Si rese conto con una rapida occhiata che effettivamente molte coppie sparivano in separé, angoli apparati e bagni; accettò la mano della ragazza e la seguì docilmente in bagno; con mosse decise, aprì una delle cabine e lo tirò dentro; dalla parete divisoria si sentivano gemiti decisamente di copula; si fermò interdetto; la sconosciuta, che si presentò come Dora, gli fece cenno che la sua amica era nella cabina a fianco che succhiava l’uccello ad un amico comune; habitué di quell’esperienza.
L’avvolse in un bacio tentacolare e notò la sorpresa dell’altra; le spiegò che la sveltina non era nelle sue corde e che, se non stabiliva almeno un contatto umano, non ce n’era per nessuno; l’altra gli fece osservare che il bagno non poteva essere requisito a lungo, ma che potevano anche lasciasi andare ad un minimo di passione; quando sentì la mazza di lui premere contro la vulva, decise che gli altri potevano aspettare e ricambiò il bacio con una passione straordinaria, per le sue abitudini.
Ottavio prese a baciarla su tutto il viso per tornare sulla bocca e succhiarle ancora la lingua come fosse un piccolo fallo, le leccò e mordicchiò le orecchie; Dora si sentì sollevare in paradiso; quando scese sulla gola e sul petto, lei allungò vogliosa una mano e prese il fallo che sentì duro e grosso come desiderava; lui le succhiò a lungo i capezzoli; sull’onda della libidine che le aveva scatenato, lei aprì il pantalone, sfilò il fallo e lo masturbò freneticamente.
Infilata una mano sotto la minigonna, lui incontrò un minuscolo perizoma, spostò semplicemente le fettuccia di stoffa e infilò un dito in vagina masturbandola con sapiente violenza; squirtò quasi immediatamente, sollevò una gamba sulla tazza del water, si infilò la bestia dentro e la risucchio coi muscoli del canale; preso dalla libidine, lui la colpì duramente sul pube e le versò nell’utero una serie infinita di spruzzi di sperma, che lei accolse con urla contenute dal bacio sensuale di lui.
Quando il sesso sgonfio scivolò via dalla vagina grondante, lei si abbassò di colpo e lo prese in bocca; dapprima, si limitò a leccarlo tutto per riprendersi, quasi, gli umori che aveva scatenato e le tracce di sperma che portava dalla copula; insistette a lungo finché il sesso riprese forza e volume; si girò di spalle, si appoggiò con le mani al water e portò la cappella all’ano, chiaro segno di desiderarlo nel retto.
Ottavio non la fece soffrire; guidò l’asta a penetrare nel canale rettale, ben aduso a certe penetrazioni; le afferrò i seni per aiutarsi a spingere e la penetrò analmente con forza; Dora lo teneva stretto a se portandosi le mani dietro e spingendo la schiena contro il ventre per accertarsi che la penetrazione fosse totale; lo fermò per qualche minuto mentre i muscoli rettali mungevano l’asta; non si fermò finché non eruttò il secondo orgasmo; si fermarono, lui si ricompose e uscì; lo seguì poco dopo.
Erano stati via poco più di mezz’ora; non vide Silvana nella sala, ma sbucò all’improvviso da alcuni divani posti nell’angolo, mentre si ricomponeva il vestito largamente sgualcito.
“Dov’eri finito?”
“Lo chiedi a me? Ti sembra elegante invitare un uomo a cena, farsi accompagnare al bar e sparire decine di volte in bagno per farti sbattere a ripetizione da sconosciuti?”
“Non siamo qui per essere eleganti; sono qui per fare sesso e ne faccio quanto mi pare; d’altronde, sei libero di fare altrettanto anche tu, se ti riesce; ma addirittura mi pare di capire che ti piace vedere che mi apparto con dei maschi e sai che non lo faccio per andare a recitare il rosario ma per copule vaginali ed anali e per succose fellazioni; peccato non averti potuto invitare a guardare mentre lo facevo; sono convinta che proprio quello ti piacerebbe.”
“E’ evidente che siamo di galassie differenti; le tue convinzioni infilatele dove vuoi; non sono per le sveltine che sembrano interessarti per il numero più che per la qualità; copula anche con un esercito schierato, se vuoi battere il record di rapporti in un’ora, nel bagno di un bar; mi dispiace essermi fatto coinvolgere in questa serata per me assurda; mi consolerò pensando che altrimenti avrei dovuto chiudermi in un hotel e guardare un film insipido.”
Dora venne vicino e gli chiese se potesse accompagnare lei e qualche amico con la sua macchina alla discoteca dove erano diretti; un amico munito di auto aveva dato forfait.”
Silvana scattò come una belva ferita.
“Senti, bella; Ottavio è qui con me e accompagna me, al massimo, non una che neppure lo conosce.”
“Strano; mi risulta che non era neppure tra i dieci che ti sei fatta nel bagno e nei separé; invece nel bagno dei disabili, mi ha conosciuto benissimo, anzi mi ha posseduto davanti e dietro, sopra e sotto … “
“Che stai dicendo? Hai copulato con lui il tempo per fare tutto questo? … “
“Si; scusami, Ottavio; ho capito che non ami le sveltine e che avresti avuto voglia di un maggiore conoscenza; ma i bagni servono a tutti; se ti va ci organizziamo e in un altro momento mi andrebbe proprio di fare sesso con te, con la passione e il sentimento che ci sai mettere; mi hai dato la più bella copula che io ricordi.”
“Quindi hai copulato con Dora?”
“Ti ho chiesto da chi ti sei fatta sbattere? Ragazza, la libertà non è un tuo monopolio; faccio quel che ritengo giusto!”
“Va bene, vuol dire che ti manderò uno dei ragazzi che soddisfi le tue voglie omosessuali! … “
“E’ la seconda volta che mi offendi; peccato che un serata prevista di amicizia e di passione si stia trasformando in una stupida lite con una ninfomane! … Dora, chi viene con noi?”
Caricò in macchina la ragazza ed un’altra coppia; si accodò alle altre due auto che marciavano con loro; raggiunta la discoteca, i tre si precipitano verso la pista da ballo; vide Silvana fiondarsi al centro e dimenarsi lussuriosamente ; la misero al centro e si strofinarono quasi copulando in piedi; lui andò a sedersi su uno sgabello al bancone.
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