Vai al contenuto
Erotika
Cognati! · Cap. 3
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 3 di 5 15 min di lettura

Mi ha concesso a sua sorella.

Averti concesso a Cinzia, per una volta, può anche starci, ma da domani sei solo mio

pennabianca
1 anno fa · 612 letture · 0

Mi chiamo Bruno, ho 48 anni, sono di media statura, capelli bianchi che porto corti, occhi scuri, fisico non troppo snello, ma nemmeno grasso. Da 23 anni sono sposato con Iris, una bella donna, alta quanto me, bionda dai capelli corti, occhi chiari, un seno prorompente di una quarta piena e un bel culone grosso, sempre molto ammirato dai maschi che la incrociano. Mia moglie ha una sorella di solo 13 mesi più giovane, a nome Cinzia; sono sempre state molto unite, cresciute come gemelle e molto affiatate. Lei è alta come mia moglie, anche lei bionda, ma con i capelli un po' più lunghi, occhi chiari e, forse, il seno un po' più piccolo: forse una terza? Anche lei ha un bel culetto che sormonta cosce lunghe e ben tornite. Cinzia vive e lavora in un'altra città, non è sposata, perché, a suo dire, preferisce d'esser libera ed indipendente. Dopo mesi che non si vedevano, mia cognata è venuta a casa nostra per passare il weekend assieme a noi, anche perché, nella galleria del Museo Nazionale che c'è nella mia città, era stata allestita una mostra molto importante, che lei desiderava vedere. È arrivata il venerdì sera e, dopo averla sistemata, siamo andati tutti a letto, perché era molto stanca. Abbiamo passato quasi tutta la giornata del sabato a girare per l'importante museo, ammirando opere d'arte veramente uniche. Alla sera, volevo portarle entrambe a cena fuori, ma, sia mia moglie, che sua sorella, hanno optato per una cenetta intima in famiglia. Mentre esse son andate a fare visita ad un'anziana zia, che abita non troppo lontano da noi, io mi son impegnato a cucinare qualcosa di gustoso e sfizioso. Quando sono tornate, era quasi tutto pronto, ma mia moglie e sua sorella sono sparite in camera e, quando son tornate, mi hanno lasciato senza fiato. Si erano entrambe cambiate e mi son trovato davanti due splendide femmine, che indossavano due tubini elasticizzati, tacchi alti e, sicuramente, calze autoreggenti. Le ho guardate cercando di capire e loro hanno sorriso divertite. «È vero che non andiamo a cena fuori, ma un bravo cuoco come te ha preparato di sicuro qualcosa di prelibato e l'idea di cenare insieme a te ci fa molto piacere; quindi abbiamo deciso che dovevamo aver un abbigliamento adeguato per gratificare i tuoi occhi ed la nostra autostima.» Seduti a tavola, abbiamo cominciato a mangiare e, soprattutto, a bere. Un brindisi dopo l'altro e due ottime bottiglie di Verdicchio, si sono subito svuotate. Ben presto i ragionamenti son caduti sul sesso e mia moglie Iris ha iniziato a tessere le mie lodi come maschio, in quanto la facevo godere molto.

