Vi racconto della mia terza esperienza con un maschio di colore, dopo quelle avute con il nero del supermercato e con il bull di colore incontrato causalmente per strada (leggi i racconti "Incredibile chiavata con l'extracomunitario" e "Il bull nero incontrato per strada"). Quanto avevo goduto con quei bei maschioni neri! Ed infatti, la mia mania, la mia fantasia sessuale più gettonata dell'epoca era trombare con maschi di colore. Mi faceva andare in paradiso, mi sentivo femmina dominata dal maschione nero di turno e poi amavo alla follia quei cazzi color ebano, grossi e duri, diventavo una vera e propria vacca da monta. Assumevo sempre atteggiamenti da gran troia con gli uomini di colore. Appena ne vedevo uno, mi eccitavo fino al punto da bagnarmi in modo incredibile e abbondante. Avevo anche un sogno che volevo tanto esaudire: il desiderio di farlo con più maschi neri in una classica gang bang. Questa laida idea mi attirava tanto, ne ero praticamente ossessionata. E così, un giorno decisi di mettere in atto questa mia fantasia erotica e mi feci letteralmente massacrare da due bei maschioni di colore, facendomi riempire di cazzo al cioccolato.
Il sogno erotico di (quasi) tutte noi donne, è farlo con un uomo di colore, tutte quelle che non ammettono di essere eccitate al pensiero di farsi scopare da un nero, mentono spudoratamente. Addirittura, io desideravo fare la porca con due o più contemporaneamente, la cosiddetta gang bang, immaginavo fosse una cosa estremamente eccitante.
Inutile dire che la cosa mi intrigava un casino, la prospettiva di beccarmi più cazzoni grossi e neri insieme, era una cosa che mi eccitava tantissimo. Poi, il pensiero di tradire il mio compagno con degli sconosciuti neri, aumentava la mia voglia di farlo. Negli ultimi tempi, quando facevo l'amore con il mio lui, il pensiero andava spesso ad un bel cazzo nero, grosso e duro, mentre scopavo immaginavo che, al posto del mio compagno, ci fossero uno o più negroni e, a questo pensiero, godevo ancora di più, raggiungendo degli orgasmi incredibili, mai provati prima. Fu così, con questi pensieri sconci, che decisi di provare e farmi scopare da due o più cazzoni neri in contemporanea appena me ne fosse capitata l’occasione.
E l'occasione arrivò. Una domenica ero stata col mio compagno in un paesino in collina a fare una gita fuori porta ed avevo notato tanti bei maschioni extracomunitari che si attardavano in piccoli gruppetti. Subito mi ritrovai a pensare, con forte desiderio ed un brivido alla schiena, di farmi scopare da un paio di loro, senza timore di essere vista o riconosciuta. Mentre passeggiavamo, il mio pensiero fisso era quello di scopare con due extracomunitari contemporaneamente, mentre la fica mi pulsava tra le cosce, bagnatissima al pensiero. Fui costretta ad andare nella toilette di un bar per darmi una ripulita veloce.
Nei giorni seguenti, ossessionata dalla mia laida idea, decisi di dar vita al mio sogno erotico.
E così, un pomeriggio, fortemente decisa a farmi scopare da più neri insieme, ritornai da sola nel paesino e mi fermai in auto, in attesa. La mia attenzione fu presto rapita da due maschi, intenti a parlare in una piazzetta li vicino. Due extracomunitari dall'aria trasandata, alti ed estremamente arrapanti. Uno aveva un orecchino al lobo sinistro, ambedue con barba non curata, gli immancabili cellulari tra le mani. Mi chiesi, con una voglia di cazzo incredibile, che uccelli si celassero dietro quelle patte e, mentre li osservavo, cominciai ad accarezzarmi la passera mordicchiandomi il labbro inferiore, immaginandoli nudi mentre mi trombavano in maniera indecorosa e selvaggia.
