Era di una bellezza notevole, la donna; il viso era regolare e vispo con occhi ammiccanti e fascinosi, la bocca carnosa e promettente, i capelli corti, che le davano un’aria sbarazzina, e la frangetta di vecchio stampo; il corpo era asciutto e sinuoso con gambe snelle ed eleganti che sostenevano fianchi morbidi e carnosi tutti da palpare; sopra si innalzava prepotente il seno; Ottavio si lasciò travolgere nel bacio sensuale con cui l’accolse, la prese per mano e andarono fino alla camera e al letto.
Si spogliò e sistemò ordinatamente gli abiti sulla poltrona; si sfilò anche lo slip ed offrì il sesso turgido al viso ed alla bocca; dovette guidarla passo dopo passo nella fellazione, che evidentemente praticava poco e su un sesso meno possente del suo; lei sbrodolò un poco con i titillamenti, la masturbazione, le leccate, i risucchi e la contemporanea masturbazione che le aveva suggerito lui, manovrando il clitoride prima di affidarlo a lei.
Quando si decise a penetrarla, la fece distendere supina, le salì addosso e spinse delicatamente la mazza in vagina; dava la sensazione di essere quasi completamente vergine, segno che la sua insoddisfazione sessuale per il marito non era ingiustificata; dovette guidarla a godersi la copula e suggerirle ad ogni momento le cose da fare per prendersi il massimo del piacere, dal titillamento del clitoride alla penetrazione di dita nell’ano, dall’offerta dei capezzoli da succhiare ai baci più lunghi e lussuriosi .
Gli orgasmi di lei furono numerosi e ricchi; lui frenò a lungo il suo, perché era ormai chiaro che doveva svezzarla in tutto; la fece ruotare carponi e la penetrò più volte in vagina da dietro; la fece disporre in tutte le posture, standole dietro, penetrandola in vagina e tormentandole clitoride ed ano; lei scoprì il piacere di averlo dentro mentre godeva da vagina a retto; si dispose a sessantanove e la fece succhiare a lungo, alternandosi poi a mangiarle l’apparato sessuale con voglia inesausta.
Quando le chiese di penetrarla analmente, un poco si disorientò, confrontando la mazza di lui al pisello che il marito le aveva infilato nel retto; quando, aiutato dal gel che aveva con se, lui le fece sentire il batacchio fino nell’intestino, avrebbe voluto che non uscisse più, tanto godeva; nelle ore che trascorsero copulando, per la maggior parte lo tenne nell’ano; ma se lo godé intensamente nella bocca e in vagina; sperimentò anche la copula tra i seni con la conclusione in bocca; imparò ad ingoiare.
Verso le tre del mattino, si fece pressante, per tutti e due, il bisogno di dormire; temendo che il sonno li sopraffacesse e la mettesse nella delicata situazione di essere sorpresa dal marito a letto con un estraneo, gli chiese di porre fine alla trasgressione e di andare; Ottavio decise di evitare l‘incontro con Silvana e andò direttamente a casa di lei; si lavò sotto la doccia i residui della lunga copula e si sistemò sul divano a dormire.
Verso l’alba, lei rientrò coperta di sperma e con evidenti tracce di copule violente nei lividi in vari punti del corpo; fece a bella posta tutto il rumore possibile per costringerlo a svegliarsi; ma lui non la sentiva, perché, prevedendo la scenata, aveva adottato tappi per le orecchie; stizzita e in parte vergognandosi della sua fanciullaggine, andò sotto la doccia a ripulirsi, indossò la vestaglia e si infilò nel letto, che ‘sentì’ vuoto quella sera; per sua fortuna, il sonno arrivò presto.
Era alto il sole, quando lui emerse dal profondo sonno ristoratore; non vedendola, sbirciò nella camera e la trovò sdraiata bocconi al centro del letto a gambe divaricate; ano e vagina ancora non si erano ripresi de tutto dallo slabbramento delle copule della notte precedente; qualche filamento ancora scivolava giù dai fori spalancati; la guardò con pena; andò all’angolo cottura e mise su il caffè; verificò che non c’era niente da cucinare e telefonò in trattoria per avvertire che avrebbero pranzato lì.
All’una, la svegliò con dolce fermezza e le suggerì di lavarsi quel tanto che bastava per andare sotto casa a pranzare; quasi in trance, lo stette a sentire; si lavò il minimo indispensabile e fece il poco necessario per essere presentabile; indossò sul corpo nudo una tuta da ginnastica e andarono a mangiare; tornati in casa, lei tentò un approccio; lui la fermò ricordandole che lui era escluso dalle sue copule di fine settimana; tornarono a dormire per qualche ora e si prepararono per la serata.
C’erano già tutti, al bar; Ottavio non spense il motore dell’auto; fece scendere lei, che si precipitò nel gruppo degli amici, ed andò a parcheggiare in una stradina laterale, per non dare punti di riferimento sulla sua destinazione per la serata; telefonò ad Eugenia che gli lasciò aperti il portone e l’uscio di casa; muovendosi con attenzione, per non essere visto dal bar, raggiunse l’appartamento e fu accolto in un abbraccio caloroso dalla donna in vestaglia.
Rimase quasi sorpreso, l’uomo, dall’accoglienza calda e appassionata; considerato il contesto delle amicizie, si sarebbe aspettato un personaggio più disinvolto e libertino; quell’abbraccio invece aveva proprio il sapore di una passione intensa che sfiorava l’amore; lei gli chiese conto della sorpresa, mentre lo guidava alla camera; non ebbe difficoltà a rispondere che non aspettava tanto trasporto per un appuntamento di sesso.
“Ti sbagli; stai facendo d’ogni erba un fascio; già Dora aveva avuto modo di dirti che aveva trovato nell’incontro con te la passione, il trasporto e forse quel pizzico d’amore che cercava, anche inconsciamente; io ho un bambino frutto di una passione irrazionale; lui sparì subito dopo e mi sono presa cura di mio figlio da sola; quella vicenda mi ha ingenerato una profonda sfiducia nel maschio; in realtà, aspetto solo l’occasione per ritrovare la memoria di certi brividi; Dora dice che tu li dai.”
“Spero che non diate ambedue troppo peso a dei comportamenti che mi sembrano decisamente ‘fuori’ dalla mentalità corrente; io mi limito a fare del sesso uno strumento per comunicare emozioni, passioni, sentimenti; tutto va bene solo se trovo corrispondenza in chi si rapporta con me; Dora forse aveva bisogno di quel che le ho dato; spero che funzioni anche con te, perché ti sento molto cara e coinvolgente.”
La strinse di nuovo in un bacio fulminante; si abbracciarono appassionatamente e i corpi vibrarono l’uno sull’altro già alla ricerca del piacere, mentale prima che fisico.
“Se questi sono i tuoi baci e quelle le cose che intendi dirmi, allora anche a costo di offendere qualcuno ti dico che, almeno in questi momenti, in queste ore, ti amo.”
“Non offendi nessuno; mi fai felice; finché saremo su questo letto, saremo innamorati.”
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