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Erotika
Papà ti amo! · Cap. 5
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Capitolo 5 di 10 21 min di lettura

Scopami papà!

Un fatto avvenuto tanti anni prima rivela una verità che porta la protagonista a scoprire che tutto non è come sembra.

pennabianca
1 anno fa · 597 letture · 0

Mi schizza dentro tutto il seme che gli era rimasto nei coglioni. Non mi riconosco più. Da inesperta ragazzetta, sono rapidamente diventata una vera troia e ne sono felice, me ne compiaccio. Restiamo distesi a riprender fiato. Il primo a parlare è Augusto. «Sei diventata una donna da favola: scopi benissimo, forse meglio di tua madre.» Lo guardo e poi mi giro verso Bruno; lui ha il capo chino, mille interrogativi affollano il mio cervello, voglio chiarimenti, ma è ancora Augusto che parla. «Ma ancora non le hai detto la verità? Credo che sia giunto il momento che sappia tutto.» Io mi sollevo, li guardo. «Che devo sapere? Volete parlare, per favore?» Bruno mi prende le mani, mi sorride, è teso. «La verità è che lui è il tuo vero padre.» Io resto basita, lo guardo e non capisco. «La verità è che lui è il tuo vero padre. Io lo sono per la legge, ma lui è quello biologico. Tua madre era innamorata di entrambi e non sapeva chi scegliere. Insieme la corteggiavamo: io avevo cominciato a lavorare, lui, invece, con i soldi di suo padre, si godeva la vita da vero donnaiolo. Lei era felice, ma non sapeva chi scegliere. Un giorno lo vide far la corte ad un’altra e tua madre si infuriò al punto da decidere di star con me.» Poi è la voce di Augusto che continua il racconto. «La sera prima, venne da me, facemmo l’amore in maniera fantastica: lei fu meravigliosa. Poi mi disse: ecco cosa ti sei perso. L’indomani andò da Bruno, fu sua con tutta sé stessa. Un mese dopo si sposarono, lei era incinta di te.» Continua Bruno l’altra parte del racconto. «Mi disse che, se si fosse unita a lui, sarebbe stata sempre a pensare di essere tradita, mentre io ero più affidabile. Io credevo che tu fossi mia, lei non mi disse di esser stata sverginata da lui. Quando tu avevi circa quattro anni, ebbi un’infezione alla vescica e, fra le varie analisi effettuate, venne fuori che ero sterile, lo ero sempre stato. Tua madre mi disse di aver fatto una sola volta l’amore con lui e non credeva di esser rimasta incinta.» Io guardo Augusto, lui mi sorride e riprende il racconto. «Quando l’ho saputo, son rimasto malissimo. Ero innamorato di tua madre, forse per la prima volta nella mia vita avevo trovato una vera donna, ma lei non mi aveva voluto, né prima, né poi. Decise di andarsene. Aveva un senso di rimorso per aver ingannato lui e me. Allora noi due decidemmo che le cose potevano essere lasciate così come il destino aveva voluto.

Col tempo sei diventata bellissima e io non son riuscito a non desiderarti. Lui mi ha sempre tenuto al corrente di tutto e poi, ecco, il resto lo sai. Ora sei abbastanza grande per decidere quel che vuoi fare.” Io li guardo, mi sento alquanto confusa. «Ci devo pensar su.» Lui riprende il timone e ci avviciniamo all’isola. Attracchiamo e decidiamo di andare a mangiare il pesce in un ristorantino del posto. Appena dentro, mi sento chiamare. «Giusy, che ci fai qui?» Mi giro, Flavia mi viene incontro, mi abbraccia e sento il suo corpo aderire al mio. «Chi sono questi due splendidi signori? Lui forse lo conosco, è tuo padre, ma l’altro?» Faccio le presentazioni, Augusto insiste che lei pranzi con noi. Ci divertiamo un mondo, si ride, scherza, e poi lui invita Flavia, che è giunta sull’isola con il traghetto, a tornare in barca con noi. Lei accetta, e si riparte. Il sole è caldissimo, io mi rimetto nuda, lei ha un momento d’incertezza, mi guarda: «Vedo che non ti fai scrupoli.» Detto questo si libera di ogni indumento, subito imitata dai due maschi. Mi viene vicino, mi chiede di spalmarle la crema solare. Decido di verificare una diceria che è sempre serpeggiata fra le compagne di scuola: lei sarebbe lesbica? A questo scopo, mi diverto a provocarla delicatamente, tanto che, ad un certo punto, lei si gira, mi osserva e dice: «Vedo che hai deciso di verificare se mi piacciono le donne o i maschi? Ebbene, sappi che mi piacciono entrambi, ma ora mi divertirò un po' con te.» A questo punto, mi fa distendere, apre le mie cosce e insinua la lingua fra le labbra della vulva, provocandomi subito un gemito. «mmhuhmmm … sì…è bellissimo…» I maschi intanto ci hanno osservato e ci lasciano libere di proseguire, mentre i loro membri si stanno gonfiando. Flavia è dannatamente brava. Mi lecca ed infila due dita dentro, provocandomi un orgasmo dolcissimo. Nulla a che vedere con il piacere provato prima, una cosa sconvolgente. Sento il piacere stordirmi, mi rigiro e trovo le sue cosce aperte, la sua fica a portata della mia bocca. Mi ci tuffo sopra e comincio a leccarla. Geme, gode, poi si scioglie, mi sorride. «Dai, facciamo divertire anche loro.» A quelle parole, i due maschi, che sono rimasti inattivi, si tuffano su di noi.

