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Erotika
Cuckold · Cap. 5
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Capitolo 5 di 8 16 min di lettura

Eugenia

Nella schermaglia infinita, lui aggancia un'altra amica di Silvana e si organizza per scoparci con tutta l'anima; passa la settimana a scopare con Silvana rivelandone lati sentimentali e nobili; ma il fine settimana lo trascorrono lei nei suoi bagordi inontrollabili e lui con Eugenia, madre di un bambino e vecchia amica , che gli si concede totalmente e con amore.

geniodirazza
1 anno fa · 210 letture · 0

Cuckold 5 Eugenia

Si trasferirono in camera e Silvana si sedette sul bordo del letto; afferrò per i fianchi lui e cercò di portarsi il sesso alla bocca; Ottavio la spinse con forza e la stese supina sul letto; le sollevò i piedi fino alle sue spalle e la scosciò oscenamente; si fiondò sulla vulva spalancata e prese a titillare voracemente; afferrò il clitoride tra le labbra e lo succhiò come un poppante sull’orlo della crisi per fame; lei si sentì aspirare la vita dalla vagina e urlò due orgasmi di fila.

La sollevò in blocco, con qualche sforzo, e la depositò al centro del letto; si distese su di lei, fece scivolare l’asta fino alla vagina e la penetrò dolcemente, lentamente; quando raggiunse la cervice, si fermò e restò immerso in lei.

“Perché non ti muovi a cavalcarmi come fanno tutti i cristiani?”

“Perché deve essere la tua vagina a prendermi e a godermi; metti in azione i muscoli interni, se non ti si sono atrofizzati per mancanza prolungata di uso corretto; succhiami nella vagina il sesso e fammi godere, stupida!”

Lei si accorse che davvero aveva sempre saputo copulare succhiando nel ventre l’asta; ma da troppo tempo si era limitata a sentirsi scorrere una mazza, più o meno grossa, nel canale vaginale e gli orgasmi arrivarle dal movimento del maschio; ritrovò di colpo, perché certe cose non si dimenticano, il piacere di ‘mungere’ il randello e sentirsene piena perché i muscoli stringevano il canale e le davano la sensazione di una pienezza dimenticata; l’orgasmo vaginale le esplose fino ad uno squirt ricco e violento.

Quando la cappella le spinse con forza l’utero, il piacere si trasferì più in alto; quasi recuperasse funzioni obsolete; il sesso tornò ad attivarsi in ogni punto e fremette di piacere ad ogni colpo che lei stessa imprimeva al sesso di lui; anche l’utero esplose in un orgasmo quasi imprevisto; contemporaneamente le mani di lei e di lui si mossero sul sesso e, mentre lui infilava nell’ano un dito che le procurava nuove sensazioni di piacere; lei strapazzava il clitoride fino a farlo esplodere.

“Che aspetti a godere? Quando ti decidi a venire?”

“Sto godendo assai di più per i tuoi orgasmi che sento vibrare sulla mia carne … “

“L’ho detto che sei un cuckold; forse non mi ami abbastanza, ma vedermi godere ti eccita; sei il classico cornuto contento.”

La fece rotolare sul letto e si fiondò sulla sua schiena; il batacchio si infilò fra le natiche e, a sorpresa, senza nessuna preparazione, sfondò l’ano che non se l’aspettava; lei urlò come un animale ferito.

“Adesso non godi? Ma adesso godo io e ti sfonderò tutta, ti spacco i lombi e ti faccio veramente male, stupida, presuntuosa, saccente e prepotente!”

“No, per favore; domani non mi potrò muovere se continui a sfondarmi a freddo; ritiro tutto, ti chiedo scusa; non mi fare male, ti prego.”

“Quante volte lo dici quando ti fai sfondare nei bagni? Quante mazze ti prendi che ti arrivano allo stomaco, passando per l’intestino? Sei una troia imperdonabile e irrecuperabile; farei bene a mandarti a farti sfondare da tutti i tuoi amanti … “

“Ottavio, ti prego; ti chiedo scusa; ho esagerato solo per ferirti; torna te stesso; mi hai fatto godere tanto … non disgustarti di me … non sono come mi vedi ... sono assai più buona ... ti prego!”

