Vai al contenuto
Erotika
Vendetta non richiesta · Cap. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 2 di 4 18 min di lettura

Vendetta non richiesta 2

Comincia la sfida di fioretto tra la madre, che cerca di alleggerire le sue olpe e di concupire il figlio, e il brillante avvocato che, pressato dalla fidanzata, finisce per perdonare alla madre e per aiutare i suoi a sistemarsi con lui.

geniodirazza
1 anno fa · 279 letture · 0

Vendetta non richiesta 2

Arrivano puntuali allo studio; non posso fare a meno di ammirare la figura di mia madre che, a quarantacinque anni, è ancora di una bellezza invidiabile da donne assai più giovani; mio padre, invece, dopo l’episodio, mi pare invecchiato; ha solo una cinquantina di anni e sembra piegato dalla vita, come se ne avesse ottanta; avere scoperto che è strutturalmente un debole, prono alla moglie che improvvisamente si è scoperta una nuova vitalità, acuisce il senso di decadenza che emana.

Mi sento intenerire fino alle lacrime; e cresce in me l’odio per una donna che, per un suo stupido capriccio, per una debolezza forse troppo comune nelle donne, l’ha stroncato completamente; lo vado ad abbracciare e tratto lei con supponenza accennando appena un saluto formale.

Stefania ha voluto esserci e ora mi sta vicino, dietro la scrivania, quasi a moderare lo scontro inevitabile; manda le ragazze a prendere un caffè al bar; ‘paga l’avvocato’ suggerisce perfidamente, io sono portato a sorridere; abbraccia mio padre che ha già sentito per telefono e saluta amichevolmente mia madre, ma evita effusioni; li fa accomodare sulle poltrone davanti a noi.

Mio padre si guarda intorno con aria curiosa; lo anticipo e gli dico che lo studio è mio; gli aggiungo che, oltre alla casa che abito con Stefania, che ancora non ha deciso se trasferirsi definitivamente da me ma che divide ormai con me la vita, è di mia proprietà anche l’appartamento al piano di sopra, corrispondente allo studio; in quello, se vuole, può trasferirsi, anche con sua moglie, se la vuole con sé, a patto che lei firmi un impegno ufficiale a tenere un comportamento che non danneggi la dignità del posto e degli abitanti; mia madre si agita nervosamente sulla sedia ma non ha il coraggio di fiatare.

Inevitabile scatta la domanda.

“Come hai fatto a fare tanti soldi, se eserciti solo da qualche anno?”

“Ho avuto un colpo di fortuna che potrebbe essere anche una disgrazia. … Non guardarmi così; mi fu assegnato, appena abilitato, un giovane che aveva guidato ubriaco e aveva danneggiato la pensilina a una fermata d’autobus; trovai nella legge un cavillo per tirarlo fuori e ci riuscii; era il figlio di un mammasantissima, uno di quei malviventi che imperversano in regione e comandano tutto; da allora sono l’avvocato dei criminali e sono diventato ricco e temuto.”

“Quindi anche la vicenda che ci riguarda potrebbe dipendere da questo signore?”

Indico a mio padre un faldone sulla scrivania.

“Quel dossier mi fu fatto recapitare sei mesi fa da un’agenzia d’investigazioni; contiene la storia del libertinaggio di tua moglie, dalla prima all’ultima esperienza; io non l’avevo commissionato, ma l’agenzia non era autorizzata a rivelare chi l’aveva richiesto, perché questa è la legge; per verificare, decisi di fare un’improvvisata nella data presumibile dai precedenti; la sorpresa la trovai io, te legato alla poltrona e tua moglie che si faceva sbattere come uno zerbino da un selvaggio buzzurro.

Questo è tutto quello che sapevo e che so; l’elenco che si ricava da quel dossier è di una ventina di amanti, in soli due anni; c’è da fare i complimenti, alla signora, che si è data davvero da fare; dopo di allora, non ho fatto detto o sentito niente fino alla tua telefonata di ieri sera.

Posso anche ipotizzare che questo signore, come lo chiami tu, nella convinzione, tutta malavitosa, che le corna siano l’offesa più grave che si possa arrecare a un individuo, perché colpisce la sua dignità, abbia deciso di fare lui la vendetta che io non ho fatto; in certi ambienti l’omertà e la solidarietà sono imprescindibili.

Ma non ho prove e neppure la certezza intima, per indicare lui come mandante o artefice dei massacri; non mi avete detto niente su chi, come, quando siano successe queste cose di cui mi parlate solo come ‘massacri’; ci sono stati morti? Chi sono le vittime? Come faccio a trarre informazioni solo dalla tua notizia che tua moglie è convinta che il mandante sia io?