Scesi dall'auto e mi avvicinai, senza vergogna, ai due maschi. Indossavo un vestitino corto a fiori molto sexy e stivali neri, con brasiliana ma senza reggiseno, il solco dei seni sodi bene in vista. Loro rimasero visibilmente sorpresi quando, eccitata all'inverosimile, iniziai a socializzare, chiedendo di dove fossero. Notai con estremo piacere, che mi stavano squadrando dalla testa ai piedi, indugiando sullo spacco delle tette, mentre mi raccontarono di essere nigeriani arrivati in Italia un paio di anni prima uno e quattro anni l'altro, di avere uno 30 e l'altro 32 anni, di lavorare come braccianti agricoli. Dissi loro il mio nome, di avere 52 anni e, eccitata dal particolare che loro sapessero quanto fossi troia, di essere impegnata con un uomo.
A questa ultima mia affermazione sembrarono però raffreddarsi, ma io li rassicurai. Superando ogni barriera della decenza, comportandomi da vera vacca, dissi loro che avevo tradito già il mio compagno, facendo loro capire con paroline dal doppio senso e sguardi vogliosi alle loro patte che ero fortemente decisa a tradire il mio compagno proprio adesso, con loro, due bei maschioni neri. I due, dopo un momento di incredulità ed incertezza, sembrarono molto attratti ed eccitati, ovviamente non davano l'impressione di rifiutare le mie velate avances. Così chiesi loro, senza peli sulla lingua (almeno per il momento, poi di peli ed altro, la mia bocca si sarebbe riempita eccome...), se volessero soddisfare le mie voglie. Rincarando la dose, impaziente di essere chiavata, aggiunsi di essere pronta a tutto, di non temere nulla, ero avvezza a dare bocca, culo, fica, di essere senza freni e disposta a tutto, che sarei stata a loro completa disposizione. Maliziosamente e ridendo, aggiunsi di essere una vera ingorda di sborra che amavo tanto ingoiare, di avere una vera passione per il pompino con ingoio. Insomma, la forte eccitazione aveva fatto uscire all'aperto tutto il mio essere porca e troia, senza provare più soggezione o vergogna, ma decisa ad andare in fondo alla situazione.
Ovviamente, ancora increduli da tale situazione e visibilmente eccitati dalle mie porche parole, accettarono immediatamente. Li vedevo lanciarsi occhiate di complicità e di incredulità e, dopo aver scambiato qualche battuta nella loro lingua, mi dissero che mi ritenevano una gran bella donna, procace e sexy e così, decisa ed impaziente di andare a fondo nelle mie intenzioni da troia, chiesi se avessero un posto tranquillo dove andare.
Ci recammo così a piedi a casa di uno dei due, poco distante.
Arrivammo in una misera abitazione male arredata e molto disordinata dove fui colpita da un forte odore di indumenti non lavati e di cibi molto speziati, oltre che dal puzzo stagnante di sigarette. Mi portarono nella stanza da letto male arredata, con un lettino singolo, un paio di sedie ed una specie di comodino e qui realizzai che non potevo tornare indietro. Ora dovevo farmi chiavare dai due extracomunitari senza esitazioni, non si tornava indietro. Seduti sul letto, loro ai miei lati, fumammo una sigaretta insieme e parlammo un pò, poi il desiderio e la voglia presero il sopravvento. Eravamo tutti e tre estremamente eccitati.
I due maschioni neri presero infatti subito a baciarmi tutto il corpo, a toccarmi dappertutto mentre mi denudarono alzandomi il vestito dalle cosce per sfilarmelo dalla testa, poi mi tolsero la brasiliana lasciandomi così completamente nuda, a parte gli stivali, tra di loro. Nel silenzio che ci circondava, ridacchiavo infreddolita ma iniziando a godere al tatto delle loro bocche, delle loro lingue e delle loro mani sul mio corpo. Nuda alla loro mercé, li lasciavo fare eccitandomi sempre di più. Mi palpavano le tette, una terza abbondante, il culo, la fica, quattro mani che esploravano tutto il mio corpo. Uno dei due si inginocchiò e prese a leccarmi la fica ed il culo facendomi bagnare all'istante e mandandomi in paradiso con la lingua che entrava nella mia vulva e nel mio culo in maniera deliziosa, intanto l'altro mi leccava le aureole e succhiava i capezzoli ficcandomi un dito in bocca che presi a leccare e ciucciare simulando un pompino.
