In pochi secondi, si alzarono in piedi e si denudarono e finalmente vidi i due grossi cazzi già duri e nodulosi; erano li, finalmente a mia completa disposizione, tutti per me. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dai loro uccelli, da quelle cappelle dure, nere e invitanti, mentre loro mi guardavano con voluttà ed eccitazione, impazienti di fottermi.
Vestita solo con gli stivali, mi inginocchiai sul pavimento tra i due, mi legai i lunghi capelli con l'elastico per evitare che mi dessero fastidio durante il bocchino e, mentre sparavo una sega ad uno, presi il cazzo dell'altro in bocca. Sentii un certo odore di urina e di smegma, ma non ero affatto disgustata ne infastidita, anzi, amo l'odore ed il sapore di maschio, di cappella non lavata, meno quello dei saponi vari. Ne ho ciucciati davvero tanti di cazzi, ma far entrare in bocca quelle due enormi mazze, mi mise a dura prova. Prendevo a turno le cappelle in bocca ed erano talmente grosse e gonfie da deformarmi il viso, la bocca allargata allo spasimo tanto da dolermi, cercavo di ingoiare la maggior parte dei due cazzi arrivando però al massimo a poco più della metà, mentre cercavo di respirare con difficoltà dalle narici allargate e con la bocca completamente occlusa dalle cappelle. Passavo dall'uno all'altro spompinandoli alacremente fino a leccarli in contemporanea, intanto mi toccavo la fica bagnatissima.
A bocca clamorosamente spalancata, tenevo le due grosse e durissime cappelle appoggiate sulla lingua, muovendo la punta le solleticavo da sotto, guardandoli dritti negli occhi con aria da gran troia, intanto con le mani li segavo mentre loro, in visibilio, mi tenevano la testa ferma sulle cappelle e mi palpavano le tette stringendo i capezzoli divenuti durissimi. La situazione intrigante e l'odore dei loro cazzi, pungente ed eccitante, mi facevano impazzire, rendendomi folle di desiderio, senza più esitazioni, ne inibizioni. Sparavo quel doppio pompino ai due neri come impazzita, incredibilmente infoiata, succhiavo i loro cazzi in estasi mugolando sommessamente. Intanto accarezzavo i loro coglioni.
Mi reggevano la testa mentre, prigioniera e senza scampo, mi lavoravo di bocca i loro cazzi, accarezzavo e leccavo i coglioni, sputavo e andavo su e giù con le mani sulle due aste scappellandole, le mordicchiavo, le succhiavo e ciucciavo sentendole vibrare, grossi tubi bollenti donatori di piacere intenso.
A turno, cercavano di spingermi i loro cazzi in gola, ma era una missione impossibile date le dimensioni; nel momento in cui la cappella mi lambiva la gola notavo che solo poco più della metà era dentro la mia bocca già piena. Ad occhi chiusi, sbavavo copiosamente con rivoli di saliva mista a liquido seminale dei due che bagnavano i cazzi come fossero già venuti, una poltiglia che sembrava sborra e che, dalla mia bocca piena, scendeva in filamenti sulle loro aste e poi, dai loro coglioni, sulle mie tette e per terra. Sembravo impazzita, passavo da un uccello all'altro leccando i liquidi con voglia e libidine incredibili, mentre ne percepivo l'odore ed il sapore acidulo. Li sentivo diventare sempre più duri nella mia bocca che pompava a più non posso, trivella inesorabile di cazzi.
Inginocchiata tra le loro cosce e persa completamente la testa, ciucciavo e succhiavo le grosse cappelle turgide, ad occhi chiusi mugolavo di piacere nel doppio pompino ai due neri. Loro, godendo tantissimo grazie al mio abile lavorio di bocca e di mani, mi reggevano la testa e, a turno, orientavano i cazzi verso la mia bocca vorace e vogliosa. Mi sentivo estremamente troia nel fare quel pompino doppio a due sconosciuti neri abbordati in un paesino, ma mi piaceva da morire. Leccavo e ciucciavo le cappelle in estasi.
