio lo facessi con te, se ci stai; quindi, la soluzione è semplice, rendiamo corna per corna e tu mi metti anche incinta; quando sarà il momento, scopriremo le carte e da lì partiranno le decisioni.”
“Che ne diresti se, rompendo tutti e due i rapporti, poi ci sposassimo per dare al figlio una famiglia ordinaria, seria, vera?”
“Questo dipende solo da noi; io sono pronta a stare da sola, voglio un figlio e, se devo sposarti, rischio di coronare anche un vecchio sogno, quello di un marito intelligente e sensibile. Tu fai quello che vuoi.”
“Mi sono studiato le abitudini; Anna telefona a tuo marito nelle ore di spacco, sicuramente dalla sala insegnanti e forse qualche volta accanto a te; se lo porta nel nostro letto il mercoledì mattina, quando è libera dall’insegnamento; ho controllato e il mercoledì mattina Claudio non è mai in ufficio … “
“Dici di pareggiare anche questo? Io sono libera il lunedì; se vuoi, ti aspetto a casa, senza neppure togliermi la camicia da notte e finalmente ti avrò tra le braccia.”
“Ma davvero sei un poco innamorata di me?”
“Stupido, io ti amo sul serio, non un poco; imparerai ad amarmi anche tu, vedrai!”
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