«Cinzia, devi credermi: Bruno è un vero porco! Ogni qualvolta vede una gonnella nuova, non perde l'occasione di infilarcisi sotto! Lui, dove trova quella che gliela presta, non si tira indietro. Sospetto che chiavi dove trova terreno fertile, però mi soddisfa ogni volta che ne ho voglia; per me, questo, alla fine, è importante! È bravissimo quando mi lecca la patata e, Cinzia, non ci crederai, ma mi manda in orbita ancora adesso, che sono anni che me la lecca, perché una sempre una bella sensazione e mi fa godere tantissimo!» Naturalmente mia cognata mi ha rivolto un'occhiata interessata e, giratasi verso la sorella, ha preso a scherzare dicendo di non crederci, che fosse tutto un'illusione. «Ma dai! Certo, solo lui saprebbe far godere le donne? Ma smettila: gli uomini son tutti uguali! Siamo noi donne che facciamo la differenza.» Io ero in piedi che servivo il dessert e ho dato man forte a mia moglie. «Cinzia, tu puoi pensare quel che vuoi, ma quello che ti ha detto Iris è tutto vero; mi accorgo subito se una donna finge o gode per davvero e lei si bagna tantissimo, quando la lecco.» Lei ha guardato mia moglie e colte di sorpresa, sono scoppiate a ridere. Allora ho dato uno sguardo malizioso a mia moglie e, ridendo, ho dato la mia disponibilità. «Se tua sorella me lo lascia fare, te la lecco anche subito!» Loro si sono guardate quasi incredule, ma la prima, a rompere l'imbarazzo che si era creato, è stata mia moglie. «Accidenti, che porco! Tu, pur di collaudare una fica diversa, cosa non faresti? Sei davvero un gran porco!» Io allora sono andato dietro a Cinzia e le ho accarezzato i seni, l’ho provocata costringendo mia moglie ad accettare. «Allora, Cinzia, ti va di provare o no? Tua sorella non può che accettare la prova per convincerti che ha ragione.» Mia moglie si è alzata in piedi e, dopo aver preso sua sorella per mano, si è girata verso di me e mi ha invitato a seguirle in camera da letto. «Andiamo, stallone! Vediamo come riesci a dimostrare a mia sorella di esser un vero toro da monta! Adesso leccherai mia sorella e la farai godere come fai con me!» Entrato, mi sono spogliato nudo ed ho visto lo sguardo ammirato di mia cognata, quando ha potuto ammirare il mio cazzo già duro. «Accidenti: sei munito di questo bel gioiello? Complimenti, cognatino!» Cinzia, dopo averlo guardato avidamente, si è spogliata a sua volta ed io le ho ricambiato i complimenti.

«Non pensavo che fossi una fica così bella! Hai un gran bel corpo come quello di tua sorella!» Lei mi ha dato del bugiardo, mentre io, di sottecchi, guardavo mia moglie; era impassibile! Mi sono posizionato alle spalle di Cinzia, baciandole il collo e prendendole i seni tra le mani. Dopo averci giocato un po', ho continuato a baciarle il collo e son sceso ad accarezzarle il monte di venere e la fica, appoggiando il cazzo ben duro tra le sue cosce, spingendolo in avanti contro le labbra della sua fica. La masturbavo piano e lei ha aperto le cosce, ho inserito due dita nella sua fica già bagnata, ha preso a muovere il culo per gustarsi il cazzo. Poi si è girata cercando la mia bocca e ci siamo baciati. La porca si è subito dimostrata esperta, ma quello che mi sorprendeva, era l’atteggiamento di mia moglie, che ci lasciava fare senza muovere un dito. Fino a quel momento, avevo sempre pensato che mia moglie fosse molto gelosa, mentre ora ci stava guardando con apparente indifferenza. Mi son concentrato su Cinzia. «Allora la vuoi una bella leccata alla passera?» Lei mi ha sorriso, ha dato uno sguardo a sua sorella e poi si è stesa sul letto. Mi sono girato verso Iris, mia moglie, e con un cenno del capo le ho chiesto il consenso. Lei mi ha sorriso ed ha annuito. Cinzia ha allungato le braccia e ci siamo baciati a lingua in bocca. La troietta doveva esser proprio affamata o, forse, voleva far ingelosire la sorella? Le ho messo un cuscino sotto il culo e lei mi ha guardato in modo sospetto. «Che c’è? Se devo leccare la tua passerina, voglio star comodo!» Mi ha sorriso maliziosamente. Ha spalancato le cosce ed ho visto che aveva una leggera striscia di peli che circondava la vagina, un bel pelo, ben curato e morbido. Ho iniziato a baciarle le grandi labbra senza aprirle, le facevo scorrere la lingua sulla fessura chiusa. Lei, impaziente, ha spalancato le cosce e cosi mi sono trovato davanti al viso la sua fighetta aperta. Ho sollevato lo sguardo, ho sorriso a mia moglie e mi son tuffato in quel bel fiorellino voglioso e, tenendo aperte le grandi labbra, ho iniziato a leccarla con calma, un colpo di lingua per volta. Lei ha sussultato ed io ho sorriso compiaciuto: come inizio era molto promettente! Subito mi son reso conto che era già fradicia e ben calda. Avvertivo il cazzo sempre più duro. Ho infilato un dito ed ho preso a scoparla con calma, muovendo il dito dentro/fuori, mentre la leccavo, sempre più in profondità. Poi, sono arrivato al suo bottoncino e l’ho imprigionato tra le mie labbra: lei ha sussultato e si è girata verso sua sorella.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 4

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista