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Erotika
Formazione … deviata · Cap. 6
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Capitolo 6 di 6 14 min di lettura

Un sorprendente epilogo

Padre e figlia sono costretti a chiarire al fidanzato di lei, fan di sua madre, che la 'donnaccia' di cui parlano è la squisita collega di cui lui è sostenitore accanito; la figlia decide di andare a cena da sua madre col fidanzato; a sorpresa, si aggrega suo padre e la situazione si scioglie

geniodirazza
1 anno fa · 321 letture · 0

“Ciao, Carmen, sei sempre bellissima, vedo! … Perdonami, non ho pensato a portarti i fiori … “

“Il mio uomo non mi portava mai i fiori; sapeva che preferivo il suo amore nudo e crudo!”

“E’ vero; ma quello era il principe azzurro che poi è partito per le crociate … cosa dovrebbe fare un aspirante cavalier servente?”

“Se è un principe a me sconosciuto, si deve inventare dei modi per affascinarmi; se è il mio principe azzurro che torna a corteggiarmi, sa come si fa; visto che la cena la portano a domicilio, deve offrirmi l’ammazza caffè e cercare di portarmi a casa sua per una notte di amore vero.”

“Signora suocera, lei sta proponendo al suo ex marito di tornare come il principe pentito e ricominciare da capo? Non sarebbe più logico riprendere da dove il filo si è interrotto?”

“Esimio professore, lei sta riducendo un momento di sentimento ad un meccanismo di logica convivenza; io non ho cancellato niente del passato e non ho spezzato nessun filo; ma se l’uomo che si presenta stasera con cena concreta e fiori ideali vuole conquistare il suo posto accanto a me, dal momento che occupa già il cuore, deve essere completamente nuovo e quanto meno farmi rivivere una notte che nessuno può conoscere, con risacca del mare, cielo stellato e pioggia di Perseidi, una notte in cui l’amore esplose con una violenza mai più vissuta da altri … “

“Siamo qui per ricordare, per ricominciare o per parlare del futuro di due ragazzi che minacciano di fare lo stesso percorso, ma senza interruzioni?”

“E’ esattamente la stessa cosa; il suocero benestante deve garantire alla figlia un ruolo in azienda che non nasca dal diritto di erede ma da un contratto sindacale; ti decidi a far nominare nostra figlia tua vice con l’appannaggio che la legge prevede?”

“Laura, ma non sai che puoi disporre liberamente del mio patrimonio? Mi pare specioso nominarti per contratto mia vice, dal momento che sei comproprietaria alla pari … “

“Filippo, scusa se terremo toni aspri; ma forse hai capito il nocciolo della questione. Papà, quello che mamma ti ha sempre contestato è esattamente l’atteggiamento che tieni adesso; ti voglio un bene dell’anima e sono pronta a farmi uccidere per te, ma non sopporto che mi fai l’elemosina o concedi dall’alto del tuo potere; io voglio la coscienza di guadagnarmi lo stipendio per diritto lavorativo non per graziosa concessione, come mamma voleva la sua autonomia in complicità e in sintonia con te.

Tu invece continui a ‘regalare’ i nostri diritti dall’alto di una supremazia che vuoi imporre con la dialettica o coi soldi; ricordi cosa ti ha detto? Bene, sono perfettamente d’accordo con mamma; anzi, adesso capisco anche perché vuole che ricominciate da zero; tu hai creduto di educare una povera baciapile ad un senso più moderno delle cose; in realtà devi essere tu ad educarti ad una dinamica più autonoma e creativa; tu devi imparare ad amarla per quello che è, non per come la vorresti tu.

Io non voglio essere la tua fotocopia, ma una donna libera di lottare da imprenditore con imprenditori; se non ti va bene, vado a farmi le ossa in un’altra azienda; sai quanti dei tuoi concorrenti stenderebbero tappeti a tua figlia che chiedesse un lavoro? Poi avrei anche il tuo patrimonio, quando te ne andrai da questa vita; ma io voglio crescere a fianco a te autonoma e libera; io voglio dire a Filippo che andremo a vivere insieme dove ci piaccia.

Il mio stipendio e il suo, uniti, ci consentirebbero una condizione dignitosa di coppia borghese; non devo per forza venire a stare nella tua nuova casa e convivere con la tua promessa sposa; ti è tanto difficile accettare questa semplice verità?”

“Carmen, torno a chiederti la stessa cosa; accetteresti di condividere l’appartamento con tua figlia e col suo compagno, alla faccia del tuo ex marito e dei pettegoli maligni? Bada che i nostri stipendi, insieme, consentono di sopravvivere bene … “

“Filippo, io sono strafelice anche solo all’idea che Laura torni a vivere intere giornate con suo padre, al lavoro, e lunghe serate con me e con il suo amore, all’insegna dell’affetto; è Laura che deve parlarne a suo padre … “

“Aspetta, amore mio, ora lo dico anch’io e senza remore, tu però hai detto che se voglio corteggiarti di nuovo, non rifiuteresti di finire a letto con me … “

“Un momento, prego; ho detto e ribadisco che sono disposta, dopo che avremo cenato, ad uscire con un corteggiatore e, forse, ripeto forse, anche a fare l’amore; non sono così bigotta da nascondere che da un anno non so cosa sia fare l’amore e non aspetto che di finire a letto con te, comunque tu ti comporti; ma ti ripeto che dovrebbe essere un nuovo inizio, non una ripresa.”

