“Adesso tu sei la ragazza vergine che io sto per deflorare; lascia stare i dati storici e anagrafici; sei la mia Silvana, la ragazza che fino a stamane non conoscevo e che ora voglio ad ogni costo; non sai niente di sesso e ti puoi solo abbandonare a me che sono il tuo amore unico e immenso. Ti è chiaro, tesoro mio?”
“Mi lasci piangere almeno due minuti, visto che devo sacrificare a te tutta la mia vita passata? Io davvero voglio essere la tua ragazza innamorata e inesperta, la Silvana imbambolata che aspetta solo di fondersi col tuo amore; ma dammi il tempo di assaporare la novità … “
La penetrazione fu lenta, dolcissima; lei riuscì ad attivare i muscoli, quando sentì la cappella violare la vagina; accompagnò la penetrazione con una fontana di umori che sgorgavano naturalmente; piangeva anche, ma di gioia, e baciava lui con tutto l’amore che finalmente conosceva; dopo averne sentito parlare con entusiasmo, scopriva davvero che una ragazza impacciata, dentro di lei, riceveva nel corpo il sesso del ragazzo impacciato che lui tirava fuori.
Fu un orgasmo dolcissimo, quello che si scatenò tra due vecchi peccatori incalliti che scoprivano la dimensione di un amore assolutamente vergine; per la prima volta, dopo tante prove, lui si sentiva davvero casto mentre violava l’intimità di una donna, spinto solo dall’amore che gli urgeva dentro; per la prima volta lei sentì una mazza inondarle il ventre non per sfogarsi ma per comunicarle la passione di cui era portatrice; l’amò come non le era mai capitato.
Si spogliarono reciprocamente con la delicatezza che alcune persone usano per spacchettare un regalo pregiato e importante; facevano emergere dai vestiti, come da carte pregiate o stoffe delicate, i corpi conosciuti, vissuti e amati in diverse occasione; eppure riscoperti come nuovi, regalo della fortuna o dell’amore; ogni tratto che emergeva era aggredito con voglia cannibalistica, con baci, leccate, morsi e titillamenti.
Si succhiarono reciprocamente i capezzoli, in entrambi duri e ritti; lui si scatenò sul ventre e sulla vulva con la passione del ragazzo che scopriva il piacere in bocca degli umori genitali di lei; percorse in lungo e in largo le cosce, le natiche, il perineo e la ricoprì totalmente di carezze, linguate e morsi; si dedicò con passione alla vagina e strappò orgasmi feroci dal clitoride; coprì il viso di piccoli baci deliziandosi a sentire il sapore della bocca nella sua.
Lei affrontò la fellazione come non avesse avuto mai in bocca un sesso; ma lo trattò con l’entusiasmo di ragazzina scoprendo progressivamente il piacere di affondarlo in gola, sfidando la sua stessa capacità di arrivare ai peli pubici nonostante la stazza; leccò asta e testicoli per tutta la superficie, copulò in gola fino a provare conati di vomito e senso di soffocamento; carponi sul letto, si fece penetrare da dietro in vagina e si godette la massa della mazza che le inondava il ventre.
Lui la cavalcò tenendola per i fianchi, prima, e per i seni, poi; furono tentati di sperimentare un’ennesima volta, come fosse la prima, il coito anale; ma lei gli chiese di rinviarlo ad altro e più favorevole momento; eiacularono insieme, con grande felicità; dopo essersi scaricati, si trovarono sdraiati a guardare il soffitto inseguendo il sogno che aveva preso corpo; tenevano le mani sul sesso dell’altro, quasi a decretarne il diritto di piacere; per la prima volta, lei si sentì posseduta e felice.
Si abbracciarono con una foga che prima non avevano mai provato e lei colse il piacere di sentirsi titillare dalla mazza che strusciava sulla vagina e stimolava il clitoride; ebbe persino un orgasmo e avvertì lui che fu a un passo dall’eiaculare con lei; sentivano i corpi toccarsi in ogni punto, dalle spalle ai piedi attraverso il petto e il ventre; lei ebbe la sensazione di scoprire quel corpo per la prima volta, forse perché adesso l’amava sul serio.
Si calmarono e lui la abbracciò da dietro; lei si adagiò serena e sentì il corpo di lui fremere contro le natiche e la schiena; gli chiese di lasciarla addormentare così, stretta a lui e col sesso piantato tra le natiche, ma senza tentare ulteriori penetrazioni; voleva gustarsi il piacere tutto ‘normale’ di addormentarsi tra le braccia dell’uomo amato; lui le accarezzò delicatamente tutto il corpo e la rassicurò.
Prima di cedere al sonno che li assorbiva dolcemente, le precisò qualche dato che risultava particolarmente importante.
“In quel negozio dove lavoro, io stabilisco i turni, ma decido anche le assunzioni e i licenziamenti; ho concordato con la direzione che c’è ancora bisogno di una commessa esperta alle casse; tu hai molti anni di esperienza; il tuo posto quindi è già stato fissato; hai due giorni per impacchettare le tue cose; un furgone che deve trasportare elettrodomestici al tuo paese, al ritorno porta qui i pacchi.”
“Dove li deposito?”
“A casa nostra … “
“Nostra?!?! Ma c’è una sola casa, la tua … “
“Ricordi la cassiera che una volta mi offrì di stare a casa sua e poi la ribattezzò ‘nostra’? Adesso sono io che a quella cassiera dico che può venire a stare nella mia casa e battezzarla nostra.”
“Ma quei due erano una coppia di fatto almeno per una mezza settimana … “
“Ti spaventeresti se ti proponessi di diventarlo a tempo pieno?”
“Solo se mi imponi l’impegno ad essere innamorata e fedele, di fare l’amore solo con te e, in tempi brevi, di fare un figlio prima di essere troppo vecchi … “
“Non ce la fai a tenere l’asticella bassa, eh? … Scherzo; saremo una piccola coppia borghese e ci faremo le corna che si fanno le piccole coppie quando il matrimonio stanca uno dei due … “
“Tu porta la tua passione e la tua mazza dove vuoi, io mi dedico solo a te e voglio solo te … finché non avrò un figlio e ti amerò attraverso di lui, a costo di amare solo lui quando tu te ne andrai in cerca di mogli insoddisfatte. Patto concluso?”
“Hai due giorni e per venire a stare da me, con me; poi voglio rifarmi di mesi di attesa del tuo amore … “
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