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Erotika
Cognati! · Cap. 1
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Capitolo 1 di 5 11 min di lettura

La cognata molto troia.

Adesso fammi sentire quanto sei brava tu a succhiare il cazzo!

pennabianca
1 anno fa · 1.9k letture · 0

Mi chiamo Luca, ho 37 anni e sono un bel macho, come dice mia moglie. Alto oltre la media, occhi chiari e biondo di capelli. Il fisico è normale, né grasso né magro, e nemmeno palestrato. Da circa 10 anni son sposato con Adele che ha la mia stessa età, è una bella donna, mora, occhi scuri, con un bel seno. Il culo è un po’ aumentato di volume da quanto ha partorito due anni addietro, ma, in ogni caso, è bello sodo. Dopo il parto, ma già durante la gravidanza, le cose fra noi, sotto il profilo sessuale, sono cambiate notevolmente. Durante la gravidanza ha avuto qualche problema ed i nostri rapporti si son molto diradati, però credevo che, una volta partorito, tutto o quasi sarebbe rientrato nella normalità. Invece, dopo, tutto è continuato con la sua quasi indisponibilità. Di conseguenza, mi son arrangiato alla meglio, dapprima con delle seghe, poi con qualche scappatella occasionale, ma ero consapevole che stavo rischiando molto. Il mio lavoro come consulente sulla sicurezza mi porta spesso in giro per la regione a tenere corsi nelle aziende e, quindi, le occasioni non mi mancano per qualche avventura. Di recente ero ben lontano da casa ed ho scoperto che, da quelle parti, c’era un bel club prive', con annessa spa nudista. Una sera, dopo cena, mi reco nella struttura per vagliare la possibilità di far una bella scopata, magari in maniera un po’ diversa e, soprattutto, tranquilla. Entro, mi reco nello spogliatoio e poi dentro una delle vasche della piscina, ben riscaldata; mi rilasso, guardandomi un po’ intorno ad ammirare la fauna del posto. Di punto in bianco, da dietro una colonna, appare Silvia, mia cognata. Ci guardiamo un attimo più che sorpresi: lei è abbracciata ad un tizio che sembra molto più giovane ed è chiaro che fra loro vi è qualcosa di inequivocabile. «Ma tu, che ci fai qui?» Io la guardo e mi rendo conto che, se ci sono io e c’è anche lei, ci troviamo in una condizione di parità, con egual possibilità di rischio di sputtanamento. «Io sono solo e son venuto a rilassarmi, ma vorrei sapere da te che ci fai qui con quello che non mi sembra Matteo.» Ammetto che, da tempo, avevo detto a mio fratello di non trascurare sua moglie per la carriera, ma lui ha fatto orecchio da mercante. Silvia ha un anno più di mia moglie ed io la considero una gran bella fica e lei è consapevole di questo. Mentre aspettavo la sua risposta, le ho dato una profonda occhiata, dal momento che era nuda. Ho sentito il mio cazzo prender vita e la mia mente seguire una certa idea. Lei, sciorinando il suo visino angelico, ha cercato di darmi una qualche spiegazione, mentre mi presentava il ragazzo.