Non c’era più l’atmosfera di buona volontà; trovarsi di nuovo davanti alla sua incapacità di vedere le cose dal punto di vista di un altro, aveva reso più feroce Silvana, ma anche un poco più cosciente delle sue esasperazioni; si sfilò con ogni cautela dal sesso che le aveva lacerato l’ano e corse in bagno a medicarsi; lui ritornò al divano letto e cercò di assopirsi; ma lei non volle mollarlo, non sapeva nemmeno lei se per arrendersi e chiedergli l’amore di cui aveva parlato Dora o se per portare la sfida fino all’estremo e rischiare tutto per tutto.

Si accosciò accanto al lettino e lo baciò voluttuosamente; lui rispose al bacio, le prese la testa e le succhiò a lungo la lingua; lo prese per la mano e lo guidò dolcemente di nuovo al letto, lo fece stendere supino al centro e si inginocchiò per succhiarlo.

“Per favore, puoi eiacularmi in bocca, almeno?”

“Perché tanta smania di sperma?”

“Perché è l’apice di ogni amplesso; una donna copula soprattutto per vedere la mascolinità esplodere dalla mazza, meglio ancora se riesce ad ingoiarla e a prendere in se la virilità del partner; perché lo sperma è quello che manca a noi donne; perché godiamo molto visivamente dell’eccitazione massima e dell’esplosione finale; perché mi piace vedere godere il maschio; perché voglio che finalmente la tua virilità mi esploda addosso e me la prenda io; vuoi qualche altro perché?”

“No; mi basterebbero rispose meno arroganti; io non so se riesco, a questo punto, a godere compiutamente; l’eiaculazione è un momento topico anche per me; ma io la lego alla comunicazione di sentimenti, di passioni; e tu finora mi dai solo rabbia e odio; non siamo fatti per comunicare e stiamo cercando di cucire insieme due pezzi di natura diversa, cosa impossibile senza traumi; non so quale copula con te mi darebbe la serenità per arrivare all’orgasmo; forse nessuna.”

“Molti si masturbano, per arrivare a godere; tu non ce la fai?”

“Tu parli di un movimento meccanico, la mano che scivola sull’asta; ma se, dietro, non c’è un desiderio, una passione, una qualsiasi forma di amore, quel movimento è meno valido della tua bocca sul sesso o della vagina che si svuota sull’asta; come faccio a farti capire che è prima un problema di testa e di cuore e solo dopo, alla fine, un problema di meccanismi?”

“Lo so; lo capisco; solo mi aspetto che tu trovi dentro di te una motivazione per godere davanti a me, sul mio corpo, nella mia bocca, nella vagina o nell’ano, anzi lì proprio no perché l’hai conciato male … “

“C’è qualche motivazione valida, nel tuo corpo, per stimolarmi un orgasmo pieno?”

“Come hai detto? ‘Se sai che vuoi trovare, allora cerca; se non vuoi, è inutile’; tu vuoi trovare o umiliare?”

“Il verbo lo hai scelto bene, ‘umiliare’; meglio non analizzare; c’è della passione in te? C’è traccia di un sentimento?”

“Sì; ce n’è più di quanto io voglia e assai più di quanto vuoi credere; è nascosto, ma c’è, lo sai; sei riuscito a farne emergere tracce evidenti; se vuoi, puoi darmi la più bella eiaculazione del mondo; e non sto sfidando; sto dicendo quello che penso.”

“Strofinati un capezzolo e il clitoride, mentre io mi masturbo; al tuo orgasmo, il mio ti esploderà sul viso e in bocca … “

Cominciò a masturbarsi convintamente mentre lei, con le due mani, si titillava il seno e il clitoride; il viso trasfigurava, a mano a mano che la passione la prendeva e la travolgeva; erano entrambi in un condizione di estasi, finché lei esplose in un urlo che niente aveva di umano; contemporaneamente, lui lanciò uno spruzzo violento di sperma sul seno a cui seguirono molti altri che si andarono a depositare sulla lingua di lei, che l’aveva tirata completamente fuori, in bocca, sulla gola e sul viso.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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