Gli esami
In un periodo stressante, il sesso si sa che aiuta
Da insegnate al suo primo anno accademico di non vedeva l’ora che tutto finisse, non solo per via del suo lavoro ma anche perché era costretta a seguire corsi e le lezioni per abilitarsi all’insegnamento, tutto questo viaggiando ogni giorno per almeno 3 ore per raggiungere le scuole dove lavorava. Era esausta e non vedeva l’ora di andare in vacanza. Non che questo significava scopare a destra e sinistra, semplicemente avere più tempo per se stessa e la famiglia, anche se ormai era single doveva sempre badare a qualcuno.
Qualche mese prima aveva avuto un rapporto sessuale improvviso, proprio a scuola, ma comunque non voleva quello svago, non si sentiva eccitabile e poi c’èera il suo ex con cui si sentiva spesso, cercavano di ricucire ma proprio non andava, non si sentiva più stimolata da lui o forse era ormai diventata frigida.
Durante quei giorni, durante gli esami era impensabile tornare a casa per essere presente a scuola il giorno successivo perciò restò a dormire in quella città per tre notti; al termine della giornata di esami e dopo tutto lo stress a lavoro accumulato la prima cosa che faceva era andare a farsi una doccia in appartamento e scendere a bersi un analcolico al baretto li vicino, chattava un po’ stando seduta da sola al tavolino e poi andava a dormire presto dopo una cena leggerssima.
Così fece le prime due sere, era stanca.
Alla terza sera(gli esami erano stati più pesanti degli altri giorni) fece le stesse cose delle sere precedenti, seduta al tavolo il suo ex le scrisse come stava andando e lei non mentì dicendo che era con le forze a zero e lui sentendo questo e con la spontaneità più assoluta le scrisse “...ma beviti una birra cazzo!”. Lei ci pensò un attimo poi reputò che si, era il caso anche se a stomaco vuoto, dopotutto anche se le girava la testa poteva andarsene subito a casa, era praticamente astemia. Chattando e passando il tempo con lo smartphone finì la birra e come c’era da aspettarsi le girava un po’ tutto, il suo ex le scrisse un messaggio provocatorio “….sai che con questo caldo sto ricordando quando sulla cappella mettevi il gelato e succhiavi tutto?^” questo tipo di messaggi a lei non erano mai mai piaciuti solo che oggi, scaricato lo stress, le venne in mente il ricordo e le venne voglia di tornare sotto la doccia per usare il doccino e passarselo sulla patata che si era inumidita. Qualcosa l’aveva stimolata e voleva toccarsi. Non appena uscì dal baretto comparve un suo collega, non un collega della scuola ma del corso di abilitazione: era uno che conosceva dai tempi dell’università, non bello ne fisicato ma che erano anni che mostrava interesse per lei.
Si salutarono e dopo i convenevoli lui le offrì una birra che lei accettò proprio per fare uno strappo alle sue regole ferei, era sola e tanto valeva stare fuori, inoltre lui sapeva benissimo che lei diceva sempre di no quindi era tutto sotto controllo e non c’era pericolo di flirt fastidiosi.
Ma bevendo la birra a lei stava salendo una voglia di cazzo che non sentiva da molto: il caldo, lo stress da lavoro, la birra, chissà.
Finirono la seconda e a lei venne in mente di chiedergli una mano per il pc, non riusciva a risolvere un problema che lui avrebbe potuto sbloccare, inventò una cazzata insomma. Due birre a stomaco vuoto si facevano sentire parecchio, lei offrì anche gelato dal baretto e si diressero all’appartamento che era praticamente attaccato al bar.
Entrarono, si diressero al pc, lei spiegò il problema e mentre lui cercava di capirci qualcosa lei prese il telefono e rispose al suo ex “si, era molto eccitante..”. Non appena inviò il messaggio si rivolse al collega che era molto stonata dall’alcol “in tutti questi anni mi sono sempre chiesta quanto fosse lungo il tuo cazzo” e lecco il gelato, ridendo.
Rimase interdetto a fissarla”su dai alzati e apriti i pantaloni”gli disse. Era praticamente ubriaca ed eccitata e voleva scopare, avrebbe beccato probabilmente chiunque se avesse bevuto la seconda birra da sola, non si riconosceva.
Lui si mise in piedi, si slaccio i pantaloni che caddero assieme alle mutande e venne fuori un cazzo di circa 18cm con una cappella rossa fiammante, lucida e con due gocce di sperma che riflettevano la luce proveniente dalla finestra. Lei guardava solo il cazzo, mordendosi le labbra e ansimando, le mani non riusciva a controllarle al punto che il cono stava per rompersi.Ansimando allungo una mano a toccare le palle e accarezzando tutta l’asta ad arrivare alla cappella; in un attimo lei mise il gelato sulla cappella e cominciò a sporcarlo tutto. Lui sussultò per il freddo ma un attimo dopo sentiva anche il caldo della lingua di lei che ripuliva tutto: leccava dal basso verso l’alto e succhiava, succhiava la cappella che lui sentiva quasi strapparsi. Lui non riusciva a rendersi conto che la ragazza dolcissima che conosceva da anni e che pensava totalmente pudica era in ginocchio davanti a lui spompinandolo vogliosissima, sputava sul cazzo per renderlo più scivoloso, sembrava lo facesse ogni giorno. Non resistette e le venne in bocca subito e lei percepì insieme caldo e freddo perché non aveva ancora finito di pulire tutto il cazzo dal gelato che aveva spalmato. Mando giù tutto. Si mise a sedere guardandolo mentre finiva il gelato….
Erano ancora eccitati entrambi “scusa ma tu non sei venuta?”, “no vabè ma..” lui subito allungò la mano tra le gambe di lei alzandola dalla sedia e portandola con le spalle al muro: mentre strofinava energicamente qella figa rilassata lei si sbottono la cintola e fece cadere i pantaloni scoprendo delle mutande parecchio bagnate. La baciò le prese la mano e se la mise sul suo uccello che riprendeva vigore e tirò via il perizoma, lo strappò nella parte inferiore così la mano era libera di muoversi. Nel muoverla si sentiva tutto il rumore dei suoi umori “ciaf ciaf”che coprivano tutto l’interno coscia, era appiccicosa e viscida ovunque. Le mise anulare e medio e comincio a muovere freneticamente la mano, lei iniziò a gemere trattenendosi e mentre faceva così le disse “io non ho preservativi”, “ va….bene….ba..sta...che...mi fai ingoiare.”Infilava così a fondo le dita che un po’ la sollevava dal pavimento….
Mentre lei andava verso la camera da letto prese il telefonino dove lesse il messaggio del suo ex che diceva” sarebbe bello rifarlo..” attese prima di rispondere.
Attese di essere portata sul letto a pancia in su, essere penetrata e dire “scopami forte dai” con una mano messa sulla chiappa per tirare a se quello stronzo che sognava di scoparsela da 20 anni e mentre tutto questo succedeva rispose al messaggio al suo ex “sarebbe bello si, ma sai che ho questo blocco sessuale..”.
Nell’inviare il messaggio ha un orgasmo profondo che la pervade tutta, lo esprime a voce con un grido strozzato.
Lui le viene sulla pancia con una eiaculazione più abbondante di prima. Lei lo manda velocemente fuori; aveva fame ed era già tornata nel mood impegnato di chi deve svolgere tanti compiti.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo racconto, sii il primo a commentare!
