Stefania mi guarda spaventata e tace, perché i suoi commenti si sarebbero sentiti.
“Quando, dove, come?”
“Verresti a casa? Hai detto che sei con Stefania; io vorrei conoscere questa donna che sicuramente è degna di te; perché non me la porti a conoscere?”
“Perché nella casa profanata della mia fanciullezza non ci entrerò mai più, dopo che una troia l’ha insozzata in quel modo … “
“Mia moglie propone casa tua … “
“Pranzo e ceno fuori, sono in casa solo dopo cena; non puoi venire a parlarmi a mezzanotte … “
Attimi di silenzio, in cui si consulta con mia madre.
“Domani hai molti impegni?”
“Papà, per parlare con te, ma solo con te, mi libero anche tutto il giorno.”
“Ma ci sarà, ci deve essere anche mia moglie, sia chiaro; possiamo venire intorno alle undici al tuo studio?”
Stefania mi minaccia col pugno chiuso e mi accenna di si con la testa; confermo anche a lui; con un gesto assolutamente imprevedibile, Stefania spiazza entrambi e, approfittando del vivavoce, si rivolge direttamente a mio padre.
“Buonasera Nicola, sono Stefania; come sta?”
La voce di lui è chiaramente emozionata, quasi piange.
“Oddio, ragazza mia, conoscerti così, solo per telefono … è vero che vi volete bene? Pensate di vivere insieme, di sposarvi? Come vorrei conoscerti personalmente!”
“Papà, non correre, vivere insieme, sposarci; per ora stiamo benissimo insieme, se penso a quello che la signora Lara ti ha combinato dopo venticinque anni di matrimonio, mi passa la voglia anche della convivenza; è un ottimo insegnamento che la tua signora mi ha dato; mettilo nel carico, anche questo. In privato ti direi che amo questa donna perché è la persona giusta per me; dopo la vostra esperienza, ho paura anche dell’acqua fredda come quelli che si scottano con l’acqua calda.”
“Tua madre … non m’interrompere, me ne frego della tua rabbia, io so che è tua madre come so che sono tuo padre; lei ha commesso molti errori e molto gravi, anche; ma io ho conosciuto una donna meravigliosa, che mi ha dato un figlio di cui sono più che orgoglioso; dopo la terribile lezione che s’è presa da te, ha cambiato di nuovo rotta; all’improvviso è tornata a essere la donna che amavo, che amo e che voglio amare.
Tua madre sarà con me; so già, senza che tu me lo dica, che sarà un discorso difficile e doloroso, ma non puoi più nasconderti e dovete parlare, dobbiamo parlare, tutti e tre; per favore, convinciti che è giusto parlare di quello che è successo e di quello che sta succedendo; convincitene per me, per favore, non per mia moglie; ho bisogno anch’io di chiarezza.”
“Ma di che parli papà?”
“Davvero non sai niente?”
“Papà, non approfittare della mia pazienza. Che cosa dovrei sapere?”
“Li stanno massacrando, uno a uno?”
“Papà, soggetto, predicato e complemento. Chi sta massacrando chi?”
“Gli uomini che … uffa … quelli che mi hanno umiliato … gli amanti di tua madre … ed anche le loro famiglie innocenti … “
“Chi lo sta facendo?”
“Non si sa; tua ma … mia moglie dice che il mandante sei tu … “
“Di’ a questa st … upida che se afferma questa cosa in pubblico, la denuncio per diffamazione; forse ho ereditato la sua mostruosità, ma non in tutto e sicuramente una buona dose della tua dignità la conservo. Stia attenta a quello che dice … “
“Nando, possiamo parlarne con calma domani?”
“Con quello che mi dici, calma non potrà essere presente, avrà da fare con qualche troia che la mette all’angolo … “
“No, parleremo serenamente e chiariremo … Io lo so che non c’entri, ma forse riuscirai tu a capire che sta succedendo.“
“Questo forse sì, ho già una qualche idea. Però di’ a tua moglie che la colpa di questi eventi è sua come tutto il resto; ed io l’avevo avvertita; e sarà ancora colpa sua se le cose peggioreranno, anche per me.”
“Per te? Perché?”
“Papà, ti prego; ne parliamo domani, per telefono non è il caso. Buonanotte.”
“Buonanotte a te e anche a Stefania; vi saluta la tua mamma, anche se ti da fastidio; e dice che ti vuole bene come sempre.”
Ho appena riattaccato che devo fare i conti con la mia ragazza.
“Senti, amore, prima che tu mi sommerga di domande, siediti e ascolta; molti mesi fa, sei forse, l’agenzia ‘La lince’ mi consegnò un dossier che dimostrava il libertinaggio estremo a cui si era dedicata mia madre con numerosi amanti con i quali copulava a casa sua, nel suo letto, obbligando mio padre ad assistere; non ci fu verso di farmi dire chi avesse commissionato l’indagine.”
“Pensi sia stato don Pasquale, il mammasantissima che hai tirato per i capelli fuori dai guai?”
“Sì, ha certamente creduto di farmi un favore denunciando la perversione di mia madre; andai a casa e la trovai in pieno congresso carnale col suo macellaio; mio padre era legato a una poltrona e obbligato a guardarli; se ti piacciono le scene forti, ho fatto un video da usare se chiederò il disconoscimento di maternità; ma non ho nessuna certezza di farlo.”
“Stai vaneggiando; ‘mater semper certa’ è un principio assoluto; lo spermatozoo devi riconoscerlo dal DNA, l’ovulo è quello e basta; è sempre madre anche se non ti piace, perché batte su un marciapiede. Continua; che hai fatto?”
“Niente, ho detto forse qualche parola forte, nessuna parolaccia, ho proibito a mia madre di chiamarmi figlio ed ho sepolto tutto sotto un tappeto; dopo sei mesi, come hai sentito, tutto ritorna a galla ed ho una paura fottuta.”
“Che paura?”
“Hai sentito che è in atto una vendetta, di cui mia madre, che è più spietata di me, ma anche più perfida, sospetta che io sia il mandante. In ogni caso, è una faccenda assai brutta.”
“Credi che ci sia lo zampino di don Pasquale?”
“Ne sono quasi certo; solo lui può mandare una squadra punitiva a fare del male a intere famiglie; se il male ‘alle innocenti’ come ha detto mio padre è quello che penso io, allora avrò la certezza che è opera sua.”
“In questo caso, che succede?”
“Semplice; il dato assodato è che mi trovo, mio malgrado, debitore di un favore che il mammasantissima crede di avermi fatto, perché ha vendicato l’offesa delle corna che, nel loro criterio di valutazione, è il peggiore oltraggio che si possa arrecare a un uomo d’onore.
Se attribuisco la cosa a lui e per caso non è vero, lo offendo; se dovesse essere come io credo, mi trovo a essere il ‘giustiziere’ senza averlo voluto e avrei sulla coscienza famiglie distrutte, specialmente se don Pasquale ha deciso di far pagare a tutti anche il pizzo, in una zona che finora era esente; qualche danno accessorio vedrai che salterà fuori.
Quello che è peggio, è che domani mia madre verrà ad accusarmi del massacro dei suoi amanti e non riesce a vedere che è stato il suo comportamento a scatenare l’ira di dio … “
“Beh questo però devi farglielo capire; se non lo intende, è proprio una st … upida.”
“No, è l’espressione che hai pensato, non quella che hai detto?”
“Adesso che pensi di fare?”
“Io andrei a dormire. Vieni?”
“Prima però … non hai bisogno di scaricarti? Io sì … “
“Lo davo per scontato; sono troppo teso … “
Com'è finora?
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