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Vendetta non richiesta · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 22 min di lettura

Vendetta non richiesta 4

Dalla sua posizione di potere, il brillante avvocato scopre che sua madre e la sua fidanzata, con la complicità di suo pae, lo riempiono di corna; organizza una terribile punizione e e due finixìson in ospedale masacrate da un supercazzo; finirà per pedonare, lascia la ragazza e si sposa con un nobilotta utile al gioco del suo mandatario

geniodirazza
1 anno fa · 298 letture · 0

Ti accorgi di come sa essere beffarda la vita? T’incrocio quando sto per perderti per sempre.”

“Tu non lo puoi sapere, ma sei stato il mio figlio surrogato, quando parlavo con mia figlia, non questa troia indegna di qualunque giudizio, ma con mia figlia, una donna bella, fortunata, con una prospettiva di vita e con un compagno che amava e che io consideravo il figlio mai avuto. Soffro quanto te per questo vuoto che si è creato. Ma Stefania è mia figlia; ti chiedo in ginocchio, da madre, di perdonarla e di lasciarla viva, per me non per lei.”

“Tua figlia ha ragione; più in basso di dove mi ha spinto lei, non posso arrivare; devi sperare che, chi può, accetti la mia raccomandazione.”

Squilla il telefonino; è il rosso.

“Ciao, rosso; si ho dato io l’ordine di sospendere; ho pensato che sarebbe esagerata la punizione; fallo restare con te, ma assicurati che righi dritto … lo sai che i favori si ricambiano, ma spero che avremo tanto tempo per parlare ancora. Ciao.”

“Hai perdonato ai ragazzi?”

“Certo, è chiaro che solo tu e Nicola vi siete inventati la pillola dello stupro; sei stata tu ad abbordarli e a portarteli al privè; è stata la tua smania di offendermi che li ha resi colpevoli; io cerco di essere giusto, quando posso; loro erano innocenti e tu ti sei caricata della doppia colpa di farmi comportare da mafioso e di rischiare la loro morte.”

“Nando, l’elenco delle mie colpe è lungo; io ho paura della morte; a loro l’hai risparmiata; mia madre ti chiede di risparmiarla anche a me. Ce la fai? Riesci a fare una telefonata e poi dimenticarti di me? Io non voglio dimenticarti e non ci riuscirò mai; so che non ti merito e che non ti avrò più; ma non uccidermi o, se devi farlo, usa tu il nerbo per fare la tua giustizia; forse mi peserà meno, morire per mano tua.”

Squilla ancora il telefono, ma è quello privato di don Pasquale; Stefania mi chiede se metto il vivavoce; la accontento.

“Ciao, onorevole; mi dicono che sei all’ospedale. Hai perdonato?”

“Perché me lo chiedi?”

“Ragazzo mio, tu sei uno che evita le condanne; hai perdonato ai due ragazzi e forse è stato giusto; hai perdonato a tua madre; ora vuoi perdonare anche alla tua infedele fidanzata?”

“Pasquale, sii chiaro e dimmi subito; che cosa chiedi in cambio se io ti dico che non voglio che siano più minacciate mia madre e la mia ex fidanzata?

“Hai fatto anche troppe storie con quella ragazza a Roma; t’impegni a frequentarla e, se è il caso, sposarla, anche se sei innamorato di una traditrice infedele e ninfomane?”

“Adesso vuoi controllare anche la mia vita privata? Cristina per Stefania? Anche se io fossi innamorato di Stefania e non provassi niente per Cristina?”

“Avvocato mio carissimo, non controllo niente; io vado al sodo; mi serve che ti sposi con una nobildonna romana che ti dia un lustro e una credibilità; quelli hanno tanto blasone e pochi soldi; io metto i soldi e tu prendi il blasone; io ti propongo di lasciare una donna di facili costumi per una giovane perfino vergine che garantisca me e te. Se scegli di andare a trovare Cristina e di corteggiarla fino a farti sposare, sono con te; se resti con Stefania, sei mio nemico. Che decidi?”

