Vai al contenuto
Erotika
Formazione … deviata · Cap. 4
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 4 di 6 16 min di lettura

La terza piazza 2

Lui si incazza perchè la moglie vuole essere protagonista con lui; la caccia e fa in modo che la colpa ricada su di lei che si ritira in buon ordine e lascia lui e la figlia a godersi, lei il bel fidanzato collega di sua madre e lui un'arrivista giovane e pericolosa che cerca di farsi sposare per arrivare al suo benessere.

geniodirazza
1 anno fa · 301 letture · 0

Formazione … deviata 4 “La terza piazza 2”

Lo scontro non era che agli inizi, purtroppo; la smania di Carmen, di vedermi piegato alle sue voglie e di vedere vendicate le corna che le avevo fatto, la portò rapidamente ad esagerare; sapevo che ne avrebbe combinate di ogni colore, ma ancora resistevo con la speranza che fosse un fuoco di paglia e che bastasse aspettare che si consumasse quella accatastata, vale a dire il rancore per gli anni di libertinaggio che mi ero concesso.

Per questo, anche la coscienza che mi facesse le corna passò in cavalleria; continuai a possederla alcune volte a settimana, come era nelle nostre abitudini, e non si fece mai cenno agli episodi di ‘terza piazza’ di cui si era resa protagonista; ma la sua tigna lavorava ai fianchi e la metteva continuamente nella condizione di cercare lo scontro, forse solo per offendermi; l’occasione venne quando fummo invitati a partecipare alla festa sociale di non so quale associazione, importante in città, e ci andammo insieme.

Era primavera inoltrata e vestivamo assai leggero, io in jeans e maglietta e Carmen con un fresco abito a fiori a gonna svasata, lunga fino a metà coscia; poiché aveva ormai imparato a vestire sexy, indossava un reggiseno trasparente in combinazione col perizoma nero che non copriva niente della vulva carnosa e del sedere a mandolino; indossava scarpe con tacco dieci o dodici, non sapevo bene, senza calze e con solo la vera ed una collana di perle.

Fui catturato per qualche minuto dal gruppo di industriali interessato all’associazione e persi di vista mia moglie; la ritrovai che stava ballando lussuriosamente abbracciata e corteggiata da uno sconosciuto che, discretamente, la carezzava, le faceva sentire la consistenza del fallo contro la vulva e, un paio di volte, azzardò una carezza al seno; in un ambiente borghese e ipocrita come quello, non era consigliabile esagerare; per fortuna, si trattennero.

Quando però li vidi allontanarsi, separati ma convergenti, verso le uscite al giardino interno col porticato, colsi che erano corna, quelle che mi si preparavano; ma solo perché Carmen aveva tutto il tempo per avvertirmi, se avesse voluto trasgredire in complicità e armonia; ma ormai era evidente che suo obiettivo era offendermi, umiliarmi e insomma costringermi a piegarmi a lei in funzione di mistress come un piccolo slave; questo, e non la prevedibile copula, mi mandava su tutte le furie.

Mi calmai e decisi di stare al suo gioco per cercare di ribaltarlo, ancora una volta; per altra uscita, andai nel chiostro e li localizzai immediatamente; mi nascosi dietro un grosso armadio e li ebbi a pochi metri di distanza; si baciarono appassionatamente e le mani di lui corsero subito per tutto il corpo; la cosa più semplice fu artigliare la vulva sollevando la balza dell’abito e spostando il filo di stoffa del perizoma; i gemiti di mia moglie che veniva masturbata erano inconfondibili.

L’amante pareva proprio lo stesso che aveva occupato la ‘terza piazza’ nel nostro letto e che quindi la conosceva bene; la titillò a lungo, ma non poteva spogliarla del tutto e dovette arrivare ai seni dalla scollatura non ampia; tra un bacio e una succhiata violenta di lingua in bocca, i gemiti di lei che godeva di sentire i capezzoli strofinati furono una sorta di dolce melodia; vidi la mano di lei artigliare il fallo da sopra il vestito; la mazza si alzò prepotente, ma restava sacrificata nel pantalone.

Tirò giù la cerniera, infilò la mano e la ritirò fuori stringendo l‘oggetto del desiderio che evidentemente conosceva bene; lo manipolava con gusto ed abilità, mentre si baciavano passionalmente; lui le fece pressione sulle spalle e lei si accovacciò davanti a lui; giocò un poco con il fallo infilandoselo in bocca per quasi tutta la lunghezza; conoscendo l’abilità raggiunta da Carmen nella fellazione, capivo le smorfie di lui che soffocava gli urli ma godeva senza limiti.

