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Capitolo 12: Due nigeriani in trasferta
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Racconto15 min di lettura

Capitolo 12: Due nigeriani in trasferta

Vi racconto della mia terza esperienza con un maschio di colore, dopo quelle avute con il nero del supermercato e con il bull di colore incontrato causalmente per strada (leggi i racconti "Incredibile chiavata con l'extracomunitario" e "Il bull nero incontrato per strada"). Quanto avevo goduto con q...

Raf 1990
3 anni fa · 709 letture · 0

Quello che si stava godendo la mia bocca si piazzò davanti e, mentre l'altro continuava ad incularmi, mi fece distendere sull'amico sotto, mi allargò le cosce e mi penetrò in fica. Ora sentivo i due cazzi che mi sventravano figa e culo all'unisono, con la testa riversa all'indietro godevo tantissimo in quella “doppietta” mozzafiato, desiderando tanto un terzo cazzo da succhiare, fino ad arrivare ad un primo orgasmo intenso, mentre urlavo di piacere. Tra un lago di miei umori, i due continuavano nella loro opera di sfondamento, come tori mi prendevano dandomi della troia in calore. Fu una trombata incredibile, i due maschi mi facevano culo e fica senza ritegno, senza alcun riguardo, senza pietà, spronati da me ad andarci giù pesante, a non fermarsi perché stavo godendo tantissimo, ai limiti dell'estasi. Si diedero il cambio, e quello più dotato mi entrò nel culo ormai massacrato, mentre l'altro riempì immediatamente la mia vulva.

Dopo qualche minuto mi rimisero a pecorina, quello dal cazzo più grosso si sistemò davanti invitandomi a fargli una pompa e l'altro prese ad incularmi con grande foga. Ero veramente indecorosa e porca, nuda con gli stivali e con due grossi cazzi neri a mia disposizione, uno in culo e l'altro in bocca. Andammo avanti per lunghi minuti a trombare in questa posizione, mi sentivo schiava dei due bull, schiava dei miei sensi in una sensazione di piacere intenso. L'uno mi entrava ed usciva dal culo violentemente, mentre mi lavoravo di bocca il cazzo dell'altro in una pompa irresistibile. Culo e bocca riempiti all'inverosimile, ero indecorosa e laida in quella inculata clamorosa.

Erano dotati di una resistenza incredibile, erano bravissimi a trombare e mi fecero godere in maniera deliziosa. Così uno si distese, io mi adagiai al suo fianco e, impugnato il grosso cazzo alla base dei coglioni, ripresi a fargli un pompino, mentre l'altro da dietro, mi alzò la gamba destra e mi penetrò in fica assestandomi colpi violenti, profondi, ficcandomi tutto l'enorme cazzo nella vulva mentre mi palpava le tette. Infoiata all'inverosimile, ciucciavo il cazzo dell'altro in maniera incredibile, impugnando i coglioni, andavo su e giù sul grosso uccello in visibilio, la lingua impazzita sulla cappella mentre, accompagnato da un mugolio prolungato, un secondo orgasmo mi scosse, provocandomi un brivido intenso che mi portò a squirtare. Mentre mi lamentavo ed urlavo dimenandomi sull'orlo dello svenimento, i miei umori schizzavano come urina dalla vulva con uno strano rumore a getti abbondanti e violenti, andandosi a scontrare con il cazzo che mi fotteva in figa, cosa che portò il nero a scoparmi ancora più violentemente. Fu una scopata indescrivibile, intensa, appagante che mi fece toccare il cielo nel vero senso della parola. Mi stavano massacrando per bene coi loro cazzi duri.

Ora volevano "venire" anche loro e così, desiderosi di sborrarmi in bocca, si misero in piedi attendendo che mi inginocchiassi tra di loro. Di nuovo in ginocchio, presi nuovamente a succhiare a turno i grossi cazzi. Desideravo farli venire all'unisono per beccarmi una quantità enorme di sborra calda e densa in bocca, quindi mi dedicavo in egual misura all'uno e all'altro e mentre succhiavo, ciucciavo e pompavo, capendo che stavano per schizzare, appoggiai le loro cappelle sulla lingua e lasciai che mi sborrassero in bocca.

Andando avanti ed indietro velocemente con le mani sui loro cazzi, li sentii mugolare come bestie mentre, a distanza di pochi secondi l'uno dall'altro, vennero intensamente. Numerosi fiotti violenti, densi e caldi di sborra bianchissima, mi colpirono violentemente la lingua e la bocca da ambedue le direzioni, un fiotto mi finì sulla fronte cominciando a colarmi in un occhio, mentre la maggior parte mi raggiungeva direttamente la gola, altra si adagiava sulla mia lingua sempre più appesantita dall'enorme, incredibile quantità di sborra che veniva eruttata dalle cappelle pulsanti e turgide. Sembrava non volessero più finire di schizzare, ma era naturale che eiaculassero così tanto, pensai, perché di certo non avevano così tante occasioni di svuotarsi i coglioni, a parte forse con l’autoerotismo. Potevo sentirne l'odore e godevo nel sentirmi lorda di sperma caldo e denso dei due extracomunitari. Con la faccia e la bocca completamente piene di sborra, assaporavo alquanto disgustata il pacco di poltiglia perlacea che mi avevano inesorabilmente schizzato in bocca e, guardandoli in faccia con aria da gran porca, la smuovevo da un lato all'altro della bocca per poi finalmente mandarla giù, dritta nello stomaco senza esitazioni. La gola era impastata di sperma, come colla che mi riempiva l'esofago. Loro ridevano sudatissimi, mentre io, dopo aver ingoiato tutto e pulito i loro cazzi da ogni residuo di sperma, mi alzai e mi sedetti sul letto, esausta e sazia.

Avevo vissuto la mia prima esperienza gang bang, avevo fatto letteralmente indigestione di sborra di nero, avevo goduto da matti con due grossi cazzi che mi avevano devastato culo e fica e, dopo un paio d'orette di sesso sfrenato a tre, sazia e soddisfatta, mi rivestii, salvo le mutandine che lasciai, su sua richiesta, ad uno dei due come ricordo, e raggiunsi, con il culo che mi bruciava da morire, la mia auto per tornare a casa. Avevo un forte puzzo di cazzo addosso, il sapore di sborra ancora presente nella mia bocca, ma potevo farci ben poco se non rinfrescarmi in macchina alla meglio con delle salviettine umidificate e bere da una bottiglietta di acqua minerale che avevo in auto. Ero consapevole di aver superato ogni limite facendo la porca con quei due.

Rincasata, feci una doccia per poi uscire a cena con il mio inconsapevole compagno. Durante la cena, il mio pensiero andava spesso alla mia "avventura" pomeridiana, ma alla fine trascorsi una serata serena col mio lui.

Più tardi, a letto, mi ritrovai ancora eccitata e così mi sditalinai al pensiero della mia laida avventura pomeridiana per poi cadere in un sonno profondo e ristoratore, mentre ancora avvertivo un certo bruciore alle parti intime che mi passò solo dopo alcuni giorni....

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Raf 1990

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