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Erotika
Formazione … deviata · Cap. 6
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Capitolo 6 di 6 14 min di lettura

Un sorprendente epilogo

Padre e figlia sono costretti a chiarire al fidanzato di lei, fan di sua madre, che la 'donnaccia' di cui parlano è la squisita collega di cui lui è sostenitore accanito; la figlia decide di andare a cena da sua madre col fidanzato; a sorpresa, si aggrega suo padre e la situazione si scioglie

geniodirazza
1 anno fa · 321 letture · 0

Formazione … deviata 6 “Un sorprendente epilogo”

La nostalgia degli anni vissuti insieme premeva con forza su noi tre, io, la mia ex moglie e nostra figlia; cercavo con tutti i mezzucci di evitare qualunque riferimento a Carmen; ma non potevo certamente impedire a Filippo di parlare della sua collega di italiano per tutto il tempo che passava con la fidanzata; e Laura fibrillava continuamente dal desiderio di incontrare sua madre per accertarsi che non soffrisse troppo lo strappo che le avevamo imposto per allontanare ‘la reproba’.

Nel tentativo, comunque ingenuo, di rinviare la conoscenza della verità, la figlia incontrò più volte sua madre, ma da sola e sempre fuori casa, finché Carmen, che mal sopportava l’ambiguità di parlare col giovane collega e di ascoltare gli elogi della sua fidanzata, sua figlia, senza poter rivelare il rapporto, le ricordò brutalmente che si erano promesse di mangiare insieme una pizza; Laura ricordava perfettamente che si era ipotizzato di chiarire le cose in quella occasione; capì che non poteva rinviare ancora.

Si accordarono per un sabato sera; proprio in quella occasione, però, ero stato lasciato solo da Rossella, che aveva accampato altre sospette attività; proposi a Laura di andare a cena insieme, io lei e Filippo, perché non me la sentivo di affrontare una serata in totale solitudine; mi fece osservare che da mesi stava trascinando il momento di incontro tra sua madre e il compagno; che non aveva rispettato l’impegno a mangiare almeno un trancio di pizza insieme.

Calcando la mano sul surrealismo della situazione, mi ricordò che Filippo era decisamente ansioso di conoscere Carmen e non poteva accampare scuse da troietta per ingannarlo, con perfido e chiaro riferimento a Rossella che mi stava ancora raggirando; mi chiese come pensavo di mettere, intorno allo stesso tavolo, la ‘donnaccia’ di cui parlava sempre tanto male, addirittura in veste di suocera e sua ex moglie; una figlia coccolata ma rivelatasi abbastanza superficiale nei giudizi su sua madre, un giovane professore grande ammiratore della collega di italiano che stava per scoprire madre della fidanzata ed un magnate spocchioso che stava appena cambiando la donna amata con un’arrivista ambigua e di dubbia fama.

“Laura, figlia amatissima, tutti ogni tanto fanno follie e nessuno se ne lamenta; mi avete massacrato per il mio rigore; la prima volta che ti chiedo di fare con me un cosa assurda sali sul pulpito a predicare? Rivendico il mio diritto a cambiare opinione; ti spiace far decidere anche a tua madre? … Allora, telefona, per favore!”

“Pronto?! Ciao, mamma; non ti scandalizzare per quello che ti chiedo …”

“Non avrai cambiato idea?”

“No, peggio; il tuo ex marito si è proposto come quarto commensale per la pizza di stasera; lo mando al diavolo?”

“No; metti in vivavoce … Peppe, è la millesima volta che mi costringi a ripetere che ti amo contro ogni logica ed evidenza; per di più, avevi promesso che mi avresti offerto una cena … e tu non sei parolaio … Sai bene che, negli antichi costumi, questa cena si considerava la ‘presentazione in casa’ del fidanzato; saremmo i suoceri, separati ma suoceri, visto che nostra figlia ha scelto per l’uomo che ama il termine più garantista, fidanzato.

Aggiungi che, tra noi quattro, sei il magnate, il pescecane, il ricco che qualche ragazza vorrebbe impalmare per garantirsi un futuro; quindi, d’accordo per la cena a quattro, ma non a pizza; parla col tuo amico ristoratore Attilio e fai consegnare, per le otto, cena per quattro alla casa che almeno per stasera tornerà ad essere nostra; conosco il Romeo della nostra Giulietta e so che capirà la dolce ironia della situazione; Laura, non farti problemi, l’amore è un grande toccasana, per tutti credimi.”

Poco prima delle otto ci avviammo verso la ‘nostra’ casa; vedevo Laura decisamente tesa per l’emozione; Filippo era stranito, perché non capiva molte cose, ma riuscì a cogliere il momento per sciogliere la tensione.

“Laura, sai che sei la donna più straordinaria che potessi incontrare? … Di colpo mi fai piombare in pieno ottocento, in una ‘presentazione del fidanzato alla famiglia’ dove però non saranno tutti schierati ad aspettare al varco il malcapitato ma solo una suocera, immagino giovane e bella, della quale ho capito solo che non ha nessuno dei caratteri propri delle suocere, o forse solo il caratteraccio; e a portarci è il suocero, anche lui abbastanza strano, complessivamente; devo aspettarmi altro?”

“Promettimi che non reagirai prendendomi a schiaffi quando saprai la verità … “

“Te li meriteresti?”

