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Due sorelle: Per favore spompinalo tu
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Racconto12 min di lettura

Due sorelle: Per favore spompinalo tu

I giorni tornate a casa trascorsero velocemente e concitatamente tra annunci per trovare casa e amiche. Il caldo a Benevento è come sempre asfissiante e la notte è il momento peggiore, in casa si muore e l’unico modo per scampare alla calura è andare ogni sere in un paese diverso in cerca di fresco ...

Giovanna Esse
2 anni fa · 2.1k letture · 0

I giorni tornate a casa trascorsero velocemente e concitatamente tra annunci per trovare casa e amiche. Il caldo a Benevento è come sempre asfissiante e la notte è il momento peggiore, in casa si muore e l’unico modo per scampare alla calura è andare ogni sere in un paese diverso in cerca di fresco con la scusa delle sagre.

La casa la trovai molto velocemente grazie ad un’amica di Silvì che lasciava la casa per partire per l’Erasmus, non dovemmo neanche andarle a vedere perché Silvì già la conosceva e poi fortuna volle che abitasse a non più di due palazzi da casa di mia sorella, con grande sollievo dei miei genitori. Infondo io non avevo mai vissuto da sola, che poi proprio da sola non ero. 

Un paio di giorni dopo andammo a firmare il contratto e a vedere la casa.

Devo dire che era carina e spaziosa, almeno per quello che mi serviva. Tre camere singole, la mia con “splendida” vista su un vicolo dove per fortuna almeno arrivava il sole, e altre due un pochino più grandi dove dormivano quelle che sarebbero diventate due ottime amiche.

Il trasferimento fu indolore, infondo chi non vuole andare a vivere per conto proprio?!!

Il rapporto con mia sorella non cambiò anzi si rafforzò ancora di più.

Detta cosi sembra che viviamo una situazione normale…. tanto poi normale non era. Diciamo che per noi era normale volerci bene ed essere libere.

Silvì come vi ho detto viveva poco distante, il suo appartamento non è un granché un’entrata piccola e scura, un salottino cucina due camere da letto con balcone e un bagno, nota positiva è che il bagno era nuovo, rifatto durante le vacanze causa una brutta perdita d’acqua.

Silvì condivideva la casa con una ragazza lavoratrice, simpatica, ma praticamente un fantasma in casa. Originaria di un paese in provincia di Avellino aveva affittato la casa perché non ha la patente arriva il lunedì mattina, anche se si vede solo la sera quando rientrava dal lavoro e va via il venerdì mattina perché prende il pullman subito dopo essere uscita dal lavoro.

L’inserimento all’università non è stato difficile anche perché ho della amiche o per meglio dire conoscenti che frequentano la stessa facoltà e cosi si è fatto di mal comune mezzo gaudio.

Le mie giornate passavano sempre velocemente e visto che mia sorella era a pochi passi pranzavamo o cenavamo sempre insieme e nei fine settimana che non si tornava a casa, sia per goderci la libertà sia perché veniva Matteo uscivamo con il suo gruppetto di amici.

Gli accordi furono da subito chiari con mia sorella, i nostri genitori pretesero che ci scambiassimo le chiavi, per ogni evenienza, e devo dire mi sembra normale, inoltre pretendevano telefonate e ovviamente non mancavano messaggi ad ogni ora del giorno dove, sopratutto all’inizio, se non rispondevo nel giro di pochi minuti scattavano telefonate preoccupate con relative ramanzine e per finire che se eravamo sole in casa per la notte che dormissimo insieme.

La libertà tra me e Silvì era totale, oramai le gelosie e le mie ritrosie si erano dissolte, vivendo in libertà la mia posizione di…. come dire jolly della coppia.

Certo, le prime volte quando entravo in casa di Silvì mi imbarazzavo vederli girare nudi o vederli mentre facevano l’amore come se io non ci fossi, ma alla fine mi abituai.

A Napoli faceva un caldo atroce quindi diciamo che l’abbigliamento domestico era decisamente sempre ridotto.

