Vai al contenuto
Erotika
Vendetta non richiesta · Cap. 4
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 4 di 4 22 min di lettura

Vendetta non richiesta 4

Dalla sua posizione di potere, il brillante avvocato scopre che sua madre e la sua fidanzata, con la complicità di suo pae, lo riempiono di corna; organizza una terribile punizione e e due finixìson in ospedale masacrate da un supercazzo; finirà per pedonare, lascia la ragazza e si sposa con un nobilotta utile al gioco del suo mandatario

geniodirazza
1 anno fa · 298 letture · 0

Vendetta non richiesta 4

La mattina seguente, come proposto da Stefania, andiamo a pranzo con i miei; ho notato, su un braccio della mia fidanzata, alcuni segni più o meno sbiaditi, quasi tutti circolari; sospetto che siano i timbri, alcuni indelebili altri un po’ meno, che ormai nei bar e nelle discoteche è costume apporre ai clienti fissi; noto, per una strana coincidenza, che anche mia madre li porta più o meno nella stessa posizione; non do peso alla cosa e andiamo al solito ristorante.

Mentre aspettiamo che ci servano, noto che una bella ragazza, che serve ai tavoli, ha molti segni coincidenti sullo stesso braccio; mentre vado al bagno, la incrocio e, per curiosità; le chiedo che cosa significhino; si mette a ridere e dice che quei timbri li appongono solo ai frequentatori conosciuti dei privè della zona; riconosco a quel punto il logo del privè mio e, in quel momento, un pugno allo stomaco mi avrebbe fatto meno effetto.

Chiamo Michele, il collaboratore che don Pasquale mi ha assegnato come vice, e gli chiedo conto della cosa; mi dice con voce quasi contrita che devo parlarne direttamente perché la cosa è peggiore di quel che ha ritenuto lui stesso; torno al tavolo, invento che mi hanno richiamato all’improvviso da Roma; li saluto frettolosamente, rifiuto l’offerta di Stefania di accompagnarmi all’auto, li lascio di stucco al tavolo del ristorante e vado a casa; salgo in macchina e mi dirigo al privè.

Michele mi chiede scusa ma precisa che solo adesso che hanno visionato tutti i video, da alcuni particolari hanno scoperto che al ‘raid’ della mia fidanzata ha partecipato anche mia madre; da ulteriori indagini, risulta chiaro che da alcuni mesi, metodicamente, il mercoledì sera le due frequentano uno dei locali osé della zona, distinguendosi per prestazioni ‘al limite’; mi consegna una chiavetta nella quale sono registrate tutte le attività delle due.

Sono furibondo, ma m’impongo il massimo autocontrollo; chiedo se hanno notizie di attività previste per il prossimo mercoledì e mi dice che hanno prenotato proprio nel nostro privè; dico a Michele che quello sfregio va punito, anche se si tratta di mia madre e della mia fidanzata, anzi proprio per questo; conveniamo che è una fortuna se non salta fuori che il figlio e il nipote del rosso non sono colpevoli che marginalmente; ho un po’ di paura, ma mi sento un verme.

Gli chiedo di organizzare qualcosa che lasci un bruttissimo segno, mi propone di invitare il calabrese a fare giustizia; gli raccomando di muoversi con cautela, farsi firmare delle liberatorie preventive, essendo Stefania un avvocato anche se civilista e di poca esperienza su casi grossi; mi assicura che già hanno avuto casi analoghi; lo avverto che sarei immediatamente andato a Roma, ma che il mercoledì sera sarei stato lì per la prima parte almeno della vicenda.

Non è facile, guidare fino a Roma, ma in qualche modo me la cavo e giungo stremato in piena notte; mi rifugio in casa mia e riaccendo il telefono spento alla partenza; ci sono telefonate perse, messaggi e notifiche in Whats App di Stefania che chiede notizie; rispondo che è un’emergenza politica, che sto bene e che non sarò reperibile per tutta la settimana, per via di riunioni e votazioni che m’impegnano nel lavoro; mi farò vivo io.

Passo i giorni in un inferno d’incubi, di rabbia, di desiderio di vendetta, di sensi di colpa; ma ormai è chiaro che sia mia madre che Stefania sono irrecuperabili e che devo lasciare che le cose facciano il loro corso; per tentare di scuotermi, accetto un invito a pranzo da una famiglia di notabili della città e faccio anche una corte discreta ed elegante alla ragazza che cercano abbastanza evidentemente di rifilarmi come fidanzata.

So che il Capo dei Capi vedrebbe con somma soddisfazione quella scelta, perché imparentarmi con una delle famiglie più autorevoli della città significherebbe rafforzare quell’aura di onestà e di pulizia che a lui fa comodo per avere nel cuore del potere un suo uomo assolutamente inattaccabile anche per la posizione sociale che raggiungerebbe con un matrimonio di lusso; ma l’idea di quel che soffriranno le mie donne mi tormenta.

Il mercoledì mattina, data per cui è prevista l’esecuzione della ‘vendetta’, ricevo una strana, lunga telefonata di mio padre che ancora mi sollecita a recuperare il mio rapporto con le due donne che lui vede incrinato per un mio atteggiamento di eccessivo rigore rispetto a episodi che lui ha sempre valutato con estrema pazienza; a quel punto scatto e divento spietato e feroce.

“Senti, ameba senza spina dorsale, schiavo forse della tua stessa tendenza a farti calpestare, ne ho fin sopra i capelli del tuo buonismo imbecille che ti ha procurato solo corna, umiliazioni e mortificazioni; ricordati che mi hai oltraggiato con termini che si addicevano più a te; sei stato falso, traditore, complice delle troiate di tua moglie e della signorina; mi hai taciuto tutto e raccontato favole per prendermi per i fondelli.

Sono certo che ti senti santo o che addirittura godi quando il giovedì mattina, come succederà domani, tua moglie si presenta a te con i rivoli di sperma che le colano dai capelli fino alle unghie dei piedi; non so se sei perfino felice di amarla come se fosse la più angelica delle creature quando ti arriva sfondata in ogni dove; hai garantito che era cambiata e migliorata; ora so che hai mentito, non so se per complicità o assoluta inettitudine.

Io non sono fatto della tua stessa pasta di verme che gode a farsi chiamare cornuto dalla moglie che si sta facendo sbattere dal macellaio; vi avevo avvertito che avreste pagato per il male che stavate facendo; il conto sta per arrivare e sarà salato; se non sei in grado di frenare la follia di quelle due troie, sparisci e non farti vedere più; ormai sono vendicativo; e tu non sarai fuori dalla mia vendetta perché ti sei reso complice delle umiliazioni che mi hanno inflitto e che pagheranno care, ci puoi giurare!”

Stacco la comunicazione e faccio scattare il blocco di chiamate; passo la mattinata muovendomi nervosamente negli ambienti di lavoro e rischiando più volte la lite con altri parlamentari perché scatto a ogni piccola discrepanza; ormai per me esiste solo il momento in cui correrò all’hotel, assisterò, ad ogni costo, al raid delle due e alle conseguenze e tornerò a Roma per lasciare intendere che non mi sono mosso.

Faccio il percorso a una velocità pazzesca, evitando per un pelo di essere fermato dalla Polizia e arrivo al privè un bel po’ di tempo prima del previsto; Michele mi assicura che la prenotazione è stata confermata e che la trappola è pronta; verso le 21, le due si presentano in abito da troie pure; le fermano e gli chiedono di firmare una liberatoria per qualunque evento fosse capitato e per le eventuali conseguenze di loro libere scelte.

Stefania ha un momento di resipiscenza, chiede perché mai quella novità, Michele abilmente comunica che alcune sale presentano qualche incognita e, se decidono di frequentarle, è a loro rischio e pericolo; Lara lo deride apertamente, dichiarando che loro erano in grado di gestire qualunque situazione, spinge Stefania a firmare e dà l’esempio, sottoscrivendo in pratica la loro condanna.

Si fiondano immediatamente sulla pista e, con un canovaccio ormai abituale, sono immediatamente aggredite da un gruppo di ragazzi allupati, ottimamente attrezzati e avvertiti di farle godere allo spasimo con tutti i mezzi, in ogni modo; c’è allora un’esplosione quasi di mazze dure e fuori norma, si va dai ventidue centimetri in su, che le signore accolgono su tutto il corpo, fingendo di ballare e in realtà strusciandosi coi fianchi, coi ventri, coi seni su ciascuno dei maschietti.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista