Non provava nessun senso di colpa, la donna; anzi, nella sua logica, che per lei aveva il valore di Verità assoluta e incontrovertibile, subire le corna era il minimo che potesse capitare ad un imbelle che aveva accettato matrimonio e figli senza dare prova di nessuna reazione umana o di maschio dominante come sarebbe stato suo dovere; alla fine, si poteva tenere il palco di corna ed essere anzi contento che lo tradisse solo con un antico amante.
La sicumera che aveva raggiunto era ormai ad uno stadio di tale esaltazione che niente l’avrebbe fermata; e non poteva certo essere di ostacolo alle sue voglie il fatto che suo marito, che poteva benissimo lavorare da casa senza muoversi dallo studio, si dovesse prendere cura della casa e dei figli; lo aveva fatto per venti anni e non vedeva motivo per cambiare una situazione ormai incancrenita e di cui solo lei sentiva il peso e la noia.
Il livello di esagerazione fu tanto alto che non esitò a manifestare in pubblico, apertamente e incurante delle persone intorno, la sua passione per l’amante; molto spesso, quando erano fermi alla stazione ad attendere un convoglio della metropolitana, si abbandonavano ad effusioni inequivocabili; lei baciava il suo Paolo con tutto l’entusiasmo giovanile che cercava in quella relazione; lui stringeva, succhiava e palpava senza vergogna i seni e le natiche, quando non la masturbava da sopra la gonna.
Il diavolo, come è noto, fa le pentole ma non i coperchi; niente poteva coprire agli occhi di tutti la scena di lussuria volgarmente ostentata in attesa del treno; non si resero conto che, sul convoglio diretto in direzione opposta che si era fermato sul binario opposto, viaggiavano quel pomeriggio Roberto e Francesca, che tornavano a casa dall’Università dove avevano pranzato in mensa, come spesso facevano quando il padre aveva impegni.
Francesca sobbalzò e a stento il fratello le bloccò un urlo di dolore, quando scorse le figure trivialmente abbracciate sul marciapiede di fronte; prontamente, Roby tirò fuori il telefonino e, nei brevi momenti di sosta, riuscì a registrare un piccolo video e alcune immagini della madre che baciava lussuriosamente un amante, sotto gli occhi di tutti, in un spazio decisamente aperto al pubblico; lui stesso, come sua sorella, dovette asciugarsi una lacrima di fronte al fallimento della loro famiglia.
Il ragazzo avrebbe forse anche evitato di denunciare il fattaccio per sentire prima la versione della madre, della quale aveva già avuto molte notizie confuse di comportamenti assai libertini; ma Francesca era emotivamente assai più scossa e sconvolta; non appena Lucio tornò a casa, nel primo pomeriggio, si precipitò da lui, gli mostrò il materiale registrato dal fratello e pianse sulla spalla di suo padre per l’offesa che sentiva arrecata alla sua ingenuità.
Suo padre fece ricorso all’aplomb che in quei casi metteva in campo; riversò sul computer di casa il materiale registrato, preparò un paio di valigie con le sue cose e chiuse in una borsa assai capace tutti i documenti che teneva in cassaforte; telefonò allo studio e parlò con Flora, la sua assistente che era con lui sin dall’università, quando fu accolta come stagista dal famoso archistar a cui si era rivolta per essere seguita da un Mentore che ammirava.
Quando colse il senso delle scelte di suo padre, Roby chiamò a sua volta la sua ragazza, la diciannovenne Barbara, le spiegò per sommi capi il crollo della sua famiglia e le chiese se fosse disposta ad accettarlo a casa sua e di vivere insieme, in attesa di formalizzare la vita a due; l’altra gli chiese di aspettare che parlasse con sua madre; lo richiamò dopo una decina di minuti e gli comunicò che sua madre era disposta ad accoglierlo in casa ad alcune condizioni.
Licia era una quarantenne separata da anni e che viveva con un uomo, Ettore, un quarantacinquenne titolare di una impresa edile piuttosto nota, che amava sia lei che la figlia nata dal matrimonio con Claudio; poiché il suo amore era ricambiato dalle due donne con altrettanta intensità, non aveva problemi ad accettare come ‘genero anomalo’ il ragazzo della ‘figlia affettiva’, se veramente era intenzionato a ‘fare sul serio’ e non cercava solo un’avventura giovanile.
Roby, che era veramente animato dalle migliori intenzioni nei confronti di Barbara e che a quel punto desiderava defilarsi da una situazione assurda di famiglia ridotta a macerie, la rassicurò, mise in uno zaino poche sue cose e attese che suo padre facesse la scelta definitiva; non dovette aspettare molto; dopo cena, suo padre raccolse il suo bagaglio e scomparve; lui raccomandò alla sorella di non aspettare alzata sua madre e l’avvertì che si sarebbero sentiti per telefono; uscì soffocando un magone.
Quando Elena rientrò era quasi l’alba; stentò molto a rendersi conto e, più ancora, ad accettare la realtà che solo Francesca dormisse nel suo letto; di suo figlio e di suo marito nemmeno l’ombra; la colpì il portatile adagiato sul tavolo di cucina con una grossa freccia che lo indicava; lo aprì e la cartella ‘Elena’ le balzò agli occhi; impiegò i pochissimi minuti della ripresa a capire quello che era successo; le mancava l’autore del video, ma era chiaro che tutta la famiglia era al corrente delle sue ‘gesta’.
Tentò inutilmente di contattare per telefono Lucio e Roberto; ambedue i cellulari risultavano spenti; evidentemente almeno i suoi erano riusciti a dormire; lei, per la prima volta nella vita, si trovò impotente a reagire e non riuscì a prendere sonno, persa nel calcolo delle ipotesi che da quella situazione potevano derivare; di Lucio, sapeva che da anni era perso d’amore per l’assistente Flora; quasi certamente si era rivolo a lei; ma per suo figlio proprio non sapeva formulare idee.
Quando Francesca si svegliò, seppe che i suoi figli l’avevano vista limonare in metropolitana con Paolo; la ragazza l’aveva spiattellato al padre, che aveva anche riconosciuto il suo amante; da lì era scaturita la decisione di abbandonare di colpo il suo posto; la scelta di Roby di seguire suo padre era coerente con la solidarietà che da sempre c’era tra padre e figli; a Francesca, ancora minorenne, era stato imposto di rimanere casa della madre, assicurandole assistenza in ogni momento e in ogni caso.
Ormai solo per curiosità, Elena chiese a sua figlia dove pensasse che fosse andato il fratello; lei rispose che lo aveva sentito parlare con la sua ragazza; da quello che si erano detti, lui era andato a stare con lei e con sua madre; ad Elena la notizia che suo figlio avesse una ragazza da cui era andato a vivere scoppiò come una nuova mazzata che le diede, se mai ce ne fosse stato bisogno, la misura della sua estraneità alla vita dei figli; sperò di poter definire con calma la rottura con Lucio.
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