Il regalo di compleanno
Claudio era un amico speciale con cui mi ero accompagnata in varie serata trasgressive. Feste, scambi, incontri solo noi due. Ottimo sesso, ottima intesa e soprattutto grande fiducia. In sua presenza mi sentivo protetta.
Un novembre di un paio di anni fa, complice il suo imminente compleanno, decisi di telefonargli.
" Ciao Claudio"
"Ciao Anna che bello sentirti, eri sparita"
"Eh impegni dai. Ti chiamavo perche ricordo che tra qualche giorno è il tuo compleanno e volevo festeggiarti"
"Wow grazie. Cosa hai in mente?"
"Potresti invitarmi a cena a casa tua. Porto io la cena ma occupati tu del dolce, vorrei una torta con tanta panna montata"
"uhm, ok. Non mi dai indicazioni sul cibo?"
"no, ma sono certa che ti piacerà"
"Ok, sai dove abito, facciamo alle 20?"
"No facciamo verso le 20.30/21 prima ho commissioni da fare"
Le commissioni erano andare dall'estetista e dalla parrucchiera e poter rientrare a casa in tempo per prepararmi. In realtà c'era poco da prepararmi visto che la cena sarei stata io.
Scarpe décolleté con cinturino nere, autoreggenti nere con riga posteriore , bracciale dorato, orecchini e una pelliccia di lince. niente altro...solo il mio corpo
Il taxista non so cosa pensasse di me visto che continuava a guardare nello specchietto, ma io facevo finta di nulla guardando il cellulare e facendo finta ad un certo punto di chiamare un'amica solo per evitare domande. Potevo sembrare una escort oppure semplicemente una cinquantenne ancora in forma che si muoveva per la città.
Uscii dal taxi e citofonai e mi feci strada nel cortile per raggiungere l'ascensore. Iniziai ad eccitarmi sentendo i miei passi coi tacchi nel pavimento del cortile fatto anche di pietre lastricate di fiume per cui era abbastanza diffide camminarci. Raggiunsi l'ascensore e salii al piano. Mi ero aperta la zip della pelliccia e la tenevo chiusa con la mani dalle tasche.
Claudio era già alla porta e mi sorrise con piacere ma anche con sospetto perche ero senza borse o sacchetti, confidando che il cibo lo avrei portato io.
"Tanti Auguri" esclamai con voce calda e non troppo alta davanti alla sua porta e aprii la pelliccia.
Un po stordito fece un passo indietro divertito e sorpreso "accomodati pure"
Gli chiesi di prendere la torta con la panna e di metterla sul tavolino.
Dovendo scaldare la "cena" lo feci sedere sul divano mentre io mi sedetti sulla poltrona di fronte. Lasciai cadere alle mie spalle la pelliccia ed iniziai a masturbarmi con un dito e poi due mentre lui, compiaciuto, iniziò a slacciare la cintura ed aprirsi i pantaloni.
Ci stavamo masturbando uno di fronte all'altro con lentezza, senza nessuna fretta. Presi della panna dalla torta e me la posi sulla fessura e lui fece altrettanto sul suo sesso. Mi alzai lentamente e dissi restando in piedi "tanti auguri" e mi feci leccare la fessura e la panna tenendogli la testa e guidandolo.
Poi mi abbassai "ora devo spegnere la candelina per te" ed iniziai un'opera molto articolata con la lingua facendolo impazzire per diversi minuti, spingendolo indietro sul divano e dedicandomi con passione al suo cazzo da sola.
La mia bocca era dedita al suo piacere e raccolse il frutto di tanto impegno senza perdere una goccia. Un brindisi davvero delizioso.
Mi alzai e aprii il frigo perche comunque avevo fame e banchettammo in maniera frugale anche se bevemmo champagne.
Poi mi sdraiai sul tavolo chiedendogli se aveva ancora fame e non si fece attendere la sua risposta, istintiva, carnale e diretta.
Mi prese con colpi sempre piu decisi facendomi bagnare, poi mi fece scendere e mi appoggiò al tavolo perche a lui piaceva tenermi il collo con la mano mentre approfittava del mio corpo senza inibizioni.
Fece quello che mi aspettavo e quello che desideravo. Io non avevo segreti per lui e lui tanto meno per me. Il mio corpo era già stato suo e lo conosceva bene, ne avevo tratto piacere e lui pure.
Era da un po che non mi facevo scopare da lui e promisi a me stessa che avrei ripreso una frequentazione meno saltuaria. Avere fiducia di un uomo è anche questo e lui se la era conquistata sul campo.
Ebbi ciò che desideravo e fui un regalo molto gradito, azzeccato e non scontato.
Ci salutammo come vecchi complici amici e ritornai in taxi a casa, sorridente e con quel sottile appagamento che la malizia trasmette. Pronta per nuovi incontri, pronta per nuovi consapevoli abbandoni del mio corpo.
Generi
Argomenti