Il tempo premeva e la situazione precaria esponeva a troppi percoli; chiunque poteva uscire all’improvviso dalla sala di ricevimento e scoprirli a copulare; sapevo che dovevano decidere; io l’avrei montata a pecorina e avrei risolto con una succulenta sveltina; mia moglie forse aveva già assorbito abbastanza da me, perché lasciò il fallo, si alzò, si girò di spalle, sollevò la falda del vestito e spostò semplicemente la stoffa del perizoma.

Si passò una mano dietro, afferrò il fallo e lo diresse alla vulva, pensai; metterselo nel sedere poteva essere un problema, anche se il suo buco era ormai un tunnel; comunque, lui cominciò a pomparla con energia e dopo pochi colpi si ritrasse e rimise il fallo nei pantaloni; lei si stava passando tra le cosce un fazzolettino; non avevo sentito i suoi gemiti di orgasmo che talvolta diventavano urli; pensai con tristezza che neppure aveva goduto; non riuscivo a capire le sue motivazioni.

Lui era rapidamente scomparso tornando in sala; lei cercava ancora di asciugarsi e di rassettarsi.

“Brava troia, ormai sei una professionista!”

Ero apparso dal nulla e la sorpresa le fece cadere il fazzolettino a terra.

“Mi hai visto? Allora, vuol dire che a cornuto contento posso aggiungere guardone? Cornuto lo sei per dato di fatto; a casa sei stato a guardare che mi possedeva e quindi sei contento; adesso ti scopro anche guardone.”

“Visto quale livello di imbecillità raggiungi, puoi anche sperare di scoprirmi cuckold, gay, frocio, checca, quello che ti pare; sei convinta di essere una mistress e di potermi ridurre a slave del tuo piacere; ma non hai affatto la tempra della dominatrice; già farti sbattere un fallo in vulva, sentirlo eiaculare in due minuti, senza godere, perché non lo hai fatto, dimostra scientificamente che sei la schiava di un padrone che ti sbatte come uno straccio quando ne ha voglia.

Io forse sono schiavo della logica, delle regole, della legge; ed è vero; ma il conto ti arriverà per l’appunto quando sarò sicuro che la legge ti condanna; per ora, godi fanciulla mia, quando verrà l’ora del giudizio, non sarò il padrone che ti sbatte contro il muro e ti scopa per sfogare le sue turpi voglie; allora sarò il giudice che mi accusi di essere ed anche il boia che eseguirà la condanna senza remissione!”

“Vaffan … !”

“Ottimo suggerimento … Pronto, Ersilia, senti; la troia mi ha offerto un altro motivo per avere voglia di cavalcarti; ti va di stare con me a cena e al dopocena? … Perfetto, amore mio, anche il sedere ti farò, non preoccuparti; ci vediamo al ‘Ritz’, alle nove; prenoto tavolo e camera. Ciao; salutami tuo marito e digli che ti farò godere molto, per amarlo di più quando tornerai a casa!”

“Che farai tu?!?!?!?!”

“Ti scarico a casa e me ne vado a cena con la tua amica Ersilia; ci copulavo già qualche mese fa; stasera essere il guardone di quella troia di mia moglie mi ha scatenato tanta libidine che ho bisogno di dedicargliela perché lei la usi per suo marito.”

“Dimmi che lo stai dicendo per ferirmi; non puoi fare una cosa così cinica … “

“Ma ci sei o ci fai? Quello che stavi facendo tu dieci minuti fa cosa era, omaggio affettuoso a un marito?”

“Non l’ho meditato, non c’era volontà di umiliarti, non sapevo che eri appostato; tu invece mediti e razionalizzi tutto, hai sempre il colpo di riserva per fare male … “

“Senti, imbecille, quel maiale è lo stesso con cui hai copulato a casa insieme a me e che ha stupidamente rivelato di fare sesso con te già da tempo; forse non era premeditato, ma prevedibile sì; Ersilia neppure pensava più che potessi cercarla; sei tu che mi hai istigato a trovare la via per sbatterti in faccia che copulo quando come e con chi voglio, se una troia crede di piegarmi alle sue voglie; ti stai crogiolando tanto nel rancore che sei riuscita ad instillarmi il disamore per te; attenta a quello che fai, amica cara.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 5

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista