La giovane età di Rossella, di poco superiore alla trentina, e certi comportamenti che già conoscevo in Laura e che mi convincevano solo in una donna libera e padrona del suo sesso ma non in una compagna di vita e convivente avrebbero dovuto invitarmi ad una maggiore calma; ma l’emozione del momento mi spingeva a desiderarla abbastanza da diventare cieco su certe stonature dei suoi comportamenti.
Appena fummo in camera, mi avvolse in un abbraccio stritolatore e mi riempì la bocca con la lingua larga e pastosa che conoscevo bene nelle pratiche dei baci più sensuali e libidinosi, nella bocca, sul corpo e sul sesso; si strofinò con gioia sul mio ventre fino a che il fallo, indurito dalle sue manovre fino a dolermi, le balzò diretto contro il ventre e le solleticò il clitoride fino a farla gemere di piacere; i baci vogliosi che le depositai sul seno e sul ventre acuirono il suo piacere e mi amò con tutta se stessa.
La spinsi a sedere sul bordo del letto, aprii la patta, tirai fuori il fallo e lo depositai sulla sua bocca; avviò una fellazione che riconobbi subito da grande esperta, perché, nonostante la mole notevole della mia mazza, non esitò a farla penetrare in gola fino a sfiorare con le labbra il pelo pubico; la coscienza che una sberla di oltre venti centimetri e bella grossa era penetrata così abilmente oltre l’ugola, mi disse che mi aspettava una fellazione da record.
Dopo qualche blando tentativo di imporre un ritmo e i movimenti, mi arresi e lasciai che fosse lei a succhiare la lungo la cappella, a leccare tutta l’asta, a prendere in bocca, uno per uno, i testicoli e a titillarli con la lingua; fu ancora lei a copulare in bocca con gran parte del randello, mentre controllava l’entrata masturbando abilmente quella che restava fuori dalla bocca; dovetti farmi forza più volte per non avere un orgasmo troppo rapido; le sfilai il sesso dalla bocca e la spinsi supina sul letto.
Le cavai il vestito molto rapidamente e mi liberai dei miei indumenti, lanciando tutto su una poltrona lungo la parete le sollevai le cosce e la feci aprire ad offrirmi la vulva, grondante già di umori, tutta spalancata ai miei occhi; mi fiondai a succhiare con tutta la mia lunga esperienza nel cunnilinguo e sentii che qualche orgasmo le esplodeva, per la stimolazione di lingua e denti, specie sul clitoride; senza denunciare il grosso orgasmo che di solito registravo con le amanti, si sfilò e si preparò alla copula.
Le montai addosso e accettai che i preliminari si riducessero rispetto alle mie abitudini con Carmen che dovevo cancellare dai miei riferimenti; copulava da vera professionista, la ragazza; e le sue aperture erano da abituale fornicatrice, segno che aveva fatto numerose esperienze nel sesso, forse proprio quello veloce, in bagno, in cui mia figlia pareva avere dato buone prove; continuavo a credere nella sua buona fede e cercai di cancellare il senso di colpa per le accuse pesanti rivolte alla mia ex moglie.
Quando mi mandò precisi segnali che desiderava essere posseduta analmente, certi sospetti si acuirono; il suo approccio era da sveltina in bagno e lo ‘sfondamento’ era di notevole entità; mi dissi che stavo cercando il pelo nell’uovo e che un po’ di fiducia non avrebbe guastato; forse ne avrei parlato con Laura, ma solo se non l’avessi trovata prevenuta in difesa di sua madre a cui era rimasta legata profondamente.
In quella prima occasione che dormivamo insieme, mi trovai molto spesso a tenerla stretta, a cucchiaio contro il ventre, e inevitabilmente mi eccitai e mi trovai a copulare per tre volte nel corso di una notte; il fisico giovane e molto reattivo era uno stimolo enorme per la mia libidine e non mi sottrassi; nella camera adiacente i rumori cessarono dopo il primo assalto, quasi che i due ragazzi fossero già soddisfatti della loro convivenza; di mia figlia avevo saputo mirabilia e ne fui sorpreso.
Nonostante la ‘notte brava’ per tutti, la mattina seguente dovettero essere a scuola prima della campanella sia Rossella che Filippo, quest’ultimo alquanto disorientato perché non aveva potuto cambiare niente degli abiti indossati la sera prima; Laura si crogiolò alquanto nel letto e mi raggiunse che facevo colazione.
“Avete avuto problemi con la casa nuova? Il tuo fidanzato pensa di venire spesso a trovarti?”
“Papà, non girare la frittata con me; non ho il candore di mamma e non riesci a farmela bere; Filippo, se ancora non lo sai, è il collega di filosofia di mamma; tra i due c’è un feeling straordinario, ma lui non sa che la docente di cui è un devoto ammiratore è quella che io e te definiamo troppo leggermente donnaccia; se un problema devo ammettere che c’è, è proprio questo; prima o poi la verità bisognerà dirla e non credo che si berrà le nostre accuse infondate.
Sono quasi certa che non frequenterà spesso questa camera, specie se rischia di incontrare il tuo recente grande amore; non dimenticare che è la segretaria del loro Liceo e sia lui che mamma sono molto più informati di me e di te; io sono certa che era nel giro dei bar dell’Università e che godesse di una certa fama; non voglio farmi gli affari tuoi, ma non credo che l’hai trovata sessualmente sprovveduta … “
“Non mi risulta che tu sia immacolata; con Filippo sei stata leale?”
“Senti, viscido serpente, in primis io sono sempre più che leale; Filippo ignora solo che Carmen è la madre che adoro e che lui stima e rispetta; per il resto, ci siamo già confessati come col prete; in secundis, io non lo sto concupendo perché voglio assicurarmi la condizione sociale migliore possibile; non ho bisogno di un imprenditore che mi mantenga; amo un uomo la cui sensibilità è pari solo a quella che viene riconosciuta a mia madre, la tua ex moglie … “
“Ti spiace se chiudiamo qui un discorso pericoloso e difficile?”
“Papà, tu hai aperto la pagina; io ci leggo quello che vedo … “
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