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Erotika
Cognati! · Cap. 1
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Capitolo 1 di 5 11 min di lettura

La cognata molto troia.

Adesso fammi sentire quanto sei brava tu a succhiare il cazzo!

pennabianca
1 anno fa · 1.9k letture · 0

«Adesso fammi sentire quanto sei brava tu a succhiare il cazzo!» Ha spalancato la bocca e si è messa tutta la mia asta in bocca, poi ha iniziato con estrema dedizione a leccarmela. Andava giù fino all’ano, che esplorava ben bene con la lingua, per poi salire sulle palle, fino alla punta del cazzo, che succhiava benissimo. Ero troppo carico per resistere ad un simile trattamento, così ho deciso di godermi la pompa e di inondare la sua gola. Le ho appoggiato una mano sulla testa e le ho spinto il cazzo in bocca, fin in gola, ed ho iniziato a spingere, finché non son venuto e le ho riversato tutta la mia crema in gola. «Brava, troia, bevi! Ingoiala tutta!» Lei da troia perfetta ha ingoiato tutto con ingordigia, poi, con dovizia, mi ha pulito il cazzo per bene, lasciandolo lucido e ancora ben duro. Simone, nel frattempo, era lì che guardava e si toccava il cazzo, anche lui bello carico. Io mi son disteso e lei ha continuato a succhiarmelo, fin quando si è resa conto che ero di nuovo duro. A mia volta, nel frattempo, le impastavo i seni e, ad un tratto, lei si è sollevata e mi ha limonato in bocca. L’ho guardata negli occhi ed ho espresso una sentenza inappellabile. «Sei una femmina magnifica! Una troia incredibilmente calda e vogliosa! Tu sei fantastica e mio fratello è un coglione a trascurarti!» Per tutta risposta, lei ha inarcato la schiena e, preso il cazzo, ormai nella sua piena durezza, stante anche la manipolazione esercitata sulle palle, lo ha fatto scorrere lungo lo spacco della sua fica per umettarlo. Dopo di che, se lo è spinto dentro con estrema dedizione e calma, impalandosi su di me e facendoselo giungere fin dentro la pancia, per poi prendere a cavalcarmi come una sfrenata amazzone. Era sconvolgente: saliva e, nello scendere, faceva roteare il bacino, così da sentirlo al meglio, fino a che non fosse giunto in fondo! Ha avuto un orgasmo fortissimo! Dopo aver goduto, si è sfilata e si è messa a pecora e, come mi aspettavo, ha inarcato bene la schiena per riceverlo tutto dentro, ancor più di prima. Sono entrato come un ariete e con una potenza inaudita, ho iniziato a darle spinte durissime con la mia verga impazzita nel trovarsi dentro il suo fiore fradicio di umori. La sfondavo e lei godeva come una vacca. «Sì! Sì! Sì! Sì! Sì! Sì! Ancora! Dai, fottimi, spaccami, chiavami !» L’ho fatta godere bene e a lungo, poi mi son sfilato ed ho iniziato a leccarle le bellissime natiche. Ho affondato la mia lingua nel suo ano e ho iniziato a giocarci. Desideravo troppo il suo culo. Lei guaiva come una cagna. Poi mi son voltato verso Simone e l’ho fatto avvicinare; gli ho ordinato di metterle il cazzo in bocca. Lui non ha avuto un attimo di esitazione e subito l'ha riempita con il suo paletto ben duro.

«Adesso la mia cognatina troia, mi fa vedere come prende il cazzo di Simone in bocca! Lo devi ingoiare tutto!» Non ha fatto nessuna obiezione e lo ha accolto tutto, fino in gola. Le ho lubrificato il culo, infilandovi dentro un po’ di saliva con un dito, per poi farne diventare due. Ha mugolato un po’ a bocca piena, ma poi ha cominciato a rilassarsi e ho capito che desiderava avermi anche lì. Muoveva il culo andando incontro alle dita per sentirle meglio dentro. Allora ho fatto colare un rivolo di saliva sul buchetto e vi ho appoggiato sopra la mia verga durissima, pian piano ho iniziato a spingere. Ho subito avuto la percezione che fosse molto stretto, indice del suo scarso utilizzo; la cosa mi ha un po’ stupito. Lei ha cercato di sottarsi, ma io ho continuato inesorabile a spingerglielo dentro e, pian piano, mi son fatto spazio in quel delizioso buchetto. Una volta sprofondato tutto dentro, le ho dato il tempo di rilassarsi ed abituarsi; poi ho iniziato a muovermi piano. Sentivo il cazzo come stretto in una morsa, impazzivo dall’eccitazione. Ho preso a muovermi sempre più forte, fin quando ha goduto. Ha urlato il suo piacere: ho avvertito la contrazione dei muscoli dello sfintere che risucchiavano il mio cazzo sempre più dentro. Anche in questo caso, le ho dato tempo per godere, poi l’ho afferrata per i fianchi e son rotolato sotto di lei, che si è trovata su di me, impallata di culo ed a gambe in aria, aperte. Simone ha intuito la mia idea: si è messo subito in posizione ed ha iniziato a penetrarla davanti, per prendere a scoparla assieme a me in una doppia sconvolgente. È andata in delirio. Ha preso a godere in continuazione, fino a che, sfinita, ci ha pregato di concludere. «Venite, che sono esausta! Voglio sentire la vostra sborra dentro! Su, inondatemi i buchi!» Il primo è stato Simone, che l’ha pompata ancora più forte e, mentre lei aveva un ennesimo orgasmo, lui le ha riservato dentro tutto il suo piacere. Dopo che lui si è svotato nella sua fica, io l’ho posizionata di lato ed ho preso a chiavarla nel culo con forza quasi animalesca. Ha urlato, sia di dolore che per piacere, finché le son venuto nelle viscere. «Cazzo, fa piano! Mi sgarri il culo! Dai, godo! Porco!» Un ultimo affondo durissimo e le ho riversato dentro il poco seme che era rimasto nelle mie palle. Sfiniti, sudati, ma contenti, siamo rimasti abbracciati per un po’. Lei si è girata verso di me, i suoi occhi erano raggianti di felicità. «Lo sai che è bello esser scopata dal cognato? Mi hai davvero fatto godere molto! Da oggi non ti mollo più! E se lo vorrai anche tu, potremo scopare ogni volta che ci va, cosi non abbiamo necessità di andar fuori a cercare avventure, che potrebbero crearci problemi.»

Ho annuito e lei mi ha sorriso. Stavo per rialzarmi, quando lei mi ha fatto distendere supino e mi è salita sopra, al contrario. «Adesso leccami tutta! La tua lingua mi fa impazzire, la voglio sentire ancora.» Ho iniziato a leccarla, infilando la lingua fra le grandi labbra. Percepivo l’odore del sesso dell'altro, oltre il mix dei nostri umori; ho leccato tutto, per poi succhiarle anche il clitoride. Ho iniziato a succhiarlo, mordicchiarlo, tirarlo finché l’ho sentito ben gonfio e pronto ad esplodere; lei h goduto di nuovo e mi ha scaricato il suo getto, direttamente in gola. Mentre lei si godeva la mia bocca, con la sua mi ha succhiato a morte il cazzo. Appena venuta mi ha pompato con furia, finché non le ho dato il succo delle mie palle direttamente in bocca. Siamo rimasti ancora un po' abbracciati e poi ce ne siamo andati. Da quel giorno, una o due volte a settimana, ci incontriamo in un posticino segreto e riservato: la scopo a morte. Lei è felice e nelle nostre famiglie regna l’armonia più assoluta.

 

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