Profumo di Dafne

Capitolo 3 - Castità forzata e altri dolori

padrone bastardo
a month ago

 Dopo qualche ora di macchina l’autista arrivò a destinazione e giunse nella villa di Master Jack in una famosa località balneare del litorale romano.

La villa era stupenda la macchina percorse un enorme parco che impediva dall’esterno di vedere l’edificio della villa. Dopo aver parcheggiato l’autista accompagnò quella che sarebbe diventata la schiava Profumo di Dafne da Master Jack che gli fece segno che poteva andare.

Master Jack venne incontro a Profumo di Dafne e la salutò dicendo ciao cagna. La donna in sovrappensiero lo salutò dicendo ciao padrone il che fece lo fece molto arrabbiare che gli fece dire che avrebbe dovuto punirla per questo affronto, infatti mai una schiava poteva rivolgersi a lui dandogli del tu.

Dopo questi primi convenevoli Master Jack alzò la gonna di Profumo di Dafne per controllare se continuava a rispettare la castità forzata. Vide compiaciuto che Profumo di Dafne era diventata un lago segno che l’eccitazione era profonda e insostenibile, ma stava resistendo.

Master Jack ordinò poi alla sua inserviente Monica una delle cameriere di far spogliare Profumo di Dafne e di portarla nella palestra della villa legandola alla spalliera che avrebbe dovuto punirla per l’affronto appena subito.

Dopo circa un quarto d’ora Master Jack arrivò nella palestra della villa con una piuma d’oca e cominciò a fare il solletico a profumo di Dafne: la piuma scorse infatti sotto ogni ascella per più di cinque minuti.

Poi la slegò, la distese per terra legandole le braccia alla spalliera e le gambe strette con una corda.

Prese del sale e lo cosparse sui piedi di Profumo di Dafne che si chiedeva che diavolerie avesse in mente Master Jack fino a quando arrivò Monica con una capra.

Profumo di Dafne guardò la capra terrorizzata, infatti capì che Master Jack voleva sottoporla a un antica tortura medioevale e che la lingua rasposa della capra avrebbe leccato il sale nei suoi piedi procurandole un solletico terribile a cui era difficile resistere.

E così infatti fu quando Master Jack fece allontanare la capra da Monica per profumo di Dafne fu una vera liberazione, anche considerando che il suo padrone disse che per quella sera poteva bastare e poteva andare a dormire e che domani sarebbe stata una giornata bellissima in sua compagnia e in compagnia del sole e del mare.

Alle otto e trenta del giorno successivo si presentò Monica nella camera di Profumo di Dafne mettendole collare e guinzaglio e dicendole che l’avrebbe portata da Master Jack che doveva andare in bagno.

Master Jack la stava infatti aspettando nel bagno adiacente alla sua camera da letto facendo segno a Monica che se ne poteva andare.

Per prima cosa Master Jack disse che gli scappava la pipì e che avrebbe dovuto prendergli in mano il cazzo e indirizzarlo verso il water cosa che Profumo di Dafne fece immediatamente.

Master Jack disse poi che doveva pulire il cazzo che era sporco di piscio e Profumo di Dafne istintivamente girò il rubinetto del bidè per prendere l’acqua per pulire il cazzo del suo padrone.

Master Jack si mise a ridere e disse che aveva capito male la pulizia doveva farla lei con la sua lingua e la sua bocca.

Per Profumo di Dafne fu una vera umiliazione, una signora del suo livello costretta a pulire e leccare un uccello sporco di piscio, ma sapeva di non avere alternative e si mise in ginocchio e cominciò a prendere in bocca e pulire l’arnese di Master Jack.

La cosa la faceva quasi vomitare, ma sapeva che poteva permettersi tutto tranne una cosa del genere e con un enorme sforzo di volontà riuscì a leccare e pulire tutto il piscio presente nel cazzo di Master Jack senza dare nessuna impressione di ribrezzo per l’attività che stava svolgendo.

Finita questa attività Master Jack con fare sornione le disse di mettersi il costume bianco a due pezzi che era sopra la sedia che sarebbero andati al mare.

Una volta arrivati in spiaggia anche le attività più banali creavano imbarazzo a Profumo di Dafne nel darsi la crema solare stava particolarmente attenta a non toccarsi in zone erogene come il seno e le vicinanze degli slip.

Nella nella condizione in cui si trovava dopo praticamente una settimana di castità forzata le bastava un niente per eccitarsi e sei bagnava col costume bianco che aveva si vedeva tutto, così come tutti avrebbero visto i capezzoli diventare dritti.

Profumo di Dafne però non sapeva però che non sarebbe stato così facile resistere dato il livello di eccitazione che ormai aveva raggiunto, bastava infatti che qualche bel ragazzo la puntasse cosa non difficile essendo una bella donna che una macchia di umido emergeva dai suoi slip provocandole un forte imbarazzo e risate generali.

La capacità di resistenza di Profumo di Dafne era messa a dura prova tanto che spesso andava in acqua a bagnarsi per tentare di bloccare gli umori e l’eccitazione, ma la cosa diventava sempre più difficile e ostica da fare e l’umiliazione era accentuata dalla risate di master Jack e dei suoi amici che assistevano alla scena.

La cosa andò avanti così per tutto il giorno e una volta arrivata sera la capacità di resistenza di Profumo di Dafne fu messa a dura prova e non sapeva se quella notte sarebbe riuscita a resistere ancora alla castità forzata.

Le cose infatti andarono così quella notte nonostante le continue docce fredde e sapendo che la punizione sarebbe stata terribile Profumo di Dafne decise di masturbarsi pensando che qualunque punizione le avrebbe provocato meno sofferenza di quella tortura.

Essendoci le telecamere nella camera dove Profumo di Dafne era alloggiata, Master Jack si accorse subito che Profumo di Dafne aveva violato la castità forzata, ma pensò che la cosa andava cucinata a fuoco lento e fece finta di niente.

La mattinata di domenica cominciò sempre nel bagno di Master Jack e nonostante l’esperienza di pulire un cazzo sporco di pipì non fu per Profumo di Dafne meno traumatizzante.

Una volta arrivati al mare Profumo di Dafne sperava che l’effetto eccitazione si presentasse anche se si era masturbata, ma nonostante molti uomini la puntassero lo slip non si bagnava, né tantomeno i capezzoli diventavano dritti per l’eccitazione il che fece dire a Master Jack a pranzo mentre mangiavano in spiaggia che aveva disubbidito e che aveva violato la castità forzata.

Profumo di Dafne cercò di bofonchiare che non era vero, ma quando Jack le disse che la camera dove dormiva aveva una telecamera nascosta si arrese e ammise quello che era successo.

Master Jack portò allora la schiava nella villa e le disse che sarebbe stata punita molto severamente in quanto non poteva permettere un simile affronto.

Diede a Profumo di Dafne una spugna di ferro di quelle che si usano per pulire e le pentole e le ordinò di masturbarsi con quella fino a che fosse venuta.

Quando la cosa successe il dolore per Profumo di Dafne fu tremendo le parti intime le bruciavano in modo tremendo.

Master Jack fece segno all’austista di riportare Profumo di Dafne a casa, durante il tragitto fecero una sosta per andare in bagno il bruciore che Profumo di Dafne aveva nella passerina fece in modo che quando la pipì sgorgava era come un coltello che l’avesse tranciata in due dal dolore. 

 

Il dolore, l’irritazione e la sofferenza che Profumo di Dafne sentiva per essere stata costretta a masturbarsi in quella maniera non diminuiva e continuò imperterrito per tutta la notte nonostante l’acqua fredda e la crema che aveva cercato di darsi per lenire il dolore, in più Profumo di Dafne non si era neanche azzardata a bere un bicchiere d’acqua per tutta la notte per paura di dover tornare a fare pipì cosa che le faceva subire le pene dell’inferno dato lo stato di irritazione della sua passerina.La mattina però per presentarsi al lavoro in uno stato presentabile fu costretta a fermarsi al bar a fare colazione cosa che la costrinse neanche dopo un’ora ad andare a fare pipì. La pipì calda scorreva tra le pareti arrossate della passerina di Profumo di Dafne producendo dei dolori lancinanti. Questi dolori furono tremendi la pipì aveva infatti prodotto il risultato di acuirli ancora di più e impedirono a Profumo di Dafne di concentrarsi come avrebbe voluto sul lavoro e ogni tanto si recava in bagno per cospargere di acqua fredda la passerina nel tentativo di farsi passare il dolore.

Finita la giornata lavorativa trovò il solito autista di Master Jack che la portava a fare i soliti massaggi molto particolari e la cosa la terrorizzava alquanto non sapendo se sarebbe riuscita a resistere al dolore che questi le avrebbero provocato data la condizione della sua passerina.

Entrata nel centro estetico Profumo di Dafne fu accomodata, fatta spogliare nel centro massaggi e informata che la massaggiatrice aveva il compito di usare delle creme lenitive sulla sua passerina martoriata, ma prima aveva l’incarico da Master Jack di controllare che non avesse utilizzato sostanze

Per lenire il dolore. Profumo di Dafne fu sollevata nell’apprendere che avrebbe subito un trattamento lenitivo che l’avrebbe fatta stare meglio, ma che si vedeva chiaramente che si era cosparsa la passerina di crema e di acqua fredda per lenire il dolore e la massaggiatrice si accorse di questo e le disse che avrebbe dovuto informare Master Jack perché quelli erano gli ordini che aveva ricevuto e Profumo di Dafne fece segno di sì col capo con fare sconsolato.

La serata proseguì in modo tranquillo, il suo padrone Master Jack non si era fatto sentire, la passerina cominciava a stare meglio e la sera riuscì ad andare in bagno senza sentire troppo dolore e soprattutto a dormire la notte. Il giorno il dolore c’era ancora, ma le stava passando e il lavoro era ricominciato normalmente con la solita routine fino a quando arrivò la telefonata di Master Jack che le disse che si era data dei trattamenti lenitivi sulla passerina senza avere il suo permesso e che avrebbe dovuto essere punita. Le ordinò di radunare i suoi ex schiavi e di portarli nel fine settimana nella sua villa e loro sarebbero diventati i protagonisti della sua punizione. Il colpo psicologico per Profumo di Dafne fu tremendo e si rese conto dell’abisso in cui era sprofondata. 

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