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Erotika
Cuckold · Cap. 1
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Capitolo 1 di 8 15 min di lettura

L'incontro

Silvana e Ottavio si incontrano , dopo lunghe e diverse polemiche, arrivano ad un acordo; settimana in coppia, fine settimana libero.

geniodirazza
1 anno fa · 599 letture · 0

Sguazzava ancora in questa sorta di limbo del piacere quando il caso fece incrociare la sua vita con quella di Ottavio; l’incontro fu più significativo di quanto avrebbero desiderato e li portò a riconsiderare le loro convinzioni sulla stabilità dei rapporti; lui aveva radici simili; di più, aveva che era riuscito a completare il corso di studi nel quale Silvana si era fermata a metà degli anni per il diploma di perito tecnico.

Diplomatosi nella specializzazione di elettronico aveva trovato abbastanza rapidamente lavoro in una ditta che importava frigoriferi, lavatrici ed altri elettrodomestici da varie case straniere; con una vasta sala di esposizione nella città vicina, forniva tutti i negozi del territorio e assicurava, con la vendita, la garanzia dell’assistenza di un loro tecnico; Ottavio era appunto incaricato di rispondere a tutte le chiamate che arrivassero per problemi di installazione o di manutenzione.

Per questo motivo, viveva praticamente in macchina, dovendosi spostare da un comune all’altro, da un negozio all’altro; il suo contratto prevedeva una diaria che comprendeva l’alloggio in un hotel dignitoso, con pagamento forfettario sulla base delle chiamate; sicché al poveraccio capitava talvolta di fermarsi in un comune piccolo e disagiato; alcune volte, per l’assenza quasi totale di strutture turistiche, era stato costretto a passare la notte in macchina che era la sua vera abitazione.

Si incontrarono ad una mensa operaia dove lui si era fermato a pranzo nell’intervallo tra una chiamata e l’altra; poiché era l‘ora di massimo afflusso, fu costretto a chiedere alla bella ragazza che sedeva da sola ad un tavolo se poteva occupare l’altra metà col suo vassoio; ricevuta conferma, si trovarono rapidamente a parlare un po’ di tutto e, finalmente, di se stessi, mettendo sul tavolo aspirazioni e desideri, frustrazioni e disillusioni.

Silvana si trovò a raccontargli, con estrema naturalezza, delle sue esperienze sessuali e della scelta che aveva fatto di prediligere gli incontri rapidi, indolori, con sconosciuti nei bagni dei bar o delle discoteche; al punto in cui era arrivata, rischiava l’orticaria solo se pensava seriamente, per un attimo, ad una relazione che prevedesse la convivenza o comunque la spartizione degli spazi vitali con un maschio.

Ottavio le rispose osservando che la sua esperienza lo portava ad essere convinto che la stragrande maggioranza dei matrimoni era un accordo sociale che impegna le due parti, di cui una, quella femminile, sempre pronta a trasgredire, quanto meno per una sola occasione, per il semplice gusto di rompere la monotona della convivenza; per il suo lavoro, sapeva per certo che almeno la metà delle richieste di assistenza proveniva da compagne o mogli desiderose di una ‘ventata di follia’.

Raccontò di giovani signore che, stanche di un marito troppo preso dal calcetto, dal bar con gli amici o da possibili amanti, le facevano sentire trascurate; chiamare la ditta e chiedere un intervento di assistenza era quasi sempre l’occasione per far venire in casa il tecnico, lui, e farsi trovare già pronte ad una seduta di copula ad alto tasso di libidine; quasi sempre, sin dal vestito, di solito un elegante negligee che non lasciava niente alla fantasia, comunicavano le vere intenzioni.

Stimolato dalla ragazza al pettegolezzo anonimo, confessò che un paio di giovani spose, in città, non avevano neppure bisogno dell’alibi della manutenzione; gli telefonavano al numero privato e lo avvertivano che avevano voglia di una buona copula; lui si presentava in assetto da lavoro ma subito dopo finiva in camera da letto dove era molto apprezzato per le sue prestazioni che, per quelle donne, valevano la calma per almeno un paio di settimane di sesso matrimoniale.

