Vai al contenuto
Erotika
Cuckold · Cap. 5
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 5 di 8 16 min di lettura

Eugenia

Nella schermaglia infinita, lui aggancia un'altra amica di Silvana e si organizza per scoparci con tutta l'anima; passa la settimana a scopare con Silvana rivelandone lati sentimentali e nobili; ma il fine settimana lo trascorrono lei nei suoi bagordi inontrollabili e lui con Eugenia, madre di un bambino e vecchia amica , che gli si concede totalmente e con amore.

geniodirazza
1 anno fa · 210 letture · 0

Si accasciarono sul letto quasi svuotati, ma si tenevano abbracciati; a vederli in quel momento, parevano proprio innamorati.

“Hai visto che sono quasi innamorata di te?”

“Ho visto che hai tanta passione da dare; la vorrei far esplodere tutta; se vuoi la stessa cosa, possiamo senz’altro fissare l’accordo che proponevi, da lunedì a giovedì coppia di fatto, i week end liberi tutti; per una donna calda come te posso starci.”

“Finché ti odierò, sarò la partner ideale per farti andare sulle montagne russe dell’amore e dell’odio; se dovessi innamorarmi di te, sarebbero dolori, non solo per me … “

Cominciò la quindicina desiderata e temuta di ‘sperimentazione della convivenza’ che, accanto alla banalità del quotidiano, impegnava momenti di tenerezza via via più intensi e frequenti accolti con entusiasmo da lui, ma solo con una certa serenità da lei, perché comunque aleggiava su loro l’ombra cupa della convinzione che lei non aveva affatto rinunciato a dimostrare che lui era cuckold, cornuto e omosessuale.

Tutto filò liscio fino al giovedì; i due amanti cercarono di organizzare la loro giornata in maniera da incontrarsi anche mentre erano impegnati fuori casa; lui rispettava gli accordi con i clienti e visitava le case dove era richiesto il suo intervento per l’ordinaria manutenzione, per la sistemazione e il montaggio di nuovi acquisti o per la progettazione di nuovi allestimenti; questa era la parte che amava di più e che gli consentiva spesso di frequentare ambienti e persone nuove e interessanti.

A pranzo, si incontravano alla mensa operaia dove si erano conosciuti; il pomeriggio, lei tornava alla cassa fino a chiusura del supermercato e lui visitava, in genere, il secondo cliente della giornata; se avessero deciso di cenare in mensa o in un’osteria economica della zona, vi avrebbero fatto appuntamento; se si fossero accordati per cenare a casa, lei avrebbe portato il necessario dal supermercato dove lavorava e trascorrevano la serata come una normale coppia annoiata, più o meno.

Poi si scatenava la lussuria che avevano congenita; bastò una sola notte a letto insieme, impegnandosi a non ‘graffiarsi’, per stabilire una piattaforma di buona intesa che si rivelò più agevole del previsto e fortemente positiva per la sintonia che scattò; Silvana sembrava quasi ‘arrendersi’ a copulare con molto trasporto, con tanta passione e con un pizzico di sentimento, quel tanto che bastava a creare fusione e a rendere reciproca la voglia di conoscersi e di scavare dentro per intendersi.

Ottavio lasciava emergere tutta la sua libidine e la perversione che aveva mascherato fino ad allora; lei scoprì allora il vero amante appassionato che le amiche avevano assaggiato; percorsero insieme tutti i sentieri del sesso e praticarono le copule più ardite; lei era felice di scoprire un compagno di letto che applicava tutta la sua conoscenza per osare l’inosabile, nei gesti e nei colloqui che ‘decoravano’ i lunghi amplessi; a volte dovevano obbligarsi a dormire per essere in grado di lavorare il mattino seguente.

Ottavio poté finalmente lasciarsi andare e scoprì nella donna la compagna ideale per fare sesso con molto trasporto, spesso con amore, e soddisfare le voglie più segrete mai realizzate con altre; le prime tre notti furono letteralmente ‘al fulmicotone’ e si trovarono a scoprire progressivamente tutti i punti erogeni del corpo dell’altro, le preferenze sessuali, le posizioni e le carezze preferite; la ‘prova del fuoco’ li attendeva il giovedì sera.

