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Erotika
Formazione … deviata · Cap. 3
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Capitolo 3 di 6 15 min di lettura

La terza piazza 1

Nella 'scuola di sesso' è il momento dlele trasgressioni con altri; lei però anticipa i tempi e sceglie da sola i partner; lui se ne risente perhè vede incrinato il suo ruolo di maschio Alfa.

geniodirazza
1 anno fa · 326 letture · 1

Mi raggiunsero dopo poco in cucina mentre versavo nella cuccuma il caffè appena fatto; mia moglie mi chiese se mi ero incavolato per la sua scelta autonoma; le risposi che avevo fatto onore all’ospite; la ragazza mi sorrise e assentì; nessuno fece riferimento al fatto che, delle due, una era stata totalmente da me trascurata; quando la ragazza andò via, lei mi chiese se avevo punito una sua scelta arbitraria; mi limitai a dire che, libera lei di portarsi a letto la ragazza, libero io di copulare con chi mi andava.

Stavolta tardò meno per riproporsi; dopo circa un mese mi ritrovai ancora nella situazione di dovere affrontare lei e un ospite, stavolta un maschio, che era talmente ordinario da non lasciarmi nessuna impressione o memoria; come per la ragazza, nemmeno il nome mi fece conoscere; semplicemente, quando, entrando, la trovai con lui in cucina, lui seminudo e lei in vestaglia, mi comunicò che aveva scelto il maschio per la ‘terza piazza’ e che dovevo accettare di copulare in trio con lui; non obiettai.

Andai anche stavolta in bagno e mi feci una doccia veloce; uscii in accappatoio e andai in camera, dove li trovai intrecciati a montarsi a missionaria; mi sdraiai a fianco a loro; lui ebbe il buonsenso di rovesciare la coppia, perché stava cavalcandola da sopra; quando mi accostai e appoggiai il fallo sul suo sedere, fu preso dal terrore che intendessi stuprarlo e si affrettò a ribaltare la situazione; in un attimo, mi trovai di fronte al sedere di lei ben evidente, impalata com’era sul notevole fallo di lui.

Il sangue mi andò alla testa; per la seconda volta aveva calpestato il principio di sincerità e di lealtà, obbligandomi ad una situazione di cui non mi aveva detto niente; le spinsi il fallo nel sedere, con una violenza che non ritenevo compatibile col mio carattere; l’ano si lacerò, probabilmente, e i testicoli andarono a sbattere su quelli di lui; per un attimo, rimase a bocca spalancata, cercando aria per respirare; poi l’urlo arrivò sino alla piazza.

La ignorai completamente e cominciai non a montarla ma a sbatterla come una bambola; l’altro godette della situazione e si eccitò del dolore di lei; addirittura, ironizzò che lei, abituata al mio fallo nel sedere, si era spaventata per una semplice doppia penetrazione; i suoi buchi erano avvezzi alle scopate, quindi non vedeva motivo perché protestasse; il discorso mi colpì come una mazzata; lui sapeva che lei era sfondata, quindi copulavano già da tempo, evidentemente.

“Peccato che tu non abbia provveduto prima; non sarebbe stata sorpresa da me impreparata!”

“Non c’è stata occasione, altrimenti sarei stato felice di svezzarla io alla doppia … “

Guardai negli occhi Carmen, torcendole dolorosamente il collo; lessi sfida nel suo sguardo e decisi che avrei agito da carogna, assai peggio di lei; intanto, la cavalcai senza limiti e senza freni; frenai l’orgasmo almeno una decina di volte per continuare a violentarla dappertutto; dopo averle massacrato il sedere, quando lui chiese di scambiarci di posto, le sbattei in vulva il fallo e non mi presi nessuna cura del suo clitoride; la vedevo cupa e dolorante, ma determinata a stringere i denti; volli farle male.

Come non mi era mai capitato di fare, con nessuna delle donne con cui avevo copulato, infilai il fallo nella vulva mentre lui la montava da sotto; anziché entrare nel sedere come si aspettavano, le slabbrai la vulva entrandoci in doppia anch’io; vidi la meraviglia sul viso di lui e il dolore represso dalla tigna in quello di lei; peggio ancora, quando lui la fece sedere sulle sue cosce e le piantò il fallo nel sedere, io entrai nello stesso foro, con l’aiuto di uno speciale lubrificante che mia moglie aveva adottato.

Sentii lo sfintere che collassava ma cinicamente spinsi il fallo fino in fondo; lui le stava alle spalle, ma io chiaramente vedevo le smorfie di dolore a cui resisteva con la tigna e le lacrime che le rigavano il volto; perfidamente, spingevo a fondo con colpi che la squassavano; lui eiaculò ed era la terza volta che lo faceva; io resistetti ancora e continuai a martoriarla nel sedere e nella vulva, che investivo insieme; cedetti solo quando con voce rotta mi pregò di smettere perché non ne poteva più.

Mi rifugiai in cucina, in accappatoio, e preparai il caffè; l’ingenuo amante di lei ebbe l’improntitudine, senza conoscere la realtà, di dire che era contento che ci fossimo chiariti; non lo salutai nemmeno, quando si congedò; lei gli promise che si sarebbero rivisti.

“Quindi mi fai le corna da molto e quello è il tuo amante … “

“Quello è un fallo che mi piace e che mi intriga; sono libera di fare quello che hai fatto per dieci anni … “

“Ed io sono libero di trarre le conseguenze … “

“Se chiedi la separazione, esigo un assegno stratosferico … “

“Carmen, non te la prendere; sei una donna di grande intelligenza ma, come hai detto tu stessa, il fallo ti sballa e mi costringi a darti lezioni. All’avvocato che ti rappresenterà, se andremo a processo per la separazione, fai presente che mi avete costretto a firmare un accordo per il regime di beni separati; tu hai lo stipendio di insegnante; vivrai di quello; Laura viene a stare con me; guadagno quattro volte più di te; mi sa che dovrai restringerti un poco; non credo che il tuo amante possa mantenerti nel lusso.”

“Sei la solita carogna opportunista; la logica è lo strumento per fare il maschio alfa … “

“A proposito di esigenze di maschio, non sei riuscita neppure a farmi godere … “

Diventò rossa come un peperone e vidi chiaro che dovette fare uno sforzo enorme per imporsi di non spaccarmi in testa il vaso di cristallo al centro del tavolo; mi ero attaccato al telefono e stavo chiamando la sua amica Mirella.

“Ciao, amore, la stupida mi ha lasciato a secco, aveva il suo amante da coccolare; che ne dici di andare a cena e offrirmi la spalla per piangere? … Quello lo davo per sottinteso; ho ancora i testicoli che mi scoppiano; devo scaricare tutto quello che mia moglie non è in grado di esaurire; quindi, cena e dopocena. Fra un’ora passo a prenderti.”

“Che fai, ora?”

“Quello che fai tu, esprimo la mia libertà di vita e di copula … mia cara!!!!!!”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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