Nonostante molte riserve espresse dagli interessati, giunsero alla determinazione di accettare la ‘sorpresa’ che Roberto intendeva fare; la sera prevista, si prepararono al massimo dell’eleganza e andarono, fra le migliaia di domande inutili che petulantemente Francesca poneva per sapere in anticipo cosa sarebbe successo; Roberto fu tetragono nella determinazione e invitò tutti a prepararsi ad una scenetta assai piacevole e risibile.
Il tavolo riservato era in una stanzetta separata, quasi un separé, ed era apparecchiato per nove persone; c’era spazio anche per i passeggini che ospitavano i piccoli; presero posto e Roberto dovette resistere al fuoco di fila delle domande che tutti ponevano e che miravano soprattutto a capire cosa sarebbe successo; finalmente si aprì la porta ed entrò Claudio, molto elegante in un completo raffinato; si diresse immediatamente dalla figlia e la salutò con affetto.
Barbara era piuttosto restia ad esprimere i suoi reali sentimenti per quel padre assente per lungo tempo ed ora riapparso per conoscere il compagno di sua figlia; presentò tutti, indicando la relazione familiare, dal suo uomo al padre e alla compagna, dalla sorella al compagno di sua madre; Claudio fu stranamente espansivo e cordiale con l’ex moglie; finalmente annunciò che aveva deciso di crearsi una nuova famiglia e chiese se volevano conoscere la futura compagna; tutti assentirono.
Uscì dalla stanzetta e rientrò dopo poco seguito da una signora bella ed elegante; fu Roberto a rompere il ghiaccio.
“Ciao, mamma!”
La futura compagna del padre di Barbara era la madre di Roberto e di Francesca, ex moglie di Lucio, insomma la famigerata ‘Elena la troia’ su ci avevano spesso scherzato tra di loro; lei trasalì, davanti a figli, ex marito e compagna di lui; uscì in preda al panico.
Il suo aspirante compagno la rincorse mentre un brusio di rimprovero si levava contro Roberto; che spiegò di avere dedotto da un sito di chat l’intento dei due e di aver preparato l’incontro per dare una lezione alla madre che si proponeva con un profilo di moglie fedele cacciata dal marito ed al padre di Barbara che ostentava una fedeltà monogamica assurda; fu Licia a dare corpo al rimprovero facendogli presente che certe cose si discutono prima e non con colpi di scena assurdi.
Inaspettatamente, Elena rientrò, si sedette di fronte al figlio e diede la stura ad una sfilza di motivazioni, a metà tra il pentimento e il rimprovero, cercando di spiegare che era giunta alla determinazione di cambiare regime di vita; aveva voluto incontrare la figlia dell’uomo che amava per chiederle di essere testimone alle nozze, perché quell’impegno era per lei fondato e decisivo, dopo una vita di errori per mancanza di maturità e di determinazione.
In pratica, sosteneva di avere sbagliato a sposare Lucio senza amore; ma era rimasta fedele finché aveva potuto e aveva visto nascere due figli che amava, anche se non riusciva a manifestarlo; l’incontro col suo primo grande amore in un momento di difficoltà aveva scatenato la sua reazione ed aperto la strada ad errori più gravi; il compagno che aveva scelto sapeva quasi tutto di lei ma avevano voluto fare le cose con un certo mistero per dare vivacità all’incontro, sbagliando ancora una volta.
Chiedeva a tutti di offrirle un’ultima occasione per riscattarsi; loro erano tutti acquietati, anche se avevano oggettivamente sofferto per rasserenarsi; chiedeva di essere aiutata a cambiare regime per ritrovare un suo equilibrio; sapeva di rivolgersi a persone che la giudicavano male; ma aveva chiesto l’incontro con la figlia di Claudio proprio a questo scopo; visto che era la compagna, o forse la moglie, di suo figlio, chiedeva che fossero entrambi a farsi garanti delle loro intenzioni.
Roberto resisteva nella sua convinzione di escludere per sempre sua madre dalle loro vite; ma Francesca corse ad abbracciare la madre e le disse quasi piangendo che voleva averla di nuovo a fianco, perché, alla sua età, l’assistenza di Fora non era esaustiva ma doveva essere affiancata dalla madre naturale che lei avrebbe amato anche se si fosse coperta delle peggiori colpe del mondo; rimproverò a suo fratello un integralismo fuori luogo; Flora concordò con lei e invitò anche Lucio a sostenere le ragioni di Elena.
Alla fine, la donna si trovò di nuovo circondata dall’affetto dei suoi, che le perdonavano errori macroscopici; i figli interpellati accettarono di essere testimoni delle nozze, Roberto per Claudio e Barbara per Elena; seduti finalmente a cenare, i colloqui presero l’ordine naturale per le ‘rimpatriate’; Elena si informò sul lavoro e sulla vita di tutti; abbracciò finalmente la ‘nuora’ e il nipotino che ammirò molto; rimproverò al figlio di non avere già provveduto a sposare la sua donna che le appariva degna di stima e di fiducia.
Arrivarono persino a scherzare, lei e l’ex marito, sulle fisime di lui a controllare ogni cosa e scherzò con Flora definendola nuova vittima del rigore formale di Lucio; parlando delle ragazze, seppe che sua figlia aveva già il ‘principe azzurro’ al quale si era concessa e che Barbara sperava di trovare un lavoro fuori dalla scuola dove sarebbe stata destinata; in uno slancio di entusiasmo, saltò fuori che la sua agenzia poteva assumerla se si realizzava un ampliamento previsto e non completato.
Poiché tutto si riduceva ad una nuova sede più grande, Ettore si propose per farle avere, con opportune manovre di permuta e integrazione, una sede in un edificio di nuova costruzione; Roberto le chiese di lasciare a lui il compito di ristrutturare adeguando alla funzione gli spazi; Claudio garantì il contributo per coprire le spese necessarie; Lucio fece un poco il pesce in barile poi, pungolato da Flora, espresse la disponibilità a dare una mano per sua nuora e il nipotino, a patto che rispettassero il suo desiderio di matrimonio.
Mentre Elena abbracciava insieme, con profonda emozione, i figli e la nuora, Flora gettò il classico sasso nello stagno.
“Licia, c’è una cosa ancora incomprensibile, in quest’atmosfera di pacificazione; Lucio mi ha sposato appena divorziato, Roberto e tua figlia si impegnano a sposarsi presto, Claudio ed Elena si sposano; tu ed Ettore perché continuate a fare i ragazzini capricciosi? Lui non può neppure chiedere l’affidamento di Barbara e non può coccolarsi da nonno il piccolo Lucio; che aspettate a sposarvi? Di farlo solo in articulo mortis? O temete di scoprire, alla vostra età e dopo una lunga convivenza, che non siete fatti l’uno per l’altra?”
La risata fu generale; Ettore le andò vicino e le diede un bacio sulla guancia, perché aveva espresso quello che lui desiderava dire da molto tempo.
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