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Erotika
Formazione … deviata · Cap. 5
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Capitolo 5 di 6 15 min di lettura

La casa nuova e quella dei ricordi

Lui ha comprato una casa nuova e vuole vendere la vecchia; la moglie chiede di fittarla a lei che non vuole perdere i ricordi di una vita; la donna riesce a costruire con sacrifici una nuva realtà; il marito e la figlia sentno i grossi scricchiolii di una vita sacrificata alle vogle dell'arremnte promessa sposa di lui; i tempi sono maturi per una resa dei conti.

geniodirazza
1 anno fa · 300 letture · 0

“Va bene, facciamo appuntamento con il proprietario e definiamo il cambio di titolarità; con la separazione è anche più facile; poi, col contratto in mano, cambierai il titolare delle bollette per i beni di consumo-”

“Mamma, sei convinta di farcela? Il tuo stipendio è buono, ma un affitto così … “

“Laura, ci sono cose, in questa casa, che non hanno prezzo; alla peggio, imparo a subaffittare ai supplenti temporanei; ce ne sono sempre molti che hanno bisogno di un posto letto; ma forse tu ne sai qualcosa … “

“Perché dovrei saperne?”

“Vuoi giocare a nascondino anche con me? Ero brava da bambina; potrei risponderti che anche gli universitari hanno questo problema; ma sono leale come sempre; Filippo è un carissimo ragazzo che quotidianamente mi assilla col panegirico delle qualità di Laura, la sua fidanzata; immagino che tu non gli abbia detto che la donnaccia che tuo padre ha cacciato via e che voi due disprezzate è tua madre quindi non può sapere che mi gonfia di orgoglio quando loda mia figlia … “

“In compenso, è un tuo sfegatato ammiratore; non ci ha mai provato?”

“Sei troppo esperta per non sapere che, se non gli mandi segnali di disponibilità, nessun maschio si azzarda a ‘provarci’, come dici tu; il tuo ragazzo è dolcissimo, intelligente e preparato; non inquina la sua intelligenza ‘provandoci’ con una collega anziana che non fa niente per dichiararsi disponibile; sono certa che non sbagli a credere in lui e a costruirci qualcosa di positivo; anche se in questo momento è stupido dirlo, mi ricorda tuo padre alla sua età; ma lui sa tutto del tuo vissuto e non è talebano.”

“Diciamo che come genero lo vedresti bene.”

“Gliel’ho anche detto; ma forse Carmen è un argomento tabù tra voi.”

“Mamma, se torni ad abitare qui, mi permetti di venire a respirare la nostra aria antica?”

“Laura, nel monolocale non c’è posto nemmeno per sederci; le pochissime amiche che raramente vengono a trovarmi si devono sedere con me sul letto; ma qui c’è addirittura la stanza che fu tua; se combino l’affitto, possiamo anche mangiare un trancio di pizza insieme, se qualche volta ti va … “

“Posso portarmi anche Filippo?”

“Pensavo di fartelo trovare io, insieme alla pizza, da mangiare caldo; se poi decidete di vivere insieme, la tua camera si presta … e io sarei felice di vivere al vostro fianco.”

“Con me non ci verresti a cena?”

“Peppe, io ti amo; pensavo di non dovertelo ripetere; non è una copula che intacca l’amore; ma neppure un certificato qualsiasi; ti ho chiesto di essere amici; mi hai detto di si; ti dico che ti amo come sempre è stato, da quando ti ho conosciuto; niente è intervenuto a farmi cambiare idea; scontri, offese, minacce, carta straccia di documenti non servono contro l’amore; sei tu che forse metti la tigna, l’orgoglio, l’arroganza prima di tanti altri sentimenti.

Non sei così stupido da non renderti conto che sono qui ad elemosinare i ricordi, anzi ad impedirti di distruggerli, perché racchiudono il nostro amore, tuo ma anche mio e di nostra figlia, che ne è frutto; siamo alle solite; tu goditi le tue farfalline o farfallone, facci sesso, non riuscirai ad amarle, perché dopo me e Laura non ne hai più; non riuscirai a farti amare, perché solo due donne, tua figlia e tua moglie, potevano accettarti totalmente, anche coi tuoi vizietti e le tue arroganze.

Se ti va di cenare con me, volentieri passo una serata meravigliosa con un uomo che stimo moltissimo, oltre ad esserne innamorata; non sperare nel dopocena; ho deciso di attendere il principe azzurro; prima di finire in un letto, ho bisogno di prove e di certezze; posso anche rimanere sola ad aspettare la vecchiaia e la saggezza … o forse la morte, chissà … “

“Mamma, puoi prendere con me un impegno? … Garantiscimi che non morirai prima di aver partecipato alla mia festa di laurea, al mio matrimonio e alla nascita del tuo primo nipote … “

“Tesoro, l’uomo propone e Dio dispone; se avrò abbastanza vita, voglio essere la tua migliore amica ed esserci alla laurea, al matrimonio e in sala parto; se dovessi trovare il mio principe azzurro, la condizione di base sarà che mia figlia conta infinitamente più di qualunque altra persona, o di qualunque altra cosa. Ti basta come impegno?”

“Mamma, ti voglio bene … Perdonami.”

Se ne andò e mi lasciò con un groppo difficile da digerire; quella notte mi agitai chiedendomi se non stessi sbagliando ancora, arroccandomi dietro l’orgoglio; poi, per fortuna, fummo presi, lei dalle incombenze per volturare i contratti e sistemare la casa alle sue esigenze, io per definire il nuovo appartamento; il doppio trasloco si realizzò nel giro di qualche settimana; la sera che mi consegnarono le chiavi, cenammo insieme, io e Rossella, Laura e Filippo; dopo cena, inaugurammo la casa.

Era un appartamento abbastanza grande, con due camere ampie ed una piccola per gli ospiti, i doppi servizi ed un grande salone, per metà sala da pranzo e per l’altra metà sala di ritrovo con grandi divani e poltrone; la cucina era grande ed abbastanza ampia per servire per i pranzi e le cene ordinari; con Laura mi ero tacitamente inteso che avremmo preso ciascuno una camera per dormici, io con la nuova compagna e lei con il fidanzato.

Quello che non avevamo potuto prevedere, e di cui ci accorgemmo solo dopo che vi avevamo passato una notte di passione smodata ciascuno per suo conto, era che le camere comunicavano con una parete che lasciava passare anche i sussurri, per cui si copulava con la coscienza che dall’altra parte si potevano sentire netti quasi tutti i movimenti che la lussuria produceva; ridendo,ci suggerimmo a vicenda di usare tappi da orecchie se non volevamo essere disturbati da quanto avveniva nella camera adiacente.

La prova generale la facemmo la sera stessa della cena, quando inaugurammo le rispettive camere con addosso una giusta animazione per la novità dell’evento e per la particolarità delle scelte di quei momenti, dal cambio radicale di vita alla cessione a Carmen del nostro vecchio appartamento, dove comunque sia io che Laura lasciavamo una scia di ricordi lunga almeno vent’anni, per lei la vita vissuta fino a quel momento.

Con Rossella avevo già avuto modo di copulare in diverse occasioni; da qualche settimana mi corteggiava con insistenza e non nascondeva di cercare una situazione stabile, che le consentisse di prendere in toto il ruolo e il posto della mia ex moglie; benché da sempre fossi abituato a fare sesso in qualunque condizione e con chiunque mi capitasse, quella particolare storia mi turbava molto, perché a nessuna fino a quel momento era stato concesso di pensare ad un rapporto quasi matrimoniale.

Laura era particolarmente ostile a quella soluzione; a mia opinione, si trattava di difendere, inconsciamente, un posto e un ruolo che da sempre aveva assegnato a sua madre; io ero più disponibile, perché in qualche modo speravo di cambiare il mio stato anche civile e di creare una nuova dimensione di vita, possibilmente con una compagna che aderisse più felicemente di Carmen al ruolo che mi piaceva assegnarle, di complice delle mie malefatte disposta ad adeguarsi alle mie scelte.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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