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Erotika
Vendetta non richiesta · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 18 min di lettura

Vendetta non richiesta 2

Comincia la sfida di fioretto tra la madre, che cerca di alleggerire le sue olpe e di concupire il figlio, e il brillante avvocato che, pressato dalla fidanzata, finisce per perdonare alla madre e per aiutare i suoi a sistemarsi con lui.

geniodirazza
1 anno fa · 279 letture · 0

Ora anch’io sono di là da ogni limite di pazienza; eravamo venuti a chiedere aiuto e tu vuoi ergerti a padrona del mondo; quanti danni hai fatto, lo hai sentito; Nando te lo disse a casa, che tutte le conseguenze del tuo errore sarebbero state colpa tua. Affronta le tue responsabilità o vattene, per sempre però.”

“Che cosa volete che faccia? Ho sbagliato, ho sbagliato HO SBAGLIATO; è tutta colpa mia. Che mi resta da fare, figlio mio, non avvocato, perché è a mio figlio che chiedo aiuto, non all’avvocato. Che cosa devo fare? Mi puoi aiutare?”

“Non lo so! Se dovessi essere carogna come te, dovrei suggerire a don Pasquale di anticipare il tuo turno a domani e di fare la scelta definitiva.”

“Nando, che diavolo dici, vuoi far ammazzare tua madre?”

“Stefania, pensaci e ragiona; questa donna è irrecuperabile; farà ancora solo errori e sempre più gravi; ormai non possono stare più nel quartiere perché alla fine sapranno che è stato per colpa della sua ninfomania che sono arrivati i camorristi, il pizzo e le vessazioni; che donne oneste e semplici sono rovinate per i suoi pruriti di vagina. Non ha un lavoro, non ha dove andare; il suicidio sarebbe una dignitosa soluzione.

NON MI DIRE CHE SI TRATTA DI MIA MADRE. Lo so; mi sanguina il cuore a dirlo, ma l’unica soluzione ragionevole che le resta è il suicidio, piuttosto che la prostituzione; se la fa ammazzare don Pasquale, ci guadagna, alla fine. Ti sembro folle?”

“No, sei solo troppo logico, disumano, spietato; ci deve essere un’altra via e solo tu puoi trovarla.”

“PER LEI???? Ma ti rendi conto di quello che dici?”

“No, grande stron … g; adesso mi costringi a dire anche parolacce. Non per lei che sta ancora dimostrando di non meritare nessuna pietà; lo devi fare per tuo padre che è quello che davvero sta soffrendo; io ne sono fuori, in fondo; tu e tua madre state combattendo da imbecilli a chi è più orgoglioso; lui sta sanguinando perché si trova tra una moglie troia e presuntuosa e un figlio avvocato dei malviventi e altrettanto presuntuoso.

Vuoi smetterla di beccarti con questa imbecille e cominciare a ragionare da avvocato, no no, sbaglio, è da uomo che devi ragionare, da uomo come io ti vedo e ti voglio, non da galletto o da avvocato, perdio.”

Fa per andarsene; la afferro per un braccio.

“PERDONAMI”

“Non c’è da perdonare, stupido amore mio; devi decidere e agire. QUALI OPZIONI HAI? Dimentica tua madre, per favore, ti fa solo male.”

“C’è una sola ipotesi, chiedere a don Pasquale un secondo favore, interrompere la vendetta; se lo faccio, però, entro nella sua scuderia automaticamente; rovino la mia carriera ma salvo la vita futura dei miei genitori.”

“Nando non lo fare; non meritiamo il tuo sacrificio; tua madre ha sbagliato; che paghi; io ormai non ho più niente da chiedere alla vita.”

“Nando, non lo fare; non lo merito; lasciami al mio destino … “

“Mamma, ti prego, non aggiungere scempiaggini; io ho visto la gente sulla sedia a rotelle, per una vendetta, ho visto donne col volto squarciato da bocca a orecchio; per quella gente le corna si lavano col sangue e quando vedono il sangue gioiscono, diventano irresistibili; non sai quanto ti farebbero soffrire.”

“Il ‘mamma’ ti è scappato o l’hai voluto?”

“La vuoi smettere di sfidare? Sei la mia mamma, l’unica donna che amavo da adolescente … “

“… e scommetto che ti masturbavi per lei … “

“Sì, amore; mi sono masturbato per anni pensando a mia madre, sognandola nuda; e l’ho vista, nuda, sottomessa a un individuo bestiale che ucciderei con le mie mani; ma è la mia mamma; una parte del mio cervello la odia; ma il resto, la gran parte, la ama ancora. E non rompere anche tu, grillo parlante. Lo sai com’è finito, no?”

“Allora sono ancora la tua mamma? Non è vero che vuoi chiedere il misconoscimento della maternità; anche se mi sono comportata in una maniera che non si può qualificare, riesci ancora a sentirmi come tua madre? Solo questo mi basta; poi posso anche morire, per mano dei malviventi, per suicidio o come volete.”

“Stupida, la tua ora non è ancora venuta.”

“Che fai Nando?”

“Papà, che vuoi che faccia? Salvo il salvabile; se faccio patti col diavolo per salvare dei farabutti, come posso rifiutarmi di farlo per salvare mia madre, tua moglie?”

Ho preso il telefono e digito il numero di don Pasquale; Stefania attiva il vivavoce.

“Carissimo avvocato, come stai?”

“Potresti farmi stare meglio; la pratica è arrivata in Assise; sono certo di spuntarla, con le carte che ho.”

“Tu sei un grande; peccato per qualche problema … ”

Stefania accenna a mia madre che si copre il viso.

“Pasqua’ ma tu non sei napoletano? Come dite voi? Ogne scarrafone è bello a mamma soia? Beh, ogni mamma è bella o’ scarrafone suoio; la mamma è la mamma, senza se e senza ma.”

“Vuoi che fermi tutto?”

“Mi pare che la misura sia completa; il più è fatto; ora penso io ai particolari.”

“Avvoca’ tu sei nel mio cuore; quello che dici per me è Vangelo; dici ‘pace’ e pace sia, da questo momento.”

“Pasquale, a buon rendere, naturalmente; sai con chi stai parlando.”

“Avvoca’ io scelgo sempre gli uomini migliori e tu sei la crema del meglio. Buona giornata.”

Stefania mi si butta addosso e mi bacia.

“Grazie, amore. Te lo dico io, perché te lo sei meritato.”

“Sai quanto mi costerà?”

“Vuoi che facciamo i conti del bottegaio?”

“Ma vai al diavolo. Papà, è chiaro che non potete restare nel quartiere; prima che questa vicenda venga dimenticata passerà molto tempo; e lì non siete al sicuro.

Te lo ripeto; l’appartamento sopra di questo è di mia proprietà ed è vuoto; domani stesso organizzi il trasloco e vi trasferite qui; prego solo che mamma non faccia altre follie; in quel caso, darei io stesso ordine che la massacrino e la facciano morire il più lentamente e dolorosamente possibile, perché avrebbe toccato il fondo da cui non si può riemergere.”

“Nando, adesso ti parlo veramente da madre; non succederà; stai certo che sarò impeccabile; ho sbagliato tanto, per troppo tempo; ora voglio rientrare in me e dedicarmi a mio marito, voglio che perdoni e dimentichi il male che gli ho fatto, il male che vi ho fatto, a tutti.”

“Hai deciso di farmi ridere? Io ero là, quando dicesti che la mazza del macellaio ti faceva godere e che lui aveva solo un pisello inutile; ora cosa fai? Ti accontenti del filo interdentale?”

“Sei un maiale; forse non sai neanche fare l’amore, sì l’amore, perché io e tuo padre abbiamo fatto sempre e solo l’amore; con quelli che tu chiami i miei amanti, con gli stalloni, ho fatto sesso, ma non ho mai concesso una briciola del mio amore; hai tutto il diritto di dirmi che sono una troia, di disprezzarmi come una prostituta; ma non ti consento di mettere in dubbio che ci siamo amati e ci amiamo, che da quell’amore è nato un figlio che adoriamo, che ancora oggi riusciamo a darci tantissimo amore.

Non esistono solo la vagina e l’ano; se lui ha difficoltà ad accettare la slabbratura della vagina, che c’è, non mi nascondo dietro il dito, o la spanatura dell’ano che è un traforo, come hai avuto l’eleganza di dire; se non se la sente, abbiamo imparato insieme, da giovani, da quando mi sverginò, a fare l’amore in tutti i modi possibili.

Ci basta poco per ritrovarci anche a letto; io ho solo quarantacinque anni e sono una bella donna, non devo piatire i complimenti; lui è un uomo ben solido, di nemmeno cinquant’anni; anche se è in depressione, e ne ha buonissimi motivi, è ancora un valido compagno in amore e forse non puoi nemmeno immaginare che cosa è capace di inventarsi a letto … “

“Lara, qui ti sbagli; mi rendo conto sempre di più che questo figlio è vostro, di tutti e due; il lato ‘infiammabile’ l’ha preso sicuramente da te; per questo vi scontrate con violenza; ma la dolcezza l’ha presa da suo padre, se è vero quello che dici; io e lui le esperienze le abbiamo fatte prima, non insieme; ma io ho scoperto un vero artista dei preliminari; mi dà tanto amore sin da quando ci baciamo che alla fine potrei rinunciare all’amplesso.

Prima di andare avanti…

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