«Lui è Simone, un amico. Però mi sembra di aver capito che Adele non è al corrente che tu sia qui? Io ci sono venuta oggi per la prima volta, con lui. Son qui a rilassarmi, come te d’altronde. Lo sai che tuo fratello mi trascura non poco, mi sento non più desiderata e poi, è un po’ di tempo che mi scopa pochissimo e male. Lui pensa solo al suo lavoro, mentre io non ci sto a farmi metter da parte: ho bisogno di sentirmi desiderata, posseduta, dominata. Se mantieni il segreto con lui, io farò altrettanto con Adele. Che dici, ci stai?» Le ho dato una profonda occhiata, quasi a verificare se, ciò che fino ad oggi avevo solo immaginato, fosse reale. Il suo corpo è tonico, alta 1.75 circa, longilinea, ma con un bel seno superbo ed un sedere da capogiro; con i capelli biondi corti e gli occhi grandi, di un blu intenso, emanava una selvaggia sensualità, cui era difficile resistere. Ho pensato che mio fratello era un fesso a trascurare un bocconcino di tal fatta. «Ok, d’accordo, ma fa attenzione a quando ci troviamo tutti assieme, a pranzo con i suoceri: dovrai cercare di non lasciarti sfuggire frasi compromettenti.» Immersi nella vasca, abbiamo iniziato a parlare tutti e tre e lì, per la prima volta, lei si è aperta e mi ha detto esattamente quello che provava e pensava riguardo al sesso. «Desidero sentirmi viva, capisci? Desiderata e scopata forte; voglio vivere ed emozionarmi, godere nel sentirmi posseduta. Mi piace il cazzo e devo averlo, se non da tuo fratello, me lo cerco in giro! Ho provato a sollecitare il suo desiderio, credimi, in tanti modi, ma lui ha perso interesse sia per me che per il sesso, pensa solo a far carriera.» Mentre parlava il mio sguardo è caduto sul suo seno in bella vista, davanti a me. Guardavo quel seno dalle curve allettanti, le sue rotondità piene adornate da capezzoli duri, eccitati. Lei ha sorriso, intuendo che aveva destato il mio interesse ed il suo sguardo è sceso in basso a vagliare il mio cazzo, che già stava pulsando e, pian piano, cresceva. Senza dir nulla, si è avvicinata e il suo corpo ha aderito al mio. Ha stretto le sue braccia intorno al mio collo ed ha appoggiato una guancia ad una mia. La sua voce languida mi ha fatto schizzare il cazzo alle stelle. «Finalmente ho il mio bel cognatino per me; sai che ho sempre avuto un debole per te? Ho sempre percepito su di me il tuo sguardo e la cosa mi ha sempre offerto motivi di soddisfazione.» Sfruttando la leggerezza del corpo immerso, ha iniziato a strusciarsi contro il mio e lo spingeva in modo da far aderire la fica sul mio cazzo, ormai durissimo. Sentirla fra le braccia, dopo averla segretamente desiderata, era sconvolgente.

Il suo comportarsi da porcella con appetiti sessuali morbosi mi sollecitava desideri mai nemmeno immaginati. Con la bocca, ha preso a leccarmi il lobo ed a mordicchiarlo, senza smettere di strusciarsi con sempre maggior vigore. «Sento che mi desideri. Anch’io ti voglio! Mi piace il tuo cazzo, ero sicura che eri ben messo e sono anche certa che, se mi scopassi, mi faresti godere molto. Mi vuoi?» Un attimo dopo le nostre bocche si sono unite; mi ha spinto la sua lingua in bocca fino in fondo, iniziando una danza erotica con la mia. Dopo questo bacio voluttuoso, lei mi ha chiesto se mi fosse piaciuto spostarci in un camerino dello stesso prive'. «Andiamo in un posto più comodo? Che ne dici? Vieni?» Mi ha fissato negli occhi e poi, pian piano, si è sollevata dalla vasca e, giratasi molto lentamente mi ha fatto osservare a lungo il suo culo. Uscita dalla vasca con Simone, si è avviata verso la zona camerini. Senza indugio l’ho seguita. Simone, ben esperto del posto, l’ha condotta dentro una stanza con un grande letto e, una volta entrati, lei ha chiuso la porta. Lui si è avvicinato, ma lei gli ha intimato di restare ad ammirarla. «Simone, per ora resta a guardare: ho voglia di dedicarmi completamente a lui, poi darò spazio anche a te.» Senza nessun indugio, l’ho stesa sul letto e mi son dedicato al suo corpo. Avevo voglia di assaggiarlo tutto ed ho iniziato proprio dal suo seno. Steso su di lei, ho preso i capezzoli, durissimi, in bocca e li ho succhiati e morsi. Li ho stretti con le labbra ed ho iniziato a tirarli, poi, con delicatezza, le ho fatto sentire i miei denti. Ha iniziato a gemere. «Sì, dai, mangiami i capezzoli... e poi la fica! Dai, fammi impazzire, che non puoi immaginare da quanto tempo ho desiderato tutto questo! Sono tua!» Mi son gustato il seno e poi son sceso giù indugiando, finché lei, eccitatissima mi ha spinto la bocca sulla sua ostrica, che grondava umori e profumava di cagna in calore. «Dai, così mi uccidi! Leccami che son ridotta in un lago!» Ho annusato il suo profumo più intimo. Mi ci son lanciato ed ho iniziato ad assaporare ed esplorare ogni anfratto della sua intimità. Le ho lappato il clitoride gonfio di umori ed ho iniziato a succhiarlo; intanto la mia cognatina si contorceva dal piacere. Ad un tratto, mi è esplosa in bocca ed io ho raccolto tutto il suo nettare prelibato. «Vengo! Accidenti, ma sei davvero bravo! Godo, porco! Mi fai morire!» Dopo aver assaporato il suo nettare, mi son allungato e messo in ginocchio accanto a lei, offrendole la mia verga durissima.

Prima di andare avanti…

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