“Per una piccola parte, sì. Ma solo per un piccolissima parte … siamo arrivati; sappi che in questo edificio, nell’appartamento dove stiamo andando, sono nata io … ma non voglio la targhetta commemorativa; mi fa piacere che lo sappia tu e basta … “

Li feci scendere e andai a parcheggiare nell’area riservata; arrivati all’uscio, Laura premette il campanello e si fece da parte; quando la porta si aprì, gli occhi di Filippo si sgranarono per la meraviglia.

“Carmen, come mai sei qui?”

“Ciao, mamma; Filippo, la tua collega è la mia carissima mamma … “

“Aspetta un attimo, per favore … Per cominciare, l’hai sempre saputo e non me l’hai detto; perché?”

“Prof, ti chiamano così le alunne che ti adorano, vero? Come faceva a dirti che la donnaccia sulla quale hanno versato una montagna di fango era la tua impeccabile collega di italiano?”

“Ma tu chi sei? La Carmen che conosco io o la donnaccia che tuo marito dice di odiare? Se davvero ti odia, perché ci ha tenuto tanto a venire qui con noi stasera?”

“Prof, insegni molto ma impari poco; mai sentito parlare di contraddizioni dell’animo umano? Comincia a recuperare quel che sai di comunicazione; è bastata un’interferenza nella comunicazione e di colpo un donnaiolo si erge a giudice e qualche colpo di testa diventa reato penale … ma non vuoi nemmeno entrare per parlarmi?”

“Ma che diavolo dici? Non barare sul linguaggio e sulla comunicazione. Laura, ti comunico ufficialmente che sono super felice di sapere che mia suocera è la donna più straordinaria che io abbia mai incontrato; un giorno, se le va, mi spiegherà chi ha preso una cantonata e perché è nato il pettegolezzo della donnaccia; amore, se sapessi chi è la donna che vorrebbe il posto di tua madre nella casa di tuo padre, temo che non basterebbero le scuse … “

“Mio nobile paladino, sappi che amo mia figlia molto più di te e da molto più tempo; non abbiamo niente di cui scusarci, neppure che mi ha rubato l’affetto del collega più affascinante e galante del mondo … “

“Ma non mi avete parlato ancora dell’ingegnere e delle sue strane prese di posizione; che gli ha preso stasera?”

“Filippo, non è solo Laura ad occupare il mio cuore; amo anche suo padre, il principe azzurro che mi catturò quando non avevo ancora gli anni attuali di Laura; come i principi medioevali, si è imbarcato in una crociata contro una donnaccia, lui che ne ha fatte più del diavolo; ma ogni tanto si dimentica chi è stato.

E’ chiaro che l’idea che noi tre ci sedessimo a parlare ha messo in forse il suo potere assoluto, quello che da sempre ha creduto di esercitare, che ho già fatto vacillare e che rischia di crollare se resta col suo amore mercenario; spero che sia qui per essere famiglia almeno stavolta, per una cena; mi dite qualcosa di voi che ancora non so?”

“Mamma, non fare la suocera; so bene che ti racconta pelo per pelo tutto quello che ci diciamo … “

“Amore mio, ne sei convinta? Assodato che siete ‘fidanzati’ e non occasione da mordi e fuggi, avete deciso se e come fare per andare a convivere?”

“Papà ha comprato un appartamento e si offerto di darci una camera; ma le pareti sono di cartone e Filippo non gradisce molto la presenza della nuova conquista di papà … “

“Posso anche condividere il disagio del tuo compagno verso Rossella; ma di fatto tu stasera, visto che si parla del vostro futuro, hai il dovere di chiedere a tuo padre di definire il tuo ruolo in azienda; il fatto che sia erede unica ti garantisce in prospettiva; ma nell’immediato deve decidere un incarico e un compenso assicurato; poi potete pensare a mettere su casa insieme, non certamente in una stanza in quattro come vive oggi il tuo compagno ... Perché fai gli occhi da topo? Che ti frulla in testa?“

“Laura, non mi avevi detto che tua madre voleva subaffittare una camera per integrare lo stipendio?”

“E allora?! Che ti dice questa testolina matta?”

“Mamma, sai che forse Filippo ha avuto un’ottima idea? Non avevi detto che la mia stanza restava mia? Se volessi viverci col mio uomo e volessimo unire le entrate per rendere tutto più facile, quali ostacoli ci sarebbero?”

“Primo; tuo padre mi fa ammazzare e fa sparire il corpo; ha fatto l’ira di Dio per strapparti al passato e portarti con se nel futuro; ora tu e questo filosofo da liceo volete distruggergli il giocattolino tra le mani, venire in soccorso della reproba, immergervi in un passato stantio e rifiutare il suo nuovo, prezioso amore? Come minimo diventa il vostro nemico giurato e usa tutto il suo potere per distruggerci ... Aspetta per favore …

Secondo; non appena si sapesse che Filippo vive con mia figlia nella mia casa, il minimo del pettegolezzo sarebbe che ci dividiamo l’amante, madre donnaccia e figlia con qualche pecca … Ho assaggiato sulla mia pelle il dolore che la macchina del fango getta addosso; grazie no; stai da tuo padre; a proposito, dov’è finito il grande capo?”

“Stava parcheggiando; anzi lo ha fatto ed è alla porta, sento i suoi passi … No, questo è il colmo! Ha conservato la chiave e apre come se tornasse a casa nostra!”

Prima di andare avanti…

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