“Fissa questi pranzi e queste cene a Roma; dimenticherò Stefania; ma lei e mia madre vengono lasciate in pace. Chiaro?”

“Carissimo onorevole, complimenti per la scelta. Saluta, da parte mia, tua madre, tuo padre; ah, non sapevi che c’era anche lui in lista? Ti ha tradito più di Giuda!; ed anche quella nobildonna che è comunque un bel bocconcino.”

“Pasquale, io sono un uomo pacifico; se mi costringi alla violenza, la mia prima vittima sarai tu. Ciao; ci vediamo a Roma ai pranzi ufficiali.”

Ho appena chiuso il telefono che entra il primario con un codazzo di medici; un’infermiera reca delle carte che mi consegna.

“Allora, signore, la situazione è migliore di quello che avevamo ipotizzato; ci sono danni ed anche gravi; ma un consulto col direttore della ‘Salus’, la clinica specializzata, mi ha confermato che si possono fare gli interventi di ricostruzione; niente da fare per le ovaie e, per la signora Lara, non è possibile il ripristino del clitoride; ma per il resto le funzioni torneranno normali. Come vi avevo avvertite, oggi stesso sarete trasferite alla clinica e sarete avviate alla procedura d’intervento.”

Io intanto sto firmando le carte, Stefania appare perplessa.

“Dottore, scusi, ma chi garantisce la copertura delle spese; lei parlava di cifre iperboliche … “

L’altro sta zitto; io ho preso il telefonino e sto chiamando la banca di riferimento; chiedo del direttore al quale detto le coordinate che mi sono state indicate; do disposizioni per il bonifico alla clinica e faccio indicare nella causale spese mediche urgenti per la madre e per la fidanzata dell’onorevole … ; il direttore conferma e l’infermiera controlla; è tutto in ordine e si può procedere al trasferimento; il medico mi dà la mano.

“Nando, hai fatto la cosa giusta; auguri per tutto. Ciao.”

“Hai pagato tu? … Anche per me? … Perché lo fai?”

“Quante volte ho fatto per te delle cose senza avere un perché, anzi sapendo che mi stavi inducendo in errore?”

“Molte, forse troppe … Ma questa non me la aspettavo; mi restituisci alla vita e mi fai ricostruire il sesso che ho usato per umiliarti … “

“Ricordi l’invito ad andare dove mi portava il cuore? Oggi il mio cuore andava lì. Spero solo di non rivederti mai più, di dimenticare presto il dolore che mi hai provocato e tutta la storia vissuta con te. Addio, amore mio perduto.”

“Non ce la farò a cancellarti dalla mia vita. Ti auguro di essere felice. Addio anche a te, amore mio immutato.”

Franca sta piangendo a calde lacrime.

“Mi dispiace, mi dispiace tanto averti incontrato e doverti perdere; sei un uomo eccezionale; sai, nelle favole gli orchi sono sempre principi vittime di un maleficio; forse anche il mostro che qualcuno vede in te è invece un principe che i malefici di due streghe hanno trasformato in mostro; ma il buono che c’è in te è più forte. Auguri, figlio mio, che tu possa trovare la serenità che le streghe ti hanno rubato.”

Si solleva sulle punte, perché è molto più bassa di me, e mi bacia su una guancia; istintivamente la stringo a me e le sussurro.

“Auguri anche a te, mamma; e spero che tua figlia si comporti meglio, in futuro.”

“Posso ringraziarti anch’io per quello che hai fatto per tua madre ed anche per me?”

Mio padre è distrutto, invecchiato ancora di più di come lo ricordavo.

“Ciao mamma, bella finta addormentata. Cerca di stare bene, ma non solo fisicamente … “

Non mi degna di risposta e finge ancora di dormire.

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geniodirazza

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