La prima volta che li trovai in tenere effusioni fu una domenica che decidemmo di pranzare a casa di Silvì, la mattina mi svegliai con un messaggio nel quale mi chiedeva di fare la spesa, quando entrai in casa con due buste pesanti, sudata visto il caldo infernale, li trovai comodamente sul divano con Silvì su Matteo, completamente nudi intenti a fare l’amore, quella fu una delle poche volte che mi sono imbarazzata, diciamo che poi ci o fatto l’abitudine, ma anche loro fecero in modo di mettere quanto più a mio agio

Matteo: “ma che fai ti imbarazzi?”

Silvi si girò e vedendomi 

Silvì:”ehi non dirmi che ti imbarazza? Dai stai serena”

Volli fare quella moderna e disinibita, entrai nella stanza, posai le buste sul tavolo e sistemai la spesa, mentre loco tranquillamente continuavano come se io non ci fossi, anzi a dirla tutta Silvì mentre cavalcava Matteo mi parlava anche, devo dire che è strano sentirle chiedere del pranzo e gemere.

Dopo aver finito di sistemare visto che non si decideva su cosa cucinare decisi di sedermi su una sedia del tavolo e vedere come godevano, sul volto di mia sorella si disegnava un sorriso ed uno sguardo come perso nel nulla.

La mia visuale laterale mi permetteva di vedere le gambe di mia sorella a cavalcioni su Matteo si potevano vedere i muscoli delle gambe, i suoi seni all’altezza della bocca di Matteo e le forti braccia di lui che non smettevano di stringergli il sedere e di accarezzare la sua schiena lucida di sudore. Nonostante il caldo della stanza sembrava che loro emanavano un loro calore, quasi riuscivo ad avvertirlo nonostante mi trovassi non più di due metri di distanza. Nell’aria si sentiva il classico odore di sesso, quel mix di sudore sperma e succhi vaginali. Ero in silenzio ad ammirarli mentre si dedicavano al loro piacere, i soli rumori che si sentivano era lo sciacquettio proveniente dal potente andirivieni del cazzo di Matteo dentro mia sorella che doveva essere pesantemente lubrificata e qualche schiaffato di Matteo sul culetto di mia sorella che a ben guardare era anche un pò arrossato, ma che ogni volta che riceveva un colpetto risaliva quasi fino a far uscire il palo fuori gemeva per poi lasciarsi cadere pesantemente accogliendo fino il fondo il cazzo. Andarono avanti per un bel po’, Matteo urlò “sto venendo”, mia sorella smise di salire e scendere, ed inizio a muovere avanti e in dietro il bacino, era una scena fantastica, mia sorella con le mani si teneva sulle ginocchia di Matteo inarcando la schiena e spingendo avanti e dietro il bacino.

In quella posizione Silvì era la cosa più belle eccitante ed erotica mai vista, mia sorella è un’opera d’arte quando fa l’amore, ha la capacita di risultare sempre dolce eccitante e perfetta.

Il suo ventre piatto con un accenno di addominale, i suoi seni che sembrano esplodere tanto sono definiti e i capezzoli che eccitati sporgono duri scuri, il tutto esaltato da una patina lucida di sudore e dal dorato dell’abbronzatura. Matteo venne e Silvì si tuffo su di lui, i suoi capelli volarono su Matteo, gli prese il viso tra le mani e lo bacio dolcemente mentre Matteo la stringeva forte a sé.

Quando finirono non si coprirono neanche, pranzai con loro nudi.

Invidiavo questa loro capacita di passare da una cosa tanto animale, addirittura davanti ad una spettatrice a gesti di amore e dolcezza infiniti.

A Napoli faceva un caldo torrido e a stento si riusciva a dormire la notte cosi decisi per necessita di dormire nuda e con le finestre appannate.

Questa libertà di mia sorella e Matteo mi piaceva, ma mi frustrava, non che non ci fossero ragazzi che mi facevano il filo, anzi, ma nessuno di seriamente interessante. 

Tutto cambiò quando mi iscrissi in una palestra, ok essere magre di natura, ma un po di movimento serve, li conobbi un istruttore di balli caraibici che teneva dei corsi serali che dopo qualche sua insistenza iniziai a frequentare. 

Devo dire che mi è piaciuto subito, il corso che avete capito lui non è che mi piaceva, era proprio un gran figo, insomma più che piacermi mi faceva impazzire.

Prima di andare avanti…

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