“Se la cena non va per le lunghe, potremmo passare la luna di miele in riva al mare … “

“Ma la distanza è notevole … “

“Laura, il ragazzo che io ho conosciuto e che spesso ho ritrovato in certe scelte non aveva nessuna esitazione ad arrivare al mare solo per raccogliere conchiglie … “

“E’ vero; ho visto le foto; eri davvero stupenda, all’età di Laura … “

“Hai curiosato tra le foto in camera di Laura?”

“Ho violato qualche tabù?”

“No; è quasi un tuo diritto conoscere la tua ragazza e i suoi genitori … vuol dire che se noi facciamo la ‘fuitina’ classica dei fidanzati, voi potete usare la nostra camera per lo meno fino a lunedì mattina … “

“Nient’affatto; domani approfittate della giornata festiva e portate le vostre cose qui; da lunedì sarai inquadrata come mia vice con l’appannaggio sindacale; io e Carmen domani sera torniamo direttamente alla nostra nuova casa e ci stabiliamo lì; voi potete rilevare l‘affitto e tenervi la casa dei ricordi … “

“Però dobbiamo parlare tanto, tantissimo … “

“Per quel che ricordo, ed ho buona memoria, riesci a parlare molto prima, mentre e dopo che facciamo l’amore; che debba scusarmi, è assodato; che dobbiamo rivedere molte cose è naturale; che non ho mai smesso di amarti, non l’ho detto spesso, ma davanti a due testimoni ti giuro che è vero … “

“Ragazzi, qui è tutto freddo; capisco che fremete più di me dalla voglia, sbrighiamoci; dopo un anno ho un corteggiatore che amo e non vedo l’ora di finirci a letto, perdonate la brutalità; forse rinuncio anche al mare; la luna di miele posso viverla nella nostra nuova casa; ti amo, stupido; sono pronta a tutto, con te … “

Si sedettero a sbocconcellare il cibo raffinato consegnato dal ristorante, alternato a baci, carezze e strette feroci da innamorati, i ragazzi da una parte e gli adulti dall’altra; poi Laura e Filippo sparirono in camera e i coniugi si rotolarono per un poco su un divano; Carmen sbavava dalla voglia di lui e lo sommergeva di baci, lo accarezzava in ogni parte, si stringeva e si rotolava a sentire tutto il corpo; pianse anche un poco, ma solo per l’emozione di ritrovare il suo uomo.

“Forse è bene che ti porti qualche cambio … “

“Basterà uno; domani pranzeremo insieme e anch’io farò il trasloco; ti garantisco che non ti consentirò più né di andartene, né di cacciarmi; troveremo una piattaforma per viverci al meglio; se vorrai imporre il principio di libertà, sarà paritario; se decidi che sono solo tua, allora sarai solo mio; se sceglieremo di essere complici e solidali, non ho più bisogno di lezioni; ho preso la maturità e sarò brava come non immagini.”

“Vuoi dire che potremmo addirittura pensare ad un incesto, se ti venisse voglia di uno scambio di coppia con nostra figlia?”

“Peppe, io so di Laura molte cose che tu ignori; se la stuzzichi bene, l’incesto sarà doppio; mi è stato detto che come lesbica è assai brava; e io amo mia figlia come amo te; non mi dispiace l’idea di lasciarti guardare mentre faccio l’amore con nostro genero ... “

“Sei già così perversa?”

“No; sono predisposta alla perversione e non mi fa paura niente … a patto che tu sia sempre addosso a me o almeno nel mio campo visivo, qualunque cosa facciamo … “

“Prendi i ricambi e andiamo; mi sa che faremo l’amore più parlando che copulando … “

“Amore, per un anno sono andata avanti masturbandomi; se ti raccontassi le fantasie con cui mi eccitavo, credo che ti spaventeresti … “

“Non credo proprio; Carmen in versione sesso estremo può solo intrigarmi; mi hai già fatto eccitare; se non andiamo via, dovremo arrangiarci sul lettino di Laura … “

Lei aprì la porta della camera ed entrò senza riflettere; la figlia le apparve carponi sul letto, col didietro proteso a farsi penetrare con foga dal compagno; Carmen ebbe solo per un attimo la visione del notevole fallo di Filippo saldamente piantato nel ventre di Laura e ne fu impressionata specie quando sentì i gemiti e le frasi smozzicate della figlia che lo incitava a riempirla e urlava il suo godimento; prelevò una combinata reggiseno e slip da un cassetto e andò via senza quasi farsi notare.

Peppe la vide sconvolta e le chiese con lo sguardo cosa succedesse; con un gesto della mano lasciò intendere che li aveva sorpresi in pieno amplesso, ‘a pecorina’ sussurrò soltanto.

“Vuoi che ci arrangiamo in camera di Laura?”

“No; voglio che andiamo alla nostra nuova casa; ma stasera devi farmi recuperare un anno di amore; e da questa sera non ti mollo più, credimi.”

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