Capitolo 7 - Sonetto VII
Tu m’hai il cazzo in la potta, e il cul mi vedie io veggio il tuo cul com’egli è fatto,ma tu potresti dir ch’io sono un matto,perch’io tengo le mani ove stanno i piedi.
– Ma s’a codesto modo fotter credi,Credillo, e non ti verrà fatto;perch’asssai meglio del fotter m’adatto,quando col petto sul mio petto siedi.
– Io vi vo’ fotter per lettera, Comare,e voglio farvi al cul tante ruineco le dita, col cazzo, e col menare,
e sentirete un piacer senza fine.E so ben ch’è più dolce ch’il grattareda Dee, da Duchesse e da Regine;
e mi direte al finech’io sono un valent’uomo in tal mestiero…Ma d’aver poco cazzo mi dispero.
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