Pronta a tutto
Cosa si è disposte a fare per la pubblicazione di un libro. Soddisfare i piacere dell'agente e dell'editore
Anna aveva appena scritto il suo primo libro, autobiografico e senza compromessi. Si era messa a nudo per un piacere personale e per uno spiccato esibizionismo che aveva fatto impetuoso ingresso nella propria vita da qualche anno a questa parte.
Era stata con molti uomini ed era stata condivisa da più di un uomo.
Aveva abbandonato ogni pudore per il sesso spinto. Le piaceva essere desiderata e le piaceva il cazzo.
Il desiderio di pubblicare il suo primo la portò a confidarsi con un'amica, la quale le aveva indicato un percorso specifico. Prima avrebbe dovuto trovarsi un agente e poi un editore. Difficilmente una casa editrice le avrebbe dato ascolto direttamente.
La ricerca dell'agente durò qualche settimana. Non conosceva nessuno e quindi decise di fare ricerche su libri dello stesso genere e riuscì anche a contattare qualche scrittrice e qualche scrittore.
Alla fine giunse ad un nome che meglio degli altri sembrava avere un cospicuo numero di artisti e soprattutto faceva pubblicare presso piu di un editore, a dimostrazione forse dei maggiori contatti che riusciva ad ottenere.
CG, iniziali di fantasia, aveva un ufficio vicino a Piazza Gae Aulenti a milano, in una delle torri moderne che dominano lo skyline milanese.
Aveva trovato il suo indirizzo di posta elettronica ed il numero su internet e così decise di scrivere una email alla quale purtroppo non seguì una risposta per oltre 10 giorni.
Decise allora di telefonare e al terzo tentativo, dopo aver lasciato un messaggio nella segreteria telefonica, riuscì a parlare con una operatrice e ad ottenere un appuntamento per la settimana successiva.
L'ansia cominciò a farsi sentire e passò i giorni prima dell'appuntamento a tormentarsi su cosa dire, su come presentare il proprio libro e su altri aspetti operativi per perorare la propria causa.
L'appuntamento era per le 12 e dalle 9 del mattino il letto di Anna era ricoperto di abiti, camicie e pantaloni alla ricerca dell'outfit perfetto.
La scelta, dopo varie prove, ricadde su un tailleur grigio perla, una camicia azzurra un po scollata, e un paio di décolleté tacco 8. Non voleva esagerare. Trucco leggero e profumo non troppo forte.
L'ufficio era moderno, dotato di ampie vetrate, moquette al pavimento e l'ingresso vedeva un bancone della reception che sembrava quello di alcuni film americani di studi legali.
Le ragazze alla reception era tutte bellissime, alte più di Anna e sembravano più delle modelle che altro.
Venne fatta accomodare in una sala d'aspetto dove c'erano divanetti e poltrone ed un ampio televisore a schermo piatto collegato ad informazioni all news h24.
Dopo una decina di minuti si presentò una donna sui 40 molto in tiro che la accompagnò nella stanza dell'agente, venne fatta entrare in una stanza molto grande con due tappeti giganti, uno che copriva la scrivania e le poltroncine, l'altro un divano e due poltrone frontali.
AG si trovava seduto alla scrivania. Sui 50 anni stempiato con pochi capelli tirati indietro dalla brillantina, fisico un po appesantito, indossava un gessato grigio, camicia azzurra senza cravatta, e gli occhi piccoli come fessure.
Soppesò Anna per un attimo e si sporse dalla scrivania per una stretta di mano.
L'assistente rimase con loro.
Diede la parola ad Anna, che spiegò del proprio libro e della pubblicazione on line ma anche del proprio desiderio di diventare una scrittrice erotica per un pubblico piu vasto e della propria volontà di pubblicare cartaceo e, nei suoi sogni, di poterne fare un film un giorno.
AG ascoltò in totale silenzio senza proferire parola ed emozione, mentre l'assistente ogni tanto scribacchiava su un quadernetto.
Finita la presentazione e raccontato la trama del libro autobiografico, AG prese la parola e spiegò innanzitutto il proprio lavoro, i propri contatti ed il mercato dei libri erotici con dovizia di particolari e rendendo evidente ad Anna che sicuramente quel signore era del settore e sapeva tutto quello che le serviva.
Fu incuriosita dal rapporto tra AG e l'assistente, che sembrava come rapita ogni qualvolta il suo capo parlava ed enunciava dati e contatti come fosse un libro stampato. C'era devozione nei suoi occhi.
L'incontro non durò piu di 45 minuti e si congedarono con l'impegno dell'agente di leggere il libro, che Anna aveva stampato e consegnato e con l'impegno che "le avrebbe fatto sapere".
L'assistente accompagnò Anna all'ingresso e salutandola le confidò che quell'incontro era stato piu lungo del solito e quindi di stare in campana perché a suo avviso lei aveva fatto un'ottima impressione.
Trascorsero un paio di settimane e giunse una email con la quale l'assistente fissò un nuovo incontro per il giorno seguente alle 18.30.
Sembrava un buon presagio anche se Anna avrebbe avuto una cena con. un uomo quella sera e quindi non potendo annullare né l'incontro con l'agente né voleva annullare la cena decise per un outfit che fosse una via di mezza tra ufficio e appuntamento galante.
Tailleur scuro, top scuro sotto e tacco 10. Un filo di trucco in piu rispetto all'ultima volta e qualche goccia di profumo piu intenso.
L'anticamera fu piu breve dell'incontro precedente e l'assistente la raggiunse per accompagnarla con un sorriso contagioso.
AG non era alla scrivania ma sul divano e chiese ad Anna di sedersi facendole prendere posto sull'altro lato. L'assistente su una delle due poltrone di fronte.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo racconto, sii il primo a commentare!