Silvana commentò che doveva sentirsi ben sicuro della sua dotazione, se millantava tanta possibilità di copula con donne felicemente in grado di avere ‘sesso casalingo’ e che si rivolgevano a lui per soddisfare il bisogno di alternativa.

“Scusa, Silvana; se tu prediligi le sveltine in bagno, quante possibilità hai di confrontare sessi e di valutarne la capacità di soddisfare le tue esigenze? Se non ho capito male, di loro te ne frega; tu ti occupi solo del tuo piacere … “

“E quindi?? … “

“No, scusami; tu trovi sacrosanto strofinarti un sesso in vagina senza sapere cosa troverai abbassando i pantaloni; con quale diritto vuoi censurare la mia dotazione o l’atteggiamento di chi la cerca e la desidera?”

“Scusami, hai ragione; forse è solo invidia per un atteggiamento forse banale, ma soddisfacente … “

“Perdonami tu, se ti ho turbato; mi ha indispettito la difesa assurda di un tuo punto di vista contro tutto; io non avrei nessuna difficoltà a sapere che una compagna, pur vivendo un corretto e leale rapporto con me, sfogasse liberamente tutte le voglie; tu invece sembri porre in luce la tua libertà, ma anche disprezzare, colpevolmente, quella di altre donne che non vogliono staccarsi dal sesso ‘legittimo’ ma anche trasgredire qualche volta, non mi pare rispettoso della libertà personale … “

“Beh, non mi pare che tu ci vada leggero, quando difendi un tuo punto di vista; Meglio smettere qui e non litigare …. “

“Nessun litigio … Io mi sono fermato qui solo per pranzare; adesso vado e non ci incontreremo più … “

“Peccato! Non mi capita spesso di discutere con tanta enfasi; resti in zona per molto?”

“Le prenotazioni sono fino a domani, venerdì; sabato e domenica sono libero di gestirmi il tempo; lunedì mi faranno sapere se devo spostarmi; perché lo vuoi sapere?”

“Mi dispiace interrompere qui una litigata che mi fa stare bene; hai già impegni?”

“No; se hai delle proposte, son qui a sentire … “

“Beh; se ti va, domani sera, a fine turno, possiamo vederci qui, cenare e andare da qualche parte a bere qualcosa per chiacchierare e continuare a litigare … “

“Ok, ci vediamo qui in mensa domani alle sette; pensi di andare in un posto elegante? Che so, giacca e cravatta?!”

“Sei matto?! Sei bellissimo così!”

“Non esagerare coi complimenti; divento presuntuoso e mi pavoneggio!”

“Visto che tu non ti sbilanci … “

“Non ti dicono i miei occhi che sono affascinato?”

“Si; ma preferisco sentirmelo dire, anzi sussurrare in un orecchio … “

“Messaggio ricevuto … “

Si trovarono come da intesa e cenarono insieme alla mensa operaia; poi Silvana lo condusse al bar che frequentava di solito e immediatamente si precipitò tra le braccia di alcuni di loro, tra sbaciucchiamenti e palpatine; Ottavio si andò ad appollaiare su uno degli ali sgabelli al bancone; fu immediatamente accostato da una bella ragazza bruna, decisamente peperina nei comportamenti, che gli chiese con chi fosse e lo invitò da appartarsi in bagno.

“Sono venuto con Silvana; non credo di potere sparire così ... “

“Sparire!? Tanto per cominciare, lo sai dov’è adesso?”

“Era qui, ma non la vedo più … “

“E’ in bagno a farsi montare da dietro da qualche ragazzo beccato al volo; poi succhierà qualche uccello, poi si farà montare da qualcun altro; prima di andare in discoteca, farà il pieno; poi si scatenerà in discoteca e, fino a domani mattina, beato chi la vede … ”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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