Dopo circa un quarto d'ora, dissi loro che volevo il cazzo in fica ed in culo, ero eccitatissima e volevo che mi scopassero duro, che mi spaccassero tutta e così mi fecero finalmente mettere a pecorina sul letto. Pronta ed impaziente di accogliere i loro attrezzi nel mio corpo, ricordai di avere l'immancabile confezione di preservativi con me, ma fu un pensiero fugace che lasciai immediatamente cadere, perché desideravo sentire il contatto dei loro cazzi a pelle, incurante dei rischi igienici che correvo.
Così, mentre ripresi a fare una gran pompa ad uno, l'altro penetrò senza esitazione nella mia fica. Con le mani sul mio culo, andava avanti ed indietro scopandomi con furia, sentivo la mia vagina allargarsi all'inverosimile riempita dal grosso cazzo che la stantuffava, entrando ed uscendo in maniera oscena, rilassando i muscoli dell'addome, accoglievo la cappella in profondità, intanto mi lavoravo di bocca l'altro cazzo cercando di andare a ritmo con quello che mi trombava profondamente. Il porco in piedi davanti, mi spingeva insistentemente con la mano sulla nuca sul suo cazzo, dettandomi il ritmo del pompino con le grosse palle che dondolavano avanti e indietro. Intanto l'altro mi stantuffava la fica con colpi profondi, violenti, incredibili, le mani a palparmi i glutei e la schiena.
Godevo come una vacca con i due cazzi che mi riempivano. Si diedero il cambio e, a parti invertite, cominciai a spompinare l'uno mentre l'altro mi scopava la passera per bene. Dopo qualche minuto uno dei due si distese, mi fece salire su di lui di spalle e prese a scoparmi a smorza candela, mentre l'altro mi si avvicinò di fianco in modo che potessi prenderglielo in bocca. Con le mani puntellate sul torace del nero sotto di me, saltavo sul suo cazzo scappellandolo e facendolo arrivare in profondità, con le tette che mi ballonzolavano indecorosamente mentre, con la testa girata di lato, spompinavo l'altro che teneva il grosso cazzo fermo con la mano, mentre con l'altra mi palpava le tette in una girandola di sensazioni laide ed eccitantissime. Poi con la grossa mano sulla mia testa, il nero che stavo spompinando mi attirava sul cazzo, sbattendomelo il più possibile in gola, poi mi sbatteva la cappella sulla lingua. Lo prendevo in bocca accarezzandolo con l'interno della bocca e lasciavo che sfilasse il più possibile in gola, volevo ingoiarlo. Rivoli di saliva mi fuoriuscivano dai lati della bocca quasi schizzando e l'odore della mia saliva, mista a quello della cappella che mi stavo lavorando di bocca, mi faceva impazzire, mugolavo oscenamente come una gran porca, conati di vomito mi assalivano di tanto in tanto, ma incurante, continuavo il pompino con maggiore ritmo ed intensità. Accoglievo i due grossi cazzi neri nei miei buchi con immenso piacere ed eccitata da morire. Ero stravolta dal piacere. Scopavo alla grande.
Chiesi apertamente con un filo di voce al nero sotto di me di incularmi, così mi fece alzare di poco, mi appoggiò la cappella al buco e mi fece sedere scendendo sul suo cazzo che entrò violentemente dritto e profondamente nel culo. Senza alcun lubrificante, se non i miei umori vaginali, mi sentivo sventrare da quel grosso cazzo nero che entrava ed usciva dal mio culo con violenza, salivo e scendevo scappellandolo con lo sfintere per farlo arrivare su, fino nell'intestino, intanto continuavo il pompino all'altro. Stravolta dal piacere, mugolavo e mi dimenavo, prigioniera dei due cazzoni, mi sentivo una grande troia e ne godevo.