Augusto mi prende davanti, con un solo colpo mi infila tutto il suo cazzo dentro, mentre Bruno, prima se lo fa succhiare da lei, poi la gira e glielo pianta dentro da dietro. Girata di lato, Flavia trova il modo di succhiarmi i seni, io impazzisco, godo senza ritegno, grido dal piacere. «Sì, così! Sei meravigliosa! Vengo!» Lui mi sbatte con colpi tremendi, mi fa emettere anche l’anima, poi guarda Bruno: «Dai, sbattila, che poi le facciamo provare la doppia.» Flavia mi guarda, non deve aver capito, ma Bruno la solleva, si posiziona sotto e la fa posizionare su di sé. Io mi sfilo Augusto dalla fica, mi porto vicino al culo di lei e prendo a leccarglielo. Augusto le si porta dietro, io prendo il suo cazzo e lo guido, lo bagno ancora con la mia bocca e poi lo metto in posizione per farla penetrare. Lei ha un gemito, mi guarda, con occhi decisamente sorpresi. «Piano! Sono quasi vergine, piano. Sì, dai, spingilo tutto dentro! Sì, così …mi piace …lo sento… mi sfonda!» Appena lui è tutto dentro, la pompano con perfetto sincronismo, lei gode tantissimo. «Vengo! Godo! GODO! Sì! Spaccatemi! Oddio, che bello! VENGGO! ORA!» Trema, scossa da un orgasmo devastante che la fa quasi svenire. Il suo grido eccita ancor più i due maschi, che la chiavano quasi non ci fosse un domani. «Resisti, Bruno, non sborrare che facciamo lo stesso trattamento anche a Giusy.» Nel sentire le parole di Augusto, mi sento di nuovo morire. Vedo i due maschi sfilarsi da lei, che riprende fiato. Augusto si distende sotto, io mi impalo su di lui, poi Bruno mi penetra nel culo; ho subito un lunghissimo orgasmo. «Pazzesco! Mi fate già venire! VENGO! Sì, mi sventrate!» Mi pompano, ma sono al limite. «Non dentro, non voglio che le sborriate dentro! Fatelo nella mia bocca.» Chiede Flavia. Bruno si gira e le scarica in bocca tutta la sua sbroda. «Allora bevi!» Mentre Augusto mi scopa ancora un poco, lei si prepara, poi, a sua volta, le si scarica in bocca. Solo allora mi accorgo che non l’ha ingoiata. La raccoglie tutta, mi fa cenno di distendermi, mi si avvicina. Lentamente la fa colare dalla sua bocca alla mia, apro la bocca, la ricevo, la raccolgo poi ci uniamo in un bacio sconvolgente, dove le nostre lingue sguazzano in quel mare di sborra. Restiamo distesi, a riprender fiato. La voce di Flavia rompe il silenzio.

«Sei una femmina stupenda. Ti avevo messo gli occhi addosso, fin dal primo anno che sei venuta a scuola. Speravo che facessi qualche cazzata per averti in pugno, poi, invece, mi son resa conto che eri una brava ragazza; proprio non credevo di scoprire questo nuovo lato di te.» A quel punto, lei mi abbraccia e ci scambiamo dolci effusioni. Il mese successivo la mia classe è impegnata negli esami di maturità. Alla mia interrogazione, sono presenti sia Augusto, che Bruno e Flavia. Io sono la prima ad esser interrogata, ed ottengo il 110 e lode. Quindici giorni dopo, partiamo tutti e quattro per una bellissima crociera. Flavia e Bruno stanno insieme, io e lei ci scambiamo momenti intimi favolosi. Augusto ha voluto sposarmi. «Se io son il tuo padre biologico, ma non lo sono per legge, posso sposarti.» La prima sera delle nozze, distesa sul letto matrimoniale nuda, a cosce aperte, l’ho guardato e gli ho detto: «Scopami papà.»

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