Ma parlatene e cercate di dimenticare. Ma devi decidere adesso, perché abbiamo bisogno di riposare; è stata una brutta e lunga serata.”
“Quella casa è vostra, per l’amore che mi avete dato fino a qualche mese fa; non è sottoposta al mio capriccio o alle mie ire; è vostra di diritto; forse ho detto a sproposito cose che non pensavo; è stata l’ira ad accecarmi; cara Stefy; il mio amore non ha subito nessun danno da un episodio increscioso; sono nero di collera e forse avrò bisogno di tempo per calmarmi, ma non voglio perderti; voglio che resti accanto a me, come sempre.
“Nando, io non ho mai amato come amo te; non voglio perderti, anche se commetto qualche sciocchezza; non ti chiedo di dimenticare e so che avrai bisogno di tempo per digerire quello che è successo; ma sarò qui ad aspettarti sempre, qualunque cosa succeda.”
“Lara, non abbiamo cenato; che ne dici di andare alla trattoria qui sotto e mangiare qualcosa prima di andare a casa?”
“Ragazzi, voi che fate? Venite con noi?”
“No, Lara, grazie; preparo qui una pastasciutta per tutti e due; poi vado a letto, se Nando mi vuole con sé; o sul divano, se non se la sente.”
“Ciao; state sereni; non va tutto bene, ma siamo in grado di superare l’impasse; visto che ho qualche giorno di sosta, ci vediamo domani o dopodomani.”
Vado in bagno, m’infilo sotto la doccia e aspetto che Stefania mi chieda di venire anche lei; ma non so se per pudore o per polemica non sembra farsi viva; decido di rompere io il ghiaccio e urlo per chiederle un sapone nuovo; apre quasi esitando e si muove impacciata per il bagno; sta piangendo.
“Non mi lavi la schiena?”
E’ il segnale; in un attimo è nuda sotto il getto, insieme a me.
“Ho paura della voragine che potrei trovare là sotto.”
“Stupido!!!!! A parte che un batacchio come il tuo non si trova facilmente sul mercato ed io ci sono abituata da tanto; devi sapere che, un giorno dopo l’incidente, i miei tessuti avevano un’invidiabile tonicità e i muscoli avevano recuperato fino a essere come prima; sono state copule, certo; ed anche numerose; ma sono andate tutte via con l’acqua della doccia; l’amore non c’era, in quegli amplessi; quello è cresciuto dopo, con i sensi di colpa.”
“Però una ventina in una sera è quasi un record!”
“Se me ne ricordassi almeno una sola, avresti ragione; io non c’ero, capisci; ero totalmente fuori di me.”
“Devono essere potenti quelle pastiglie.”
“Non mi sono nemmeno accorta che me ne davano … “
“Le hanno sciolte nell’aranciata … “
“Immagino che tu sappia chi è stato … “
“E tu?”
“Ho saputo dopo che era stato il figlio del rosso con suo cugino; so che l’hanno convocato al privè; qualcuno dice che li hanno puniti.”
“La smetti di masturbarmi? Io sto aspettando da una settimana; se insisti, eiaculo; hai paura a farti penetrare?”
“Ancora!?! Imbecille, mettilo dentro, sentirai che dolore per te, prima che per me!”
“Se arriviamo a ritrovarci innamorati, avrò ricavato da un brutto incidente un guadagno enorme … “
“Di che diavolo di guadagno parli?”
“Forse sarebbe meglio che tu non sapessi; se parlo, rischio di perderti. Vuoi rischiare?”
“Io non ti lascio, neanche se mi confessi che hai ucciso qualcuno con le tue mani; dopo tutto quello che è capitato, non mi posso scandalizzare di niente.”
“Hai detto tu che a violentarti sono stati il figlio e il nipote del rosso, o almeno che sono stati i primi responsabili; il più colpito è stato don Pasquale che ha fatto un gesto significativo; mi ha dato carta bianca per gestire la vicenda; in pratica, mi ha promosso suo vice; questo, in quegli ambienti, è tantissimo.”
“Quindi adesso sei pienamente organico alla mala … “
“Stefy, mi costringi a ripetere; per caso ricordi chi mi suggerì di chiedere il secondo favore pur sapendo che mi comprometteva?”
“Ma si trattava di salvare la vita di tua madre … “
“… a spese della mia libertà. Chi mi ha sollecitato ad accettare la candidatura, al servizio della mala?”
“Ma era per la tua carriera … !”
“… anche questo a spese della mia autonomia … Lo sai che in certe organizzazioni si esce solo da morti?”
“Va bene; sei un mammasantissima … o quasi. Ci può stare. Che c’entrano quei due ragazzi?”
“Forse non mi hai ascoltato; le corna a un capo si pagano con trenta vergate che, nella migliore delle ipotesi ti rendono storpio; è esattamente quello che toccherebbe a te per come ti sei comportata; per tua buona sorte c’è la prova che eri drogata … io avevo carta bianca e quindi dovevo decidere io, senza aiuti e senza consigli … “
“Che hai fatto?”
Tremava quasi in attesa della risposta.
“Stai calma … per ora …. Mi sono appellato a una convinzione che gira in Parlamento; se difendi i principi e applichi il rigore, ti trovi povero ma con grande soddisfazione; se scegli la trattativa, qualcosa di concreto ti resterà.”
“E quindi … ?”
“Stefy, mi pare che ti sei messa sul pulpito per predicare, dimenticando chi ha innescato il problema … “
“No; sono terrorizzata da quello che stai per dirmi; ma so bene che alla radice ci sono la stupidità di tua madre e un errore madornale mio; sono stata io a metterti nella necessità di scegliere. Che hai fatto?”
“Ho detto al rosso che potevo commutare la condanna in cambio dei contratti per due lavori in Francia da miliardi di euro e a patto che i due fossero esiliati all’estero. Per non trovarsi a dover fare il funerale a figlio e nipote, ha accettato; don Pasquale mi aveva dato carta bianca e i contratti sono miei. Ecco il guadagno; risparmiare due vite e incassare tanti soldi.”
“Va bene; hai deciso per il meglio, mi pare.”
“Sì, per ora, perché erano solo corna da dimenticare; ma potrebbe arrivare in qualunque momento, il giorno in cui dovrò ordinare l’uccisione di qualcuno; e, da vice del boss, non potrei essere tanto magnanimo … “
“Puoi rinunciare a tutto e tirarti indietro?”
“Perdio, ti ho appena detto che da certe strutture si esce in un solo modo, morti. Come vedi, i miei timori non erano campati in aria; ce la fai a restarmi ancora a fianco, sapendo cosa potrebbe accadere?”
“Sei sicuro di non avere difetti?”
“No, ne ho tantissimi e qualcuno insopportabile … “
“Allora, come ti accetto oggi, ti accetterei anche se ti dovessi macchiare di colpe gravissime; spero solo che non debba rispondere anch’io di concorso in reato o di un reato gravissimo.”
“Gli unici reati che rischi di commettere sono quelli contro la pubblica morale; e quelli voglio commetterli con te. Se non avessimo perso tempo in chiacchiere, saremmo già alla terza copula e non sotto il getto che si è fatto freddo.”
“Dai, preparo un po’ di pasta, poi facciamo l’amore e ti dirò tutto quello che vuoi sapere.”
“Prepara la pasta; per la tua esperienza al privè, mi ci porterai e la rifarai adattata a noi.”
“Dici davvero che vuoi venire con me al privè?”
“Intanto, è mio e possiamo anche andare solo a vedere che tutto funzioni; in secondo luogo, non ti drogherò; infine, se ripeti qualche performance con me, non sarebbe la prima volta che ci esibiamo in pubblico e in gruppo. Quindi, dov’è il problema”
“E’ nella pasta che scuoce e si fredda … Domani andiamo a trovare i tuoi e ti riappacifichi?“
“Signori giudici, ammetto di essere un mafioso, riconosco di essere un mammasantissima; ma tenete ben presente che non sono in grado di intendere e di volere perché chi guida le mie decisioni, è Stefania … che si sappia … !”
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