Il Regalo di Pippo
Anna la moglie, Pippo il cuckold e Gino il bull che li domina
4 ore fa
Mio marito mi ha sempre conosciuta meglio di quanto io conosca me stessa.
Quando mi ha detto di prepararmi, di mettere quel completino di pizzo nero e le calze autoreggenti che di solito indosso solo per le nostre cene di anniversario, pensavo a una serata romantica. Invece, mi ha fatta sedere sul bordo del letto matrimoniale, mi ha baciato la fronte e ha aperto la porta della nostra camera.
Gino era lì, fermo sullo stipite. Trent'anni, moro, con le spalle larghe e un sorriso che non aveva niente di rispettoso.
Pippo, mio marito, l'uomo con cui ho condiviso vent'anni di vita, bollette e vacanze, si è fatto da parte e si è seduto sulla poltrona nell'angolo, incrociando le braccia.
«È tutta tua,» ha detto Pippo. Il tono della sua voce era calmo, clinico, ma so riconoscere il leggero tremore che ha quando è eccitato.
Ho cinquant'anni. Dovrei provare vergogna. Dovrei sentirmi oltraggiata dall'essere offerta a uno sconosciuto nella mia stessa stanza. E invece, sentendo i passi pesanti di Gino avvicinarsi al letto, ho sentito un calore bagnato esplodermi in mezzo alle gambe.
Gino non ha detto una parola. Si è tolto la maglietta, gettandola a terra, rivelando un torace asciutto e muscoloso. Poi è venuto dritto da me. Mi ha afferrato per i capelli — non forte da farmi male, ma abbastanza da obbligarmi a guardare in su — e mi ha baciata.
Sapeva di fumo e menta. Una lingua invadente, prepotente, che non cercava il mio consenso.
Ho chiuso gli occhi, ma la voce di mio marito mi ha subito richiamata all'ordine.
«Anna. Guardami mentre lui ti tocca.»
Ho ubbidito. Ho sgranato gli occhi e ho cercato lo sguardo di Pippo nel buio della stanza. Guardavo mio marito mentre le mani rudi di Gino mi strappavano gli slip di pizzo, facendoli scivolare lungo le cosce.
Gino mi ha spinta supina sul materasso. Ha aperto i pantaloni e l'ho visto tirare fuori un cazzo duro, spesso, pulsante di eccitazione. Una stazza che appartiene alla gioventù, diversa dalla familiarità confortante del corpo di mio marito.
Senza preliminari, senza chiedermi se fossi pronta, Gino ha afferrato le mie ginocchia, le ha spinte verso il mio petto e mi è entrato dentro.
Un gemito strozzato mi è sfuggito dalla gola. Era grande, mi riempiva in un modo che mi faceva sentire allargata, vulnerabile, totalmente in balia del suo ritmo. Ogni sua spinta era una coltellata di piacere grezzo. Il letto cigolava violentemente sotto il nostro peso.
«Così,» mormorava Pippo dall'angolo della stanza, e nel buio potevo sentire il suono inequivocabile della sua mano che si muoveva sui pantaloni. «Prenditela tutta. Fatti sentire, Anna.»
Sentire la voce di mio marito che incoraggiava la mia profanazione mi ha fatto saltare ogni freno inibitore. Ho smesso di trattenermi. Ho iniziato a gridare, assecondando le spinte brutali di Gino, inarcando la schiena per prenderlo ancora più a fondo. Le sue mani grandi mi schiacciavano i seni, la sua pelle sudata scivolava contro la mia.
Quando è venuto, lo ha fatto con un grugnito animale, svuotandosi profondamente dentro di me, lasciandomi tremante, sudicia e sopraffatta.
Gino si è sfilato, asciugandosi il sudore dalla fronte, e se n'è andato con la stessa freddezza con cui era entrato, lasciandomi sul materasso disfatto, con le gambe ancora divaricate e il respiro rotto.
Nel silenzio che è seguito, Pippo si è alzato dalla poltrona. Si è avvicinato al letto, ha guardato il mio corpo arrossato e violato, e ha sorriso.
Solo allora ho capito che quello non era un tradimento. Era il regalo più perverso e perfetto che potesse farmi.
***
Questa è solo una parte delle mie confessioni. Il resto dei miei diari e le tavole a fumetti esplicite di questa storia le trovate sul mio blog e nel mio cassetto segreto.
👉 Il blog di Marta Ferro: https://martaferroautrice.blogspot.com/
👉 Il mio cassetto segreto (SubscribeStar): https://subscribestar.adult/marta-ferro
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