Lei aveva avvertito che dopo cena sarebbero andati al bar per incontrare gli amici ed organizzare le serate del venerdì e del sabato, con le conseguenze che sarebbero derivate dalla libertà di copula che si era riservata; proprio quella mattina, lui visitò la casa di una coppia di giovani sposi; la moglie Eugenia dimostrò, fin da quando lo accolse sulla porta, la disponibilità ad ‘altro’ dalla progettazione dell’allestimento degli elettrodomestici.

Abituato ad affrontare certe situazioni, Ottavio fece in modo da entrare in sintonia con lei e si passarono, sotto il naso del marito ignaro, le indicazioni per trascorrere insieme delle ore di buon sesso; venne a sapere che lei era insoddisfatta perché lui si occupava del lavoro più che di lei; che lei restava sola troppo spesso e che avrebbe gradito attenzione e moine; scoprì che il giorno seguente il marito sarebbe partito per un impegno lavorativo in una zona vicina qualche chilometro.

Sarebbe tornato la mattina del sabato e invitava la moglie a farsi trovare pronta perché l’avrebbe portata, per i due giorni finali del week end, in visita a Ravenna, città d’arte bellissima e affascinante; l’ammiccamento a Ottavio indicò con chiarezza che la signora intendeva godersi l’assenza di lui nella notte tra venerdì e sabato per scatenare le sue voglie; lasciò al marito il biglietto da visita con i recapiti ufficiali; a lei, segnò sul telefonino il numero del cellulare privato; lei fece lo stesso con lui.

Alla chiusura del supermercato, andarono a cena, come concordato, in una pizzeria sotto casa e lei fremeva dalla voglia di incontrare gli amici nella nuova condizione di coppia; come era largamente previsto, lo lasciò su uno sgabello del bancone e si infilò in bagno con uno spasimante; Lorena, una giovane donna che frequentava lo stesso locale, si accostò a lui e tra una chiacchiera e l’altra gli rivelò che da Dora aveva saputo quale pozzo di piacere si nascondesse nell’uomo bistrattato da Silvana.

Non cercò neppure di difendersi e le chiese direttamente se era interessata a provare personalmente l’esperienza; l’altra gli fece osservare che viveva da sola con un bambino di pochi anni e che doveva organizzarsi per passare una notte con un amante; decisero che il sabato sera lui poteva raggiungerla a casa e passare la notte, in tutto o in parte, con lei; gli indicò l’abitazione, sita sulla stessa piazza, dal lato opposto; un colpo di telefono sarebbe bastato per incontrarsi; si scambiarono i numeri e lui promise.

Il venerdì risultò giornata di grande fibrillazione, per Silvana, ansiosa di sperimentare il nuovo modo di gestirsi la libertà in presenza di un rapporto impegnativo ma che non voleva ostativo; lui cercò di rasserenarla, garantendole che per quei due giorni poteva anche sparire; ma con la solita arroganza lei gli impose di essere disponibile almeno per accompagnarla al bar; lui promise ma l’avvertì che da lì alla discoteca e dalla discoteca a casa doveva chiedere ai suoi compagni di bagordi.

Il venerdì, cena a toast, perché Silvana era impegnata a pulirsi tutta, fino al retto per le copule anali; alle dieci, puntuali come la morte, erano al bar con gli amici e subito dopo lei sparì nel bagno; Ottavio chiamò Eugenia con cui aveva appuntamento, e le comunicò che entro dieci minuti le avrebbe suonato il campanello; fermò la macchina in un parcheggio defilato e andò a casa di lei che si era organizzata a puntino per una ‘notte brava’.

L’ambiente, con le luci soffuse, era ancora più accogliente di come lo aveva visto in piena luce; lei era molto più bella con indosso solo una vestaglia di velo e trine che non copriva ma sottolineava il corpo giovane e tonico; senza intimo, presentava un seno pieno ma sodo che reggeva benissimo i capezzoli puntati arditamente in avanti; la vulva completamente rasata si notava soprattutto per il grosso clitoride che si ergeva come un fallo tra le piccole labbra.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 6

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista