Un pomeriggio ricevo una chiamata, era mia cognata che mi chiedeva di passare da casa sua a sistemare il pc, perché aveva fatto un casino e non voleva beccarsi una punizione dai genitori. Non ho dato nessun peso alla cosa, perché già altre volte avevo risolto dei problemi a lei e a suo padre, con il pc. Poco dopo ricevo anche la telefonata di mia moglie che mi prega di far sì che tutto funzioni, perché altrimenti suo padre realmente avrebbe punito la sorella. Arrivo alla casa, citofono e salgo. Appena entro in casa, me la trovo davanti con le tette di fuori ed un mini perizoma in pizzo. Non ho il tempo di dir nulla che lei si abbassa davanti a me, mi apre i pantaloni e, in pochi istanti, me lo prende in bocca. Ho il cazzo di pietra, lei mi guarda e mi sorride: «Era questo che volevo come regalo!» Me lo succhia e lo ingoia facilmente. Ho un flash e, nella mia mente, ricordo le parole, di Diego mentre scopava mia moglie, quando le ha detto che questa puttanella lo succhiava bene e allora glielo spingo tutto dentro la gola. Lei lo ingoia con sorprendente disinvoltura . Mi succhia e, quando si rende conto che adesso io sono eccitato, si solleva e mi porta in camera da letto. Si sdraia sul letto a cosce aperte. Inizio a leccarle la fica, lei geme, poi gode velocemente. Allunga le mani, mi afferra la testa e mi trascina su di sé: «Scopami! Dai, che non resisto, lo voglio! Dai, infilamelo dentro! Tutto dentro» Mi allungo su di lei, appoggio la cappella fra le labbra della fica e poi infilo tutto il mio membro in un colpo solo. Avverto una strana resistenza e vedo lei che fa una smorfia di dolore; solo allora realizzo il significato delle parole di Diego: cazzo, non lo voleva perché era vergine! Dopo un attimo, lei cambia espressione del viso, incomincia a godere e mi asseconda nei movimenti, sollevando il corpo per venire incontro al mio cazzo, che affonda in lei. Gode ed urla di piacere senza sosta. «Sì, così ti volevo! Non sai quanto ho desiderato questo momento! Volevo esser sverginata da te! Dai, scopami forte e fammi godere!» La sbatto per una buona ventina di minuti e lei gode tantissimo. Poi, quando sono al limite, cerco di sfilarmi per non venirle dentro, ma lei mi blocca allacciando le gambe sulla mia schiena. «Non uscire: voglio sentirti dentro! Sborra pure liberamente, sono protetta!» La sbatto come un pazzo furioso, con colpi sempre più forti e, alla fine, le riverso in copro una gran dose di sbroda, che la fa godere ancor di più. Mi sfilo e distendo supino. Lei non mi mola. Si allunga sul mio corpo e lo prende in bocca. Lo succhia e lecca facendolo restare durissimo.
Poi mi sorride e si mette distesa di lato, offrendomi il culetto. «Dai, completa il lavoro! Fammi anche il culo!» Ho iniziato a lubrificarle il culo con la mia stessa sborra che colava da davanti e poi, con decisione, le sono entrato dentro. Anche in questo caso, ha avuto un gemito di dolore, ma, alla fine, lo ha preso tutto nel culo. «Cazzo, fa piano! Sei grosso! Mi fai malissimo, ma è bello: non ti fermare!» Ho preso a pomparle il culo e, dopo che lei ha avuto un orgasmo, le ho riempito il culo di sperma caldo. Ero ancora infilato dentro di lei che ho sentito un rumore, mi son voltato e quello che ho visto mi ha gelato il sangue: mia moglie, in piedi davanti alla porta della camera, con Diego al fianco! Prima che potessi dire qualche cosa, lei è venuta a sedersi sul letto e lui si è avvicinato a Lucia. Diego ha baciato mia cognata e poi mi ha sorriso. Io ero stupito da tutto questo e mia moglie mi ha dato una spiegazione. «Va tutto bene! È stato solo un piano che abbiamo architettato alle tue spalle, ma è tutto a posto. Mia sorella voleva esser sverginata da te, perché quello di Diego, è troppo grosso e non lo voleva far soffrire; così, io mi son fatta scopare da lui e tu hai scopato e reso donna lei, quindi siamo pari direi: no?» L’ho guardata e, mentre lei parlava, Diego si è spogliato e Lucia lo stava già succhiando. Francesca mi bacia e si spoglia a sua volta. Cominciamo a scopare, dapprima ciascuno con la sua, ma poco dopo ce le godiamo assieme. Le abbiamo prese in doppia tutte e due e, da quattro mesi, ce le scopiamo regolarmente insieme. Lucia è incinta e Diego ne è entusiasta. Ho scoperto che mia cognata non era protetta e temo che il figlio che ha in grembo sia mio, ma sembra che non importi a nessuno, quindi, adesso, mi scopo sia mia moglie che la sorellina e, devo dire, che è una vera troia: ormai beve più sperma, che latte. Diego è felice e già parlano di matrimonio; intanto io mi godo il piacere di chiavare queste due splendide troie.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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