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Erotika
Papà ti amo! · Cap. 5
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Capitolo 5 di 10 21 min di lettura

Scopami papà!

Un fatto avvenuto tanti anni prima rivela una verità che porta la protagonista a scoprire che tutto non è come sembra.

pennabianca
1 anno fa · 597 letture · 0

La serata è calda, la compagnia si rivela molto simpatica, sia Bruno che Augusto sono due persone di una simpatia unica ed io mi diverto tantissimo. Al ritorno, mi appoggio con il viso sulla spalla di Bruno, che guida cercando di ignorare il fatto che, sedendomi ho volutamente fatto salire il vestito. Anche Augusto, quando ha richiuso lo sportello della vettura, ha fatto due occhi grandi così: dev'essersi reso conto che sotto e sopra, non indosso nessun tipo di biancheria intima. Volutamente accarezzo il petto di Bruno. Lui sta in silenzio. Mi faccio un po' più audace e scendo con la mano fin sul cazzo, lo trovo già duro e lo sego dolcemente. «Dai, sta ferma: cosa vuoi fare?» Io continuo, anzi, lentamente gli apro la cerniera lampo ed infilo una mano dentro, glielo afferro. «Dai, fermati; che ti prende, dai, ti prego.» Le sue deboli rimostranze mi incitano a proseguire in quella mia manipolazione, poi, con un movimento rapido, mi abbasso, lo estraggo e me lo infilo in bocca, mentre lui è impegnato nella guida. «Ma che fai? Sei impazzita? Mi fai sbandare, fermanti.» Si sente benissimo che non ha nessuna voglia che smetta, anzi gli sento spingere il bacino verso l’alto con l’effetto di farmi ritrovare l'intero suo palo in gola; lo succhio con forza e, poiché non ho nessuna esperienza, tranne quelle viste su internet, lo pompo con ingordigia e lui geme di piacere. Lo succhio fino al punto che, di colpo, mi sento esplodere in bocca un potente schizzo di sborra. «ooooohhho! … amore …vengo!» Il suo grido mi fa impazzire. Mi sento infiammare fra le gambe, lo voglio! Continuo a succhiare fino all’ultima goccia. Poi arriviamo a casa, già mi immagino lui dentro di me, ma invece mi dice: «Per favore, apri la porta del garage, che il telecomando non funziona.» Lui si rimette il cazzo dentro, mentre io infilata la chiave nell’apposito comando, inizio a far salire la porta e resto a bocca aperta. Dentro il box, sul cavalletto centrale, c’è una Honda XL 700V Transalp, con un cartello: “BUON COMPLEANNO, Giusy.” Mi giro lo abbraccio con ardore. Incollo le mie labbra alle sue e lo bacio appassionatamente. Lui risponde con passione al mio bacio.

Le nostre lingue si cercano e intrecciano in una danza frenetica, le mie mani cercano di afferrare il suo cazzo che sento premere sul mio monte di Venere, mi sto squagliando come un gelato al sole, lo voglio con tutta me stessa. «Fermati, ti prego, già siamo andati anche troppo oltre, ti prego.» Mi supplica con un tono di voce assolutamente poco convincente. Lo appoggio al muro, gli porto una mano al mio seno, faccio scendere il vestito e gli offro il capezzolo da succhiare, cosa che lui fa immediatamente. Sento colarmi umori dalla fica. Ci rechiamo in casa, appena dentro gli strappo i vestiti di dosso, mentre con un semplice gesto resto completamente nuda davanti a lui. Mi distendo sul letto, glielo prendo in bocca, lo succhio, lo voglio, non posso più attendere, salgo su di lui, infilo il suo cazzo per metà dentro di me. Un dolore atroce mi blocca: resto immobile; mi aspettavo di provar piacere, lo volevo. Invece la mia mente è squarciata da una fitta che mi fa irrigidire su di lui. I pugni serrati sul suo petto, la bocca aperta, non riesco nemmeno ad urlare. Lui intuisce subito la situazione, mi accarezza i seni. «Amore, rilassati, vedrai che fra un momento tutto passerà.» In effetti sento le sue mani scorrere sul mio corpo. La sua bocca si porta sul mio capezzolo e lo succhia provocandomi una stana sensazione di piacere diverso, ma che mi fa rilassare e, lentamente, il dolore va ad affievolirsi. Lo sento muoversi dentro di me con piccoli colpi verso l’alto, poi mi rigira e sale su di me. Apro ed alzo le gambe, le intreccio dietro la sua schiena. I talloni appoggiati ai suoi glutei, mi permettono di seguire ed assecondare ogni suo movimento. Lentamente, inizia a uscire ed entrare sempre delicatamente, ma sempre più in profondità, dentro di me. Il piacere comincia a scorrere dentro il mio corpo. Nella mia mente il dolore scompare e, quando lui, con l’ennesimo affondo, va a sbattere con la punta contro il fondo della mia fica, una poderosa scarica elettrica attraversa la mia mente. «Vengo! Oddio, mi fai venire! Ma è… bellissimo! Ancora!» Lui si ferma un momento, permettendomi di assaporare il piacere. «Godi, amore. Lasciati andare al piacere, rilassati e godi.» Mi pompa, lo sento possente, mentre mi scopa. Godo senza limiti, ad oltranza. Alla fine, sono sfinita, ma lo sento gonfiarsi dentro di me, mi guarda: «… sì… godi che vengo! VENGO!» Sento tutta me stessa scuotersi e, in perfetta sintonia con lui, mi lascio andare in un piacevolissimo orgasmo. «Ora! Vengo! Vengo! Adesso!»

Caldi schizzi di sperma, inondano la mia vagina, procurandomi altro piacere. Restiamo abbracciati ed il sonno ci avvolge così. Il mattino seguente veniamo svegliati dal suono del telefonino. Dopo alcuni squilli, lui risponde; è Augusto che ci invita a trascorrere la giornata a bordo della sua barca, un magnifico Ferretti Altura 840. Accettiamo e, dopo circa trenta minuti, salpiamo diretti all’isola che dista a circa due ore di navigazione. Appena partiti lui inserisce il pilota automatico e si unisce a noi. «La giornata è splendida: va' a prender il sole a prua.» Mi distendo sul materassino e loro si siedono ai miei lati; li voglio provocare. «C’è qualche regola che mi vieta di prendere il sole nuda?» Augusto fa cenno di no. Bruno mi guarda stupito, ma non molto, io mi sfilo il costume e, in un attimo, sono distesa fra loro che mi osservano e si stanno eccitando, come volevo che accadesse. «Mi spalmate della crema sulla schiena.» Detto questo mi giro e loro cominciano uno sul lato destro e l’altro sul sinistro a stendere la crema. Più che spalmare mi stanno letteralmente accarezzando sempre più in prossimità del mio culetto, che riceve presto le loro mani. Si insinuano fra le cosce, li sento scivolare sempre più dentro, a quel punto, mi rigiro: «Ora davanti grazie.» Girandomi vedo i loro costumi che hanno due bozze mostruose. Mentre loro sono indaffarati a spalmare la crema sui miei seni, palpandoli, io infilo una mano per parte ed afferro i loro cazzi, li estraggo e li costringo a mettersi nudi anch'essi. Sono eccitatissimi. Ora mi toccano sia i seni che fra le cosce. Augusto infila due dita nella mia fica, io mi giro e gli prendo il cazzo in bocca. È decisamente più grosso di quello di Bruno, ma lo ingoio più che posso. L’altro si sposta più in basso e si infila fra le mie cosce divaricate; la sua lingua comincia a spennellare fra le pieghe della fighetta, che sta già colando un fiume di caldissimi umori: con un lungo gemito gli comunico che sto già godendo. Bruno si distende sotto di me, io gli salgo sopra e m'infilo il cazzo tutto dentro: questa volta sento solo piacere. Contemporaneamente continuo a succhiare l’altro. Il primo orgasmo mi lascia senza fiato: godo, tremo tutta. «Accidenti, come gode. Dai, scopala per bene che poi la voglio anch'io.» Le parole di Augusto mi eccitano ancor di più. Desidero sentire anche lui e, poco dopo, ho un nuovo orgasmo. «Sì, ora vengo! Ora! Ora! Vengo!»

Bruno si sfila e lascia il posto all’altro. Sento il suo cazzo penetrarmi dentro. Mi dilata e, nonostante sia ben lubrificata, gli sento forzare le pareti della vagina. Mi scivola tutto dento. Sbatte con forza sul fondo e mi provoca subito l’ennesimo orgasmo. «Mi fai… adesso, vengo! Vengo! VENGO!» Urlo. Lui mi rigira, mi mette su di lui. Ora sono io che mi impalo sul suo cazzo. Lo scopo con furore, sento che mi riempie tutta, lui si gira verso papà. «Dai, falle il culo!» Bruno si posizione dietro di me. Mi lecca e lubrifica il buchetto posteriore. Gli sento infilare dentro prima un dito, poi due: è sconvolgente il piacere che provo e lo imploro di mettermelo dentro. «Dai, dai, inculami, dai, lo voglio!» Lo incito; lui si posiziona, sento la cappella cominciare a farsi strada, mi aspetto di nuovo un fortissimo dolore, invece resto piacevolmente sorpresa; a parte un lieve bruciore, lui mi incula in maniera decisa. La libidine mi fa impazzire dal piacere; adesso lì ho entrambi dentro di me e, da come si muovono, sembra che lo abbiano sempre fatto. Uno entra e l’altro esce, con un sincronismo perfetto. Perdo il conto delle volte che raggiungo l'orgasmo. Il primo a sborrare è Bruno. Inonda il mio culo di caldissima sborra ed emette un vero e proprio grido. Gli sento spingere il cazzo tutto dentro, in profondità. Augusto si ferma, mi permette di assaporare il piacere che l’altro mi sta riversando dentro, poi, lentamente, Bruno se ne esce. Non contenta, lo invito a darmi il suo cazzo in bocca. Mi rigirano, ora Augusto si posiziona dietro di me, lo sento prendere il posto dentro il mio dilatato buchetto, che lo riceve senza difficoltà. «Sì … dai, spingilo dentro! Ti voglio! Lo voglio!» Lo incito, e lui mi affonda il suo cazzo fino alla radice. «Tieni … ti sfondo! Senti come ti inculo? Sei stupenda! Che troietta sfondata! Sei una meravigliosa puttanella! Mi fa impazzire, incularti! Godi!» Mi pompa. Godo e succhio l’altro con impeto sempre crescente. Mi incula con forza. Godo e assecondo i suoi movimenti andandogli incontro con il mio corpo. Gli sento aumentare il ritmo e, intanto, Bruno è tornato durissimo, lo sento crescere in bocca, mentre Augusto mi inonda il culo. «Eccomi! Sì…ti…inondo…sborro! SBORRO! Lo senti come ti sfondo ed inondo il culo?» Con un grido mi riversa dentro l’ano un fiume di sborra. Io mi rigiro, Bruno mi infila davanti e mi scopa velocissimamente, poi mi guarda e sborra anche lui.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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