Questa è solo un’altra offesa gratuita della signora. Mi dici nei particolari che è successo?”

“Nell’arco di questi sei mesi trascorsi, è arrivata notizia che tutto il quartiere è entrato sotto il controllo di una mafia che impone tangenti, controlla la vita di tutti; cinque delle persone che sai pare che abbiano ricevuto una visita di una ‘squadra punitiva’ armata, che ha sequestrato la famiglia ed ha legato e imbavagliato il capofamiglia; un tale, con una dotazione asinina tra le gambe, ha sventrato mogli e figli, anche qualche maschio, sotto gli occhi del ‘colpevole’.“

“Per mia fortuna Stefania può testimoniare che non ho una dotazione asinina … “

“Ma è comunque meravigliosa per me … e non ho bisogno di falli extra large … “

“… come qualcuna di mia conoscenza … “

“Nando, dai, cerca di non pensarci più; hai qualche idea, adesso?”

“Sì; diciamo che ho una quasi certezza … “

“Amore, a chi stai pensando?”

“Hai presente quel tale condannato per lesioni più volte, quello indicato da tutti come ‘il calabrese’? Dicono che abbia una dotazione asinina ed è un uomo di don Pasquale. Sono quasi certo che tutto derivi da lui; ma mi muovo sulla lama di un rasoio, se è così.”

“Scusi, avvocato, perché mai ella dovrebbe muoversi così delicatamente con un farabutto?”

“Signora, perché quello che lei definisce farabutto è un uomo di grande potere; forse, al ‘calabrese’, potrebbe offrirsi una farabutta come lei, se proprio vuole risolvere il problema; forse ne avrebbe meno danni di altre, visti i trafori che si trova.”

“Sei un cafone, un mostro e un cafone!”

“Signora, gradisce il filmato da cui risulta che una sberla di venticinque centimetri balla in tutti i suoi orifizi, bocca, vagina e ano?”

“Mi hai filmato, maledetto?”

“Lei si esibiva meravigliosamente, da professionista; io sono un avvocato, mi preoccupo di avere prove, perché io ragiono con la testa; la differenza tra me, mostro partorito, e lei, che ha partorito il mostro, è che io ragiono col cervello e lei ha imparato a ragionare solo con l’utero; ognuno usa quello di cui dispone; io sono figlio di mio padre, soprattutto, e uso il cervello.”

“Nando, amore, calmati; la vedi che sta male e non ragiona?”

“Stefania, chi ha innescato la valanga? Questa signora ancora crede di potere essere arrogante; forse non ha capito che, se la mia ipotesi è vera, e tu le sai queste cose, è nell’elenco, all’ultimo posto che è quello d’onore perché la sua fine sarà lenta e dolorosa, se non riesco a trovare una via d’uscita; questa signora, e mi risparmio qualunque aggettivo, è condannata a morte e sta ancora giocando con la sua proclamazione di libertà, afferma che le colpe siano tutte mie; ti rendi conto?”

“Sei maledettamente simile a lei; due orgogli che si confrontano e nessuno dei due cede di un millimetro. Lara, mi scusi ma lei dimostra assai poca intelligenza; lei ha messo suo figlio in una condizione di estremo pericolo e tra un poco anch’io rischio di odiarla per il male che fa anche a me, se il nostro rapporto si dovesse incrinare per i suoi pruriti di vagina; e lei continua a impennarsi come la regina del pisello.

Lei ha commesso errori incommensurabili, ha provocato il dolore e il male che soffrono persino quegli imbecilli che sono venuti a copulare con lei solo perché si sentivano tanto maschi perché hanno il sesso grosso.

Questo, mi consenta, è da troia pura; ha oltraggiato e fatto umiliare suo marito; ha profanato un luogo che dovrebbe essere sacro e lo è per Nando, la camera; ha calpestato la dignità di suo figlio che adesso deve scendere a patti con un malvivente che ha approfittato dei suoi errori per creare i presupposti di un ricatto; ha fatto violentare e malmenare una quindicina di persone; ha imposto la camorra al quartiere; non le resta altro da fare che distruggere la città; perdio, ora la smetta e stia al suo posto.”

“Nicola, andiamo via, lo vedi che tuo figlio non vuole aiutarci?”

“Lara, vattene se vuoi; Nando sta parlando con buonsenso e buona volontà; tu sei ancora una volta arrogante e precipitosa. Se vuoi sbagliare ancora, accomodati; ma stavolta tieni presente che hai una sola uscita, il marciapiede; non hai lavoro, non hai reddito, non hai casa, puoi solo andare a battere e così sfoghi anche la tua smania di